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Questa mattina il clima australiano è più clemente, permettendoci di concludere un'intensa sessione di allenamento senza grosse difficoltà. Una delle ultime prima delle regionali.
Ogni secondo che passa sento montare sempre di più l'ansia, come se volesse inghiottirmi del tutto dentro ad un vortice. Ma devo tenerla a bada. Ho paura, ma l'adrenalina è più forte, così come la voglia di gareggiare e dimostrare ciò che ho imparato fino ad oggi.
Ormai tutto questo — svegliarmi all'alba, scendere in spiaggia, cavalcare le onde fino al tramonto, stare con i miei amici — fa parte di me. Di una nuova versione di me che non avrei mai neanche saputo immaginare.
A volte, mentre aspetto l'onda perfetta seduta sulla mia tavola, mi fermo a sentire il rumore dell'oceano e chiudo gli occhi, lasciando che la mente si svuoti, accarezzando con le dita la superficie scintillante dell'acqua. Sono questi gli attimi che preferisco, la connessione viva e profonda con qualcosa di immenso.
L'oceano è casa.
Sono questi i momenti in cui sento mia sorella vicina, come se fosse insieme a me e mi sussurrasse 'finalmente hai capito, stellina'. E credo di averlo fatto davvero: l'oceano non mi terrorizza più, anzi. Respiro più facilmente e il cuore mi si gonfia di gioia come se avessi finalmente trovato il mio posto.
Rory aveva ragione. Lei ha sempre avuto ragione, su tutto.
Ormai riconosco le strade di Conny Bay anche ad occhi chiusi. Le staccionate bianche delle case, le alte palme che fanno da ombra, il profumo inebriante dei fiori di ibisco, i colori raggianti delle insegne dei negozi di surf e le tavole appoggiate all'ingresso, le spiagge immense e rigogliose, il sole che brilla sempre di una luce più intensa rispetto a qualunque altro posto nel mondo.
Mentre cammino verso casa dopo l'allenamento, con i capelli ancora bagnati e la tavola sotto al braccio, penso alla ragazza che é arrivata qui ad inizio estate e che era convinta avrebbe odiato ogni singolo minuto trascorso in Australia. Che si sarebbe sentita fuori posto e che non avrebbe saputo adattarsi ad una vita senza l'altra metà della sua anima.
E adesso, invece, mi rattristo alla sola idea di dover tornare a Boston. Perché, senza accorgermene, in questo posto ci ho lasciato il cuore. Ho trovato ciò che Rory ha sempre ricercato e adesso ho capito quanto sia prezioso.
I miei genitori e i nonni sono scesi in spiaggia a godersi il sole, quindi sono sola a casa, immersa nella quiete. Mangio in fretta la lasagna alle verdure che mi ha messo da parte la nonna e poi mi fiondo in doccia.
L'acqua calda mi scioglie subito i muscoli, donandomi una sensazione di rilassamento assoluto. Di nuovo con i capelli bagnati che, adesso, lasciano una scia di profumo al cocco, recupero il libro che ho in lettura in questi giorni e mi dirigo in giardino, posizionandomi sulla sdraio.
Il sole forte del pomeriggio mi riscalda la pelle. Leggo finché la suoneria del telefono mi riscuote con una cascata di notifiche. Come immaginato, perché lei è l'unica che ha l'abitudine di inviare ogni parola in un singolo messaggio, Stormie ne ha appena inviati almeno dieci sul gruppo che abbiamo io, lei e Maila.
'Siamo tutti invitati alla festa di Mike Jacobs per l'inizio delle regionali, sabato'
All'inizio penso che sia una pessima idea, soprattutto sapendo come si è conclusa l'ultima festa a cui sono stata. Ma ormai sembra passata una vita intera da quel giorno, Noah è cambiato.
Quindi allontano subito questo pensiero e riprendo la lettura di Binding 13. Questo libro ha il potere di farmi dimenticare qualsiasi cosa, tanto che non sento neanche i miei genitori rincasare, tanto che non mi accorgo che il cielo del tramonto sta lentamente lasciando posto alle prime stelle.
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Catch the wave
Roman d'amour«Cos'è questa storia delle lezioni di surf, America? Vuoi passare del tempo con me?» Dopo l'improvvisa morte della sorella, Stella Mason ha smarrito la sua luce. Ha completato il primo anno all'università di Boston, ma andare avanti le sembra insos...
