Capitolo 37

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Il tramonto infuria all'orizzonte, tingendo il cielo di quelle sfumature vibranti e cangianti che si trovano soltanto in Australia.

«Ecco a te, America» Noah si fa largo tra una folla di persone, raggiungendomi e porgendomi un alto bicchiere di limonata ghiacciata. Faccio un lungo sorso con la cannuccia, lasciando che il liquido fresco mi scorra giù in gola.

Non so nemmeno io come ho fatto ad arrivare fino a questo punto della mia vita: ad una festa in una mega villa, insieme al ragazzo di cui sono innamorata e ad un solo giorno dalle gare di surf più importanti del Paese.

La Stella di qualche mese fa si sarebbe fatta una grossa risata.

Eppure, eccomi qui. La villa in riva all'oceano di Mike Jacobs sembra ancora più immensa dall'ultima volta che ci sono stata. Il giardino è addobbato di lucine che, ne sono sicura, al calar del sole creeranno un'atmosfera da fiaba.

Ci sono alti tavolini di legno disseminati ovunque, con stuzzichini invitanti e bevande rinfrescanti. C'è anche un'immensa sezione allestita con tutti i costumi, le mute e le tavole da surf dell'ultima collezione 'Ocean Suit', direttamente sponsorizzata dalla Surf Young Talent.

Ma ciò che mi lascia davvero stupita è l'enorme proiettore su cui scorrono tutti gli scatti dello shooting. Tra tutte le cose che mi sarei aspettata di trovare in Australia, la mia faccia su uno schermo gigantesco non era neanche nella lista.

«Un penny per i tuoi pensieri» la voce di Noah mi riporta alla realtà.

«Cosa?»

«Non dite così in America?» mi guarda dritto negli occhi, con una finta serietà che mi fa ridere.

«Quella è l'Inghilterra, ma sfrutterò l'occasione per farti una domanda» rispondo.

Lui si limita ad un'alzata di spalle, continuando a sorseggiare il suo succo.

«In realtà me lo chiedo da un po'... perché Mike Jacobs non ha fatto un'intervista anche a te? Sembrava importante per lui parlare con tutti prima delle gare»

Noah resta immobile, non so se per la sorpresa o la reticenza. O entrambe.

«Me lo ha chiesto infatti» risponde lui con tutta la tranquillità di questo mondo. «Ma ho rinunciato».

Noah deve aver notato la mia espressione a dir poco sbalordita, perché riprende quasi subito.

«Prima che tu arrivassi qui avevo deciso che non avrei gareggiato mai più e che avrei continuato a surfare solo perché é qualcosa che mi fa stare bene. Non voglio che tutto questo si riduca ad una mera questione di gare, competizioni inutili o sponsor» Noah fa una pausa, avvicinandosi di qualche centimetro.

Le nostre mani quasi si toccano, e basta questo a mandarmi una scarica di brividi lungo tutto il corpo. Dopo la notte trascorsa insieme, qualcosa é cambiato: pensavo che adesso avrei saputo tener sotto controllo le mie emozioni. Ma la verità è che, dopo le sensazioni che mi ha fatto provare, lo desidero ancora di più.

«Perché è in questo che l'avrebbe trasformato Mike Jacobs. Ho immaginato il titolo della rivista. Noah Parker: il ritorno del grande talento. E ho avuto paura di perdere tutto, di nuovo» c'è una tristezza nei suoi occhi che non mi ha mai permesso di vedere prima.

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