37. Chelsea

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Chelsea pov

"Dai Maya non fare così" la redarguisco per via del suo comportamento ostile nei confronti del cibo dell'ospedale.

"Ma fa schifo" si lamenta sbuffando e infilzando la sua colazione come se fosse del mangiare avariato.

"Baby è solo porridge con un po' di frutta" ridacchio divertita e allo stesso tempo esasperata.

"Dai su" le sfilo il cucchiaio dalle mani e prendo una piccola quantità di porridge e la imbocco.

"Non è giusto" si lamenta tra una cucchiaiata e l'altra.

"Cosa?" le chiede Alex seduto ai margini della stanza mentre controlla le varie mail di lavoro dal cellulare.

"Che voi avete fatto colazione con i cornetti ed io con questa poltiglia" si lamenta per l'ennesima volta da quando l'infermiera le ha portato la colazione in camera.

"Maya" sbuffa Ash ai piedi del letto intento a fare una partita a non so che cosa con Ben, il quale è al lato destro del letto della bionda.

"Okay, per oggi ho finito di lamentarmi" sbuffa a sua volta per poi incrociare le braccia al petto e voltare il viso verso di me.

"Chelsea" sussurra il mio nome per non farsi sentire dai presenti.

"Mm" mi avvicino a lei per poterla ascoltare meglio.

"Come stai?" mi domanda giocando con le mie dita intrecciate nelle sue.

"Non dovrei essere io a porti questa domanda?" la guardo con divertimento negli occhi.

"Ti vedo diversa dal solito, più seria" alza la mano per spostarmi una ciocca di capelli che mi è finita davanti al viso.

"Non ho fatto altro che darmi la colpa da quando ho saputo del tuo incidente" confesso con le lacrime agli occhi.

"Ma cosa dici, come potrebbe essere colpa tua quello che mi è successo?" quasi urla arrabbiata con me per come la penso.

"Se fossi andata a lavoro da sola, nulla di tutto questo sarebbe accaduto" scoppio a piangere nell'incavo del suo collo e stringo con forza il tessuto del suo camice mentre la abbraccio a me con ancora la paura di poterla perdere che mi attanaglia lo stomaco.

"Non dire sciocchezze, nessuno può sapere se sarebbe successo o meno, quindi smettila di darti la colpa" mi rimprovera amorosamente per poi stamparmi un delicato bacio a stampo nel quale asciuga le mie guance bagnate.

"Va bene?" chiede conferma.

Annuisco fra le sue mani e le lascio un bacino sulla destra che è l'arto più vicino alla mia bocca.

"Signori fra meno di dieci minuti finisce l'orario di visite" l'infermiera ci fa sapere da dietro la porta dopo aver bussato.

"Di già?" controllo le espressioni degli altri e vedo che anche loro come sono tristi nel lasciarla qui da sola.

"Non vi preoccupate, ora devo prendere l'antidolorifico e quello mi farà addormentare in pochi secondi, quindi non sarei neanche un po' di compagnia" ci rassicura la bionda in modo scherzoso.

"Va bene, fai la brava mi raccomando e vedi di mangiare" le punto il dito contro in una finta minaccia.

"Okay capo" ridacchia e mi afferra l'indice per avvicinarmi a lei per un altro bacio.

La salutiamo tutti ognuno a modo suo, Ben con un dolce bacio sulla fronte, Alex sulla bocca e Ash con la manina.

"Mi sembra che stia bene" Ash spezza il silenzio assordante che si è creato nel percorso verso la macchina.

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