36. Ben

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Ben pov

"Maya Moore" non appena odiamo il nome della nostra ragazza, saltiamo tutti e tre in piedi come delle molle e a grandi falcate raggiungiamo l'infermiera.

"Allora come sta?" è Alex il primo a fare le domande.

"La signorina ha un lieve tramuta cranico, una commozione cerebrale e le costole leggermente inclinate" ci elenca con calma e chiarezza quello che c'è scritto sulla cartella clinica della mia bionda e mi si stringe il cuore nel sapere che sarebbe potuto succederle qualcosa di peggio o addirittura fatale.

"Possiamo vederla?" Chelsea chiede esitante stritolandomi la mano.

"Si ma una cosa rapida perché la paziente ha bisogno di riposo" ci raccomanda seria e noi annuiamo con fermezza.

Ci scorta fino alla sua stanza e dopo averla ringraziata, lei se ne va a fare il suo lavoro e noi varchiamo la soglia della camera d'ospedale.

Non appena la vedo quasi mi rimetto a piangere.

Ha la testa fasciata, il viso pallido e coperto da piccoli taglietti, sicuramente dovuti dal vetro rotto del parabrezza e gli occhi serrati dal dolore.

"Maya" Chelsea è subito al suo fianco a stringerle la mano fra le sue tramanti come la sua voce.

"Oh Maya" mi avvicino anch'io affiancando la corvina per poi accarezzarle con delicatezza e attenzione il capo coperto.

"Chi siete voi e che cosa state facendo nella mia stanza?" ci guarda con occhi sgranai dalla paure e confusione.

Io mi volto all'istante verso Alex e lo supplico con lo sguardo di confermare che quello che ho sentito è falso.

No, mi rifiuto di accettare che il mio amore si sia dimenticata di me, di noi.

"Maya siamo noi, Alex, Ben e Chelsea i tuoi fidanzati" il moro si spiega con calma indicandoci uno a uno per farle capire meglio chi è chi.

"Ahah" scoppia a ridere come una pazza furiosa, portandomi così a guardarla con preoccupazione per la sua sanità mentale.

"Sto scherzando" ridacchia ancora asciugandosi le lacrime cadute dalle troppe risate.

"Ti odio" quasi urla la piccoletta al mio fianco dandole una sberletta sulla mano priva di flebo.

E io rilascio un sospiro di sollievo.

"Maya ti sembrano scherzi da fare?" Alex la guarda malissimo puntandole il dito contro con una velata promessa a punirla non appena si rimetterà in sesto.

"Scusate, volevo solo alleggerire un po' la situazione" confessa imbarazzata per la messa in scena appena compiuta.

"Non fare mai più una cosa del genere" la avverto serio per poi lasciare un bacio dolce sulla fronte fasciata.

"La dottoressa ha detto che devi riposare" le ricordo sistemandole meglio la coperta sopra il suo corpo esile e dolorante.

Annuisce solo e sbadiglia stanca.

"Resto io con lei voi andate pure a casa" Alex ci rassicura per poi salutarci con un bacio a stampo.

"Domani mattina saremo già al tuo fianco ancora prima che ti svegli" le sussurro all'orecchio mentre le lascio il mio ultimo saluto con un abbraccio.

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