Secondo libro della serie 'Their', esso può essere letto a se senza aver prima letto il il prequel
Grazie alla relazione di Poppy con i Johnson, Chelsea fa la conoscenza della coppia poliamorosa di Alex, Ben e Maya.
Cosa accadrà dopo il loro primo i...
Non odiatemi ma non riuscivo proprio a concludere il capitolo e anche se ora l'ho fatto non mi convince al cento per cento ma non volendo lasciarvi ancora per molto senza un nuovo aggiornamento per ora ce lo facciamo andare bene. Detto questo buona lettura.
Alex pov
"Alex, Chelsea mi ha scritto che sarà qui fra poco, così possiamo fare di nuovo visita a Maya" Ben mi avverte dell'imminente ritorno della corvina a casa, quando esce dal bagno della nostra camera.
"Va bene" annuisco coprendo uno sbadiglio col palmo della mano.
Non sono riuscito a dormire un granché ieri notte, sia per la paura per Maya che per il posto scomodo in cui ho dormito all'ospedale, ovvero sulla poltroncina in plastica affianco al suo letto.
"Stanco?" il rosso si avvicina al materasso su cui sono coricato per accarezzarmi i capelli in un gesto calmo e gentile.
"Uhh" chiudo gli occhi sotto le sue calmanti carezze.
"Telefono" urla dal piano di sotto Ash, interrompendo bruscamente il nostro momento.
"Arrivo" urlo di rimando alzandomi con poco voglia dal letto.
Scendo velocemente le scale per riuscire a rispondere alla chiamata in tempo.
"Chelsea?" domando con tono confuso quando leggo il nome sulla schermata, non comprendendo il motivo della sua chiamata.
"Alex, sono da Poppy, ti prego vienimi a prendere" mi supplica con voce spezzata dal pianto e dalla paura.
In meno di due secondi sono già fuori dalla porta di casa e in neanche cinque sono per le strade indaffarate di New York per dirigermi verso casa di Scott.
"Alex" urla il mio nome non appena parcheggio affianco alla sua auto.
"Cosa succede piccola?" le chiedo preoccupato quando si fionda dentro il veicolo senza neanche dire una parola.
"Voglio solo andare a casa" sussurra in lacrime stritolando il sedile in pelle.
Resto fermo a fissarla stupito e noto come continua a portare lo sguardo sulla sua macchina.
"L'auto non parte più?" provo a fare io le domande visto che lei non dice nulla.
Scuote negativamente la testa.
"Allora perché non sei venuta a casa da sola?" continuo incuriosito dal suo comportamento strano ed evasivo.
Ma non parla, non mi guarda e continua a piangere.
Convinto che non riuscirò a estrapolarle nulla, smonto dall'auto per dirigermi verso la sua per controllare che sia tutto in ordine.
Faccio il giro di essa fino ad arrivare al lato di guida e quello che mi si presenta davanti alla faccia, mi fa incazzare all'istante.
Traccio con le punte delle dita la parola oscena che chiunque abbia avuto il coraggio di scrivere alla mia Chelsea, ne pagherà caramente le conseguenze.
Estraggo il telefono dalla tasca dei miei pantaloncini e digito il numero che vorrei non dover digitare.
"Ho bisogno del tuo aiuto"
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"Ti lascio da Maya, okay?" è quello che le dico dopo più o meno cinque minuti di silenzio nel cui io sto pensando a tutte le varie opzioni su come trovare il colpevole di tutto questo.
"Va bene" acconsente per poi posare con delicatezza la mano destra sulla mia coscia.
Guido fino a destinazione prudentemente ma con una rabbia che mi sta bruciando le interiora, prima Maya ora Chelsea, che cazzo sta succedendo?.
"Siamo arrivati" la avviso non appena mi fermo di fronte all'edifico bianco candido.
"Ci vediamo più tardi" mi avvicino a lei per lasciarle un bacio sulla fronte.
Annuisce e unisce la sua fronte sulla mia intrecciando le nostre dita.
"Risolverò anche questa non ti preoccupare" le sorrido rassicurandola.
Ora non devo solo cercare chi ha fatto del male a Maya ma anche chi lo ha fatto alla nostra piccola Chelsea.
Ben pov
"Il vostro amore è arrivato" spalanco la porta della camera d'ospedale di Maya con un sorrisone stampato in volto per nascondere la paura e preoccupazione che provo alle due.
Alex mi ha raccontato in grandi linee cosa le è successo e che sarà occupato per un po' e quindi di tenere compagnia alle nostre piccole.
"Ben" i dolci sorrisi che mi rivolgono mi scaldano il cuore e la mia mente, ora turbata da davvero brutti pensieri.
"Che ne dite di fare un piccolo spazzietto anche per me?" propongo alle due donne abbracciate fra di loro sul letto a una piazza e mezza.
"Non credo tu ci stia amore" Chelsea ridacchia alle parole veritiere della bionda.
"Mi state per caso dicendo che sono troppo grosso?" porto le mani ai fianchi e metto su un finto broncio offeso.
"Io non affermo ne sementisco nulla" Chelsea mi sorprende, visto che mentre lo diceva il suo sguardo era puntato sul mio cavallo dei pantaloni.
"Chelsea..Hahaha" Maya ridacchia divertita dalla situazione comica e dal mio imbarazzo.
"Dai su ultra dotato, vieni qui" la mia bionda si allontana quanto basta dalla corvina per farmi spazio in mezzo alle due.
"Vi va di fare un piccolo pisolino?" chiedo non appena mi corico fra loro.
"Si vi prego non ho dormito nulla la scorsa notte" Chels posa la sua nuca sul mio petto accarezzandomi la pancia con movimenti lenti.
"Perché no" ed è quella l'ultima parola che sento perché poi odo solo respiri leggeri avvolgermi fini a portarmi ad uno stato di tranquillità tale da farmi addormentare.
"Lo so, ho capito ma non è detto che quello che dici mi debba piacere" vengo svegliato dalle parole brusche di Alex.
"Alex" richiamo la sua attenzione con ancora gli occhi chiusi.
"Devo attaccare, ci sentiamo"
"Scusa, ti ho svegliato?" domanda ora più tranquillo.
"No" nego per non farlo sentire in colpa.
"Hai scoperto qualcosa?" schiudo appena le palpebre per poterlo guardare.
"Non ancora" sbuffa frustrato.
Non l'ho mai visto così prima d'ora, è arrabbiato, confuso e triste al tempo stesso.
"Ti direi di unirti a noi ma dubito che tu ci stia, ci sto a malapena io" cerco di alleggerire il tutto come posso.
Gli sfugge un sorrisetto ed io ne sono immensamente felice.
"Ti amo Alex" confesso il mio amore perché mi sembra di non farlo mai abbastanza in questi giorni.
"Ti amo Ben e vedrai che sistemerò tutto" mi promette sigillando la sua promessa con un baio sulle labbra.
"Torna a dormire" sussurra sulla mia fronte per poi baciarla e rimboccarci il leggero lenzuolo dell'ospedale.
Annuisco e richiudo gli occhi stringendo a me le nostre donne, alle quali prometto silenziosamente sulla mia vita che le non succederà mai più nulla di male.