LA PUNTA DELL'ICEBERG

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Ankar non potè pronunciare altro: la gola diventò una grotta priva di vita e buia e il respiro il gelido vento che l'attraversava.

Onias arretrò di diversi passi, silenzioso come al suo solito, la luce abbagliante si dissolse rapidamente e una lucertola dalle squame dorate restò al posto di essa.

"Ti ho visto morire" disse, infine, il lupo dal pelo rosso.

Ricordava molto bene il loro ultimo incontro: piegati sotto il peso del lungo bastone, le mani beccate oltre la schiena e il sole che puntava il suo calore sui loro corpi.

E non poteva scordare quando il rettile aveva esalato l'ultimo respiro dopo che il cuore era stato estirpato da Kuningas come fosse un'erbaccia indesiderata, per poi essere decapitato.

"Sì, mi hai visto morire..."

Il palmo sinistro coprì il medesimo pettorale e avvertì il battito del muscolo cardiaco, non poteva scordare il dolore di quel giorno.

"... Ma la tua mente è forte Quinta Alba".

"Un dio non può morire per mano di un mortale".

La lucertola annuì e sorrise, come avrebbe fatto un maestro soddisfatto del proprio allievo, poi iniziò a camminare e afferrò le braccia del canide.

Ora comprendeva, rimembrava la totale indifferenza della divinità verso un destino dall'esito crudele... Se non poteva morire, non poteva provare paura.

"Ho bisogno del tuo aiuto".

Ankar non credeva di poter essere sorpreso ulteriormente dopo un incontro con la divinità più importante... Si sbagliava, il Dio Sole gli aveva appena chiesto aiuto.

"Come?" domandò per avere la certezza che le sue orecchie avessero fatto bene il loro lavoro.

"Il Dio Morte ha disobbedito al Creato e-"

"Il Creato?"

Il lupo si ammutolì appena comprese di aver interrotto il dio, tuttavia quest'ultimo sorrise e mollò la presa sugli arti del mortale.

"Giusto, dimenticavo che voi mortali non lo sapete, non siamo noi, gli dei, i primi a nascere su questa terra: la prima entità che ha visto il Mondo è stata il Creato..."

Quando pronunciò quel nome le braccia si mossero come per disegnare un arcobaleno immaginario.

"... Non può essere visto, ma noi lo percepiamo quando ci parla".

Gli arti superiore del rettile si allungarono al massimo e formarono una V.

"È stato lui a sceglierti".

"Scegliermi? Per cosa?"

"Come stavo dicendo, il Dio Morte ha disobbedito agli ordini del Creato, alle sue regole, e progetta di prenderne il posto".

"Il Dio Morte" sussurrò il mortale, ormai quel ruminante dal pelo oscuro trovava sempre una via per trionfare su tutti i suoi pensieri.

"Lo so, sai chi è".

Il cacciatore fissò il rettile negli occhi e il cervo nero apparve in modo nitido nella sua mente, ancora una volta.

Come se la divinità di fronte a lui avesse letto i suoi pensieri, cosa che non lo avrebbe sorpreso, annuì un paio di volte con lentezza forse per non schiacciare il canide con il peso della realtà.

"Il Creato lo aveva previsto, da tanto tempo, e mi ha avvertito, un giorno sarebbe nato un campione... Un eroe che avrebbe fronteggiato il male".

"Ma-"

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