Micah scese il terreno in pendenza davanti a sè con sicurezza, come fossero le scale di una piazza conosciuta da tutti, e poggiò la base dell'arma vicino al piede destro.
"Vuoi uccidere un altro membro della tribù?" chiese intento ad accrescere la propria menzogna.
"Mi basta uccidere te."
Il lupo diceva il vero, non incolpava nessuno al di fuori del gatto per tutta la storia che, ormai, trascinava i presenti in un turbine pericoloso di eventi e conseguenze.
La sua lancia doveva trafiggere il felino davanti ai suoi occhi.
Il silenzio calò una seconda volta, ma la tensione sembrò crescere ancora di più finché il cacciatore dal manto bianco agitò la lancia come una spada intenta a colpire con una falciata.
Il canide portò il peso all'indietro e la pietra appuntita non toccò il suo ventre, non appena i piedi ebbero equilibrio sul terreno fece sfrecciare l'asta mortale verso il volto del nemico che la evitò per poco.
Venne comunque colpito dal bastone sul volto che lo costrinse ad arretrare, agitò nuovamente l'oggetto fra le sue mani in un colpo simile a quello iniziale diretto, però, al volto rivale.
Ankar si abbassò in tempo e strusciò il sasso letale al livello degli arti inferiori del gatto, quest'ultimo saltò in tempo e ritolò dietro il lupo rosso che si voltò rapido come una saetta.
Quando Micah poggiò la mano a terra con il manto candido sporco sentì un bruciore sulla spalla... La lancia nemica l'aveva toccato anche se di poco.
I due si alzarono per prepararsi a un nuovo attacco, ma il felino portò i propri occhi sulla simile di classe innamorata di lui.
Non bastò altro, lei annuì sicura del messaggio ricevuto.
Fu Ankar a prendere l'iniziativa e l'avversario dovette bloccare il colpo diretto al petto con la propria arma posta sotto a quella in arrivo, le due aste formarono una croce storta e tremante.
"Hai rinchiuso la mia famiglia come fossero delle bestie!"
Il lupo mostrò i denti come fosse uno degli animali appena nominati e spinse il leader momentaneo, corse ancora per tentare un altro attacco, ma Jarvia si presentò fra lui e il suo obiettivo.
Il canide si fermò in tempo e, grazie alla propria forza unita all'agilità, tolse la pietra appuntita dalla traiettoria iniziale.
Il puma si ritrovò con una ferita superficiale sulla coscia sinistra.
"Resisti." sussurrò chi era alle spalle della cacciatrice.
Visto che nessuno poteva osservare chi era alle spalle di Jarvia la base di una lancia si incastrò nella ferita di poco conto e con qualche movimento la rese sanguinante quanto dolorosa.
Jarvia cadde in ginocchio intenta a mostrare una reale sofferenza sul punto colpito.
"Avete visto?!"
Micah fece dei passi avanti e indicò chi era sul terreno.
"Non ha esitato a colpire una sua amica in uno scontro fra me e lui!"
Il lupo strinse l'arma con rabbia con il respiro sempre più pesante, un'altra volta chi aveva chiamato amico in passato si prendeva gioco di lui tramite macchinazioni velenose quanto codarde.
"Amici! Vi prego! Aiutatemi a scacciare lui e chiunque si trovi dietro la sua ombra!"
Non ci volle molto prima che altre lance si sollevassero verso il cielo come mani intente a votare un nuovo leader.
Il lupo fissò la sorella minore e l'amata del passato anche loro d'accordo con il felino, ancora una volta.
"Siete ombre che seguono la luna intente ad allontanarsi dal sole."
Ciò che disse era una frase antica che venne conosciuta in futuro come: "Siete un gregge di pecore".
Ankar avrebbe combattuto, a primo sangue, contro chiunque si fosse avvicinato, ma due braccia, appartenenti ad altrettanti corpi diversi, non glielo permisero.
Liam e Ras avevano attorcigliato gli arti superiori intorno a quelli del lupo e correvano verso la giungla.
"Madre!" urlò il lupo intento a riflettere il genitore nelle pupille.
"Vai! Aspetterò il tuo ritorno!"
Le parole di Akhena sembrarono far accrescere l'ira dentro il suo corpo e iniziò a divincolarsi come impazzito.
Chi lo bloccava cercava di tenerlo saldo, ma sembrava inutile.
Anche quando Lika lo afferrò dalle spalle per dare manforte il lupo non smise di agitarsi, anzi sembrò ancora più determinato a liberarsi.
Era più forte di Liam quando si infuriò al ritorno dalla Grande Caccia, dove era appena passato aveva lasciato dei segni dovuti ai talloni spesso immersi nella terra come se volesse ancorarsi.
Fu per quelle tracce che vennero presto rintracciati, il primo cacciatore sorprese il gruppo, ma un calcio in faccia lo stese.
"Non uccidete nessuno."
Ankar, infine, si liberò e raccolse l'arma da chi era svenuto.
"Micah è mio."
Altri cacciatori giungevano dal villaggio pronti a colpire chi si trovavano davanti.
Non passò molto prima che iniziasse una lotta, seppur in pochi il gruppo guidato dal lupo vedeva cacciatori esperti, solo Rohan era in difficoltà.
Lo sciacallo era steso sul terreno e bloccava l'arma che provava a trafiggergli la gola.
Fortunatamente Tagan assestò un pugno a chi era sopra di lui.
"Benvenuto nella gi-"
Non potè finire la frase che qualcuno si gettò su di lei, l'ironia del tutto la fece quasi ridere se non fosse stata impegnata a bloccare la lancia di Enola.
Poco dopo, grazie alla forza nelle gambe, si liberò dal peso della volpe.
"Tu..."
Sussurrò la cacciatrice dalla parte di Micah intenta a rialzarsi.
"... tu mi hai portato via Ankar."
La volpe scattò furiosa ma solo per mancare il bersaglio che, per tutta risposta, le colpì il sedere con il bastone.
"Se tieni così tanto a lui perché aiuti chi vuole ucciderlo?"
Il cane dovette parare un altro attacco.
"Lui era il mio amato." sussurrò l'attaccante a denti stretti proprio a un respiro dal volto della simile di classe.
Poco dopo Enola venne spinta lontano.
"Ankar era nella nostra tribù da molti giorni, non hai mai provato a cercarlo? Eppure il vostro amico l'ha trovato due volte."
Tagan si riferiva a Kawab, ancora una volta la sua avversaria non rispose e attaccò.
Le due lance si bloccarono a vicenda come spade in un duello medievale.
"Tu me l'hai portato via."
Il canide moro, stanco di tutto questo, spinse indietro chi aveva davanti mise il bastone dietro la sua nuca e le colpì il volto con una ginocchiata per poi farla cadere.
"Ma senti le tue parole?! Pensi che Ankar sia tuo per sempre a prescindere da ciò che farai, sei qui ad aiutare quel gatto a ucciderlo! Guarda!"
Alzò le mani intorno a sè.
"Siete solo lance per lui e se uno di voi si spezzerà credi che piangerà?! Sei uno strumento e, a quanto vedo, non hai intenzione di cambiare! Dimmi una cosa: Ankar potrebbe mai amare chi aiuta a tenere prigioniera sua madre?!"
"DOBBIAMO ANDARE!" urlò Ras intento ad agitare la mano sinistra con le nocche insanguinate.
Tagan rivolse un ultimo sguardo alla volpe e si dileguò nella giungla insieme ai suoi compagni, Ankar compreso.
SONO TORNATO!
A chi sono mancato??
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QUINTA ALBA
AventuraSole. Giungla. Morte. Pericolo. Ankar è pronto ad affrontare tutto ciò senza paura, ma se queste cose fossero l'inizio di ciò che davvero attende questo guerriero. Il destino. ATTENZIONE:La storia presenta scene di violenza.
