UN BEL GIORNO

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L'urlo di Tagan travolse ogni rumore all'accampamento, Kawab fu il primo ad accorrere con la lancia pronta.

"Dov'è il nemico?!"

Il cane puntava l'apice dell'arma ovunque i suoi occhi guardavano, ma non c'era traccia di una minaccia... L'unica cosa che vide fu Ankar steso sul terreno e la cacciatrice su di lui.

Il balzo in avanti che aveva fatto l'aveva colto di sorpresa, sarebbe riuscito ad anticipare un giaguaro ma non la sua amata che era ancora più imprevedibile. 

Lika e Talia arrivarono poco dopo e notarono anche loro l'assenza del pericolo.

"Cosa succede?" chiese Xante appena arrivato, gli era bastato udire la voce del cane per capire che percorso fare.

"Ci uniremo spiritualmente" disse il lupo rosso.

"Oh, capisco, è una cos... CONGRATULAZIONI!"

Il canide bianco realizzò solo a metà della sua frase le parole dell'amico e si avvicinò per abbracciarlo, ma la simile dello sposo fu la prima a farlo e lo sollevò leggermente da terra.

"Sono felice per te, fratello!"

Lika sorrise e il fratello si sforzò di copiare l'espressione solare, per non far capire alla cacciatrice che quella stretta fraterna era troppo forte.

"Dove? Quando?"

I due innamorati udirono la voce di Insta, quest'ultimo lasciò leggermente indietro la moglie, che faticava a trattenere le lacrime dalla commozione, e si fermò solo a pochi passi di distanza dal figlio.

"Dove e quando?" chiese nuovamente con un tono gentile e caloroso, il lupo più giovane riflettè solo un paio di secondi prima di capire: suo padre non era stato presente al matrimonio della sua primogenita e non voleva mancare anche a quello di Ankar.

"Ora, padre".

Il cacciatore dal pelo grigio sorrise e posò lo sguardo su Lika, cinque passi e ora era davanti a lei.

"Lika, non sono potuto essere presente alla tua unione spirituale con Talia, e mi dispiace molto, spero che un giorno tu possa perdonarmi".

Una mano mise a posto un ciuffo rosso che divideva in due la fronte in modo tutt'altro che equo, la proprietaria di quel capello ribelle riflettè un attimo e sorrise.

"A una condizione: siederai vicino a me".

"Condizione accettata".

Tagan sorrideva a quella scena tenera.

"Allora..."

La voce di suo padre la riportò alla realtà, si voltò e vide il giaguaro a braccia conserte con una finta espressione severa in faccia... Ormai riconosceva ogni bluff.

"... Volevi unirti spiritualmente senza dire nulla a tuo padre?"

"No, te lo avrei detto... Il giorno dopo... Da molto lontano".

Il felino strinse la figlia e una lacrima gli cadde sulla guancia destra, quando crearono un poco di distanza fra loro era possibile notare che anche sulle guance del canide un paio di gocce lasciavano una scia trasparente sul pelo.

"Tua madre, ovunque sia, è già seduta in prima fila, non farla aspettare troppo a lungo".

Tagan sorrise e trattene un singhiozzo dovuto al pianto, non aveva mai conosciuto sua madre e in quel momento sentì la sua mancanza più di ogni altra volta.

"Sì, padre". sussurrò e asciugò il volto con una mano, poi raggiunse il suo sposo che mostrava ancora quel sorriso forzato.

Questa volta nascondeva il dolore delle forti pacche sferrate da Liam e Ras che si congratulavano con lui.

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