COM'È BELLO COMBATTERE IN QUESTO DOLCE MARE

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Ankar restava seduto con la schiena poggiata contro il tronco di un albero, le nocche rosse premevano sulla guancia dello stesso colore.

Pensare, quello era l'obiettivo, ma era difficile farlo... il caos intorno a lui lo impediva.

Urla, pugni sferrati al terreno o contro il legno, movimenti bruschi dettati dalla rabbia.

"Andiamo! Siete davvero sorpresi?! Quel gatto ci ha già traditi una volta!"

Lika trapassò l'ennesima volta un albero, ormai ricoperto di segni, e la lancia si spezzò, ringhiò furiosa e il pezzo di bastone che le era rimasto fra le mani fu lanciato su quello che era diventato a tutti gli effetti il suo bersaglio.

"Nessuno poteva immaginare che avrebbe fatto un simile torto alla sua tribù!" urlò Lockla, le ferite sul palmo si erano appena chiuse e il pugno dettato dalla frustrazione le aveva riaperte tutte.

"Credimi, non ha fatto un torto così diverso dall'ultimo".

Mornei si massaggiò il collo, non aveva mai dimenticato la liana poggiata su quel punto né, tanto meno, quelle legate ai polsi.

"La colpa non è sua, tutti sapevano del suo passato, l'unico su cui deve cadere la colpa è Ankar!"

Adda indicò il capotribù che nemmeno voltò la testa, la coniglietta si abbassò ed evitò una pietra lanciata da Tagan.

"Taci!"

"Urlare non risolverà il problema! Micah si è unito a loro, non di sua volontà ma era ciò che voleva da sempre!"

Sophira si frappose fra il roditore e il cane per evitare ulteriori scontri fra i due.

"Se quella iena usa quel... quel dono, quella magia, di nuovo..."

Non riuscì a finire la frase e non serviva farlo: Micah poteva rivelare, in un modo o nell'altro, qualunque cosa riguardo Ankar e riguardo tutti loro.

"Ci serve un piano" sussurrò la gatta dopo un sospiro, lo sguardo si mosse sul fratello.

"Ha creato questo problema e ancora confidi in lui?!"

La coniglietta rossa puntò l'indice verso il canide seduto, quest'ultimo non si voltò nemmeno quella volta.

"Micah è il problema, gli stranieri sono un problema, tu sei il problema!"

Sophira copiò il gesto di Adda e lo rivolse contro di lei.

"Ankar non è il problema!" concluse per poi rivolgere uno sguardo allo sciacallo alleato della cacciatrice dal pelo rosso, un avvertimento a non intervenire come al suo solito.

"Non mi dare le spalle, se davvero non vuoi far ricadere la colpa su tuo fratello allora resti tu: potevi usare la tua stupida arma e finire Micah invece di scappare come una codarda!"

"Adda, taci!

Maron dovette rompere l'abbraccio con Liam, e ciò la rese più furiosa di quanto già non fosse.

"Non hai alcun diritto di darmi ordine, Maron, tu sei solo-"

"SILENZIO!" urlò il leader mentre si alzava di scatto, la sua voce era così forte che ogni singolo cacciatore intorno a lui sobbalzò dalla paura.

Persino sua madre, ancora legata al suo fiume di pensieri, emise un leggero scatto dovuto allo spavento.

"Non riesco a pensare" sussurrò con tono pacato e poggiò la fronte sull'albero che era alle sue spalle fino a poco prima.

"Finalmente-"

Adda perse un battito quando Tagan le coprì la bocca con la faccia sconvolta dalla rabbia.

QUINTA ALBA La tua prossima ossessione. Scoprilo ora