NUBI SUL FUTURO

43 13 78
                                        

PRE-SCRIPTUM: leggete l'angolo autore a fine capitolo.

La marcia continuava lenta, una colonna dai bordi non lineari si muoveva fra la giungla.

Se qualcuno avesse potuto osservare dal cielo poteva dire di vedere una striscia grigia muoversi, l'enorme vascello era rimasto sulla cresta del mare con la vela bianca non più aperta contro il vento e la croce rossa disegnata su di essa impossibile da vedere.

La pioggia era cessata poco dopo lo sbarco, ma il cielo restava grigio e triste forse per l'arrivo degli stranieri.

In testa alla lunga fila un cavallo dal manto marrone scuro proseguiva diretto guidato da chi stava sulla sella colorata come il pelo dell'animale.

Le redini vennero leggermente tirate all'indietro e l'equino bloccò la propria avanzata.

"FERMI!"

Uno dei soldati in prima linea urlò il comando così che giungesse anche nelle retrovie.

Una iena sedeva sul cavallo in posizione eretta con il corpo quasi interamente coperto da un'armatura nera, solo la testa marrone con una striscia nera intorno agli occhi non mostrava un pezzo di metallo.

I suoi occhi fissavano dritto davanti a sè e, come pensava, qualcuno camminò fuori dal suo nascondiglio.

Ankar stringeva la propria lancia in uno modo diverso dal solito, la punta quasi toccava la terra.

Un segno per dimostrare che non era intenzionato ad attaccare ma, allo stesso tempo, non avrebbe esitato a difendersi in caso di bisogno.

"Il Dio Mare ha mandato qualcosa."

Il lupo fissava l'imbarcazione imponente ancora con Lockla e Mornei alle spalle insicuro di cosa dovesse provare in quell'istante.

"Uno di noi dovrebbe andare." suggerì il giaguaro intento a fissare il canide davanti a lui, sperava che fosse lui a offrirsi.

"È troppo pericoloso, non sap-"

"Lascierò che i miei occhi osservino per primi."

Il cacciatore dal pelo rosso, contaminato dalla terra aggrappata ad esso, fissò i leader dopo aver girato su sè stesso.

"Voi siete capotribù, siete fondamentali, quindi camminerò io fin là."

"Ankar!"

Akhena avanzò fino a stringere suo figlio per poi accarezzare quella piccola cresta mora con l'indice e medio sinistri.

"Madre..."

Il lupo più giovane allungò la mano destra sulla guancia del genitore.

"... tornerò presto."

Si voltò poco dopo intento a stringere la sua solita arma.

"Ankar!"

Tagan avanzò rapida e superò di poco la cacciatrice che aveva partorito il simile di classe a cui si rivolgeva al momento.

"Se muori, ti uccido."

"Sarà meglio per me se torno."

Il cane sorrise leggermente copiata da chi aveva di fronte.

Quando si allontanò nella giungla la pioggia cessò di cadere, tutti i presenti non ci fecero caso... tranne uno.

Mornei fissava il cielo.

"Il tuo cammino inizia qui, Ankar." sussurrò con voce così sottile che nemmeno il lupo grigio al suo fianco potè udire.

La iena continuava a fissare lo straniero davanti a sè.

QUINTA ALBA Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora