Enola e Jarvia non emisero nemmeno un sussulto quando le liane strinsero i loro corpi insieme all'albero su cui erano poggiate.
I loro occhi restavano vuoti e le palpebre non si chiudevano più.
"Mi dispiace" sussurrò Ras appena finì di applicare la corda vegetale per poi avvicinarsi alla figlia che piegò il busto così da fissare la volpe direttamente nelle pupille spente.
"Enola... Enola!"
Le dita diedero dei piccoli colpi sulla guancia destra, la testa si mosse ma non ci furono cambiamenti nell'espressione facciale.
Talia sospirò e tornò con il corpo eretto, mentre Lika scuoteva la testa e poggiava il palmo sinistro sulla spalla dell'amata.
Micah restava poggiato contro un tronco poco più lontano e strinse nuovamente i denti per il costante dolore creato dal taglio sulla mano, dal fissare il pelo bianco macchiato di scarlatto finì per notare Ankar, appena tornato dal suo incontro con Kaede.
Camminò rapidamente verso le due cacciatrici legate e si chinò davanti alla volpe silente.
"Enola!"
La chiamò subito con voce alta e sbattè con forza le mani davanti agli occhi due volte, quando notò l'inutilità di quei tentativi sospirò e fissò di lato.
Tagan era proprio dietro di lui e poggiò la mano sinistra sulla spalla rossa, le dita del lupo coprirono le sue così rapidamente da sembrare quasi un riflesso incondizionato dettato dal cuore.
Il cane non provava gelosia nel vedere il suo amato riservare tante attenzioni alla volpe, anzi, sembrò condividere quel macigno che era stato lanciato sullo spirito del simile di classe.
Il capotribù si alzò pronto a sussurrare qualcosa, ma qualcuno lo anticipò.
"Perché mostrate queste facce tristi? Perché tu mostri questa faccia triste?"
Adda avanzò, era impossibile non notarla viste le conseguenze del pestaggio subìto dalla simile blu.
"Tutti sanno così ti ha fatto, Quinta Alba, e ora copri il tuo volto con quegli occhi e quei gesti?"
"Forse non ho colpito abbastanza forte".
Ember avanzò, ma Kawab le mise un braccio sul ventre e la coniglietta bloccò l'avanzata... se fosse arrivata troppo vicina al roditore rosso l'avrebbe pestata nuovamente.
Ankar restò in silenzio e avanzò verso di lei, tutti si aspettavano una qualunque reazione ma restarono delusi quando il canide la urtò a malapena con la spalla e andò oltre, come una raffica di vento che toccava un ramo spoglio di foglie e proseguiva il suo tragitto indisturbato.
Micah controllò l'ennesima volta il palmo ferito e, appena tornò a guardare dritto davanti a sé, vide il suo vecchio nemico che lo fissava a una distanza ridotta.
Poteva avvertire il respiro sul suo pelo e lo sguardo verde poteva essere quello di un giaguaro affamato vista la ferocia che poteva leggere in esso.
"Mi hanno detto che le hai trovate tu, cosa hai visto?" sussurrò il leader senza perdere di vista l'opposto di classe.
"Pensi che sia opera mia?"
"No..." intervenne Lika, stava seduta con la lancia poggiata sulle cosce e premeva la schiena contro quella di Talia che teneva le braccia conserte e fissava il gatto con la coda dell'occhio.
"... Non lo pensiamo: non sei stato tu a togliere la caccia dalla vita di Jarvia, non sei stato tu a intrappolare Mornei, non sei stato tu a mettere in gabbia la tua stessa tribù! A mettere in gabbia noi!"
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QUINTA ALBA
PertualanganSole. Giungla. Morte. Pericolo. Ankar è pronto ad affrontare tutto ciò senza paura, ma se queste cose fossero l'inizio di ciò che davvero attende questo guerriero. Il destino. ATTENZIONE:La storia presenta scene di violenza.
