Roz si teneva in equilibrio sul simile non senziente, ogni secondo che passava poteva fare la differenza fra la vita e la morte: ormai il suo dono aveva esaurito ogni potere sull'animale e quelle fauci che aveva aizzato contro i suoi nemici avrebbero potuto addentare la sua carne.
Anche manovrare il predatore degli oceani era diventata una fatica, più grande di mantenere l'equilibrio, per tre volte il pesce girò a vuoto prima di avvicinarsi abbastanza alla riva così che chi gli era in groppa potesse saltare sulla terraferma.
Il cacciatore si voltò di scatto e vide la sua controparte priva di coscienza che si agitava nell'acqua feroce, aveva fatto appena in tempo a quanto sembrava.
Si voltò di scatto e si ritrovò faccia a faccia con Ankar, lo squalo senziente cadde seduto a causa dello spavento e osservò il lupo: il pelo rosso era fradicio e una pioggia sottile cadeva da esso fino al terreno accompagnata da dei tuoni più silenti eppure così severi e spaventosi... Ossia il suo respiro affannato e rabbioso.
Gli occhi di Roz si spostarono di lato e videro Tagan stesa sul terreno priva di sensi.
Tornò a fissare il canide poco dopo e si alzò lentamente, era sicuro che non lo voleva morto altrimenti sarebbe finito per terra privo di vita molto prima.
Ankar sembrò intuire cosa era immerso nei pensieri dell'avversario e avanzò lentamente verso di lui.
"Il mio piano è caduto, ma posso ancora renderlo reale... Grazie a te".
Indicò il pesce che sgranò gli occhi, ora capiva: il gatto sarebbe dovuto essere una spia, ma, visto che le cose erano andate diversamente, ora sarebbe stato lui la sua fonte d'informazioni.
Arretrò, ma il tallone destro sentì la mancanza della terra per metà, dove si trovava non c'era una battigia ma direttamente un piccolo vuoto che portava in acqua dove non era saggio andare.
"Parla, cacciatore, o non lo farai mai più" sussurrò e puntò l'indice sinistro verso il pescecane, agli occhi di quest'ultimo quel dito pareva più affilato della lancia.
Roz stette in silenzio con i denti serrati, ma, poco dopo, un rumore attirò l'attenzione dei due, Tagan cominciava a svegliarsi e il leggero dolore sulla schiena si risvegliò con lei.
"Tagan".
Quinta Alba era distratto e colui che era stato minacciato poco prima proprio da lui colse l'occasione come un avvoltoio paziente e affamato.
Scattò in avanti per attaccare.
"ANKAR!" urlò il cane e il simile di classe capì subito tutto.
Si voltò velocemente e il pugno destro urtò la faccia del nemico, solo quando lo vide cadere all'indietro capì che forse la forza era stata troppa.
Portò il braccio sinistro in avanti per afferrare la mano grigia, purtroppo le dita toccarono quelle del cacciatore senza poter fare di più.
Roz finì in acqua e girò la testa di lato, proprio quando le fauci del suo simile selvaggio lo raggiunsero.
Ankar vide l'acqua mischiarsi con il sangue e sbattè un piede sulla terra, ma ciò non bastò a far svanire la sua rabbia.
Tuttavia gli bastò guardare Tagan dolorante per placarsi, corse da lei e mise il braccio destro del cane dietro il suo collo.
"Dobbiamo andare".
Maron usò il piede per estrarre l'arma dal cadavere di un europeo, dovette abbassarsi quando Apis le venì addosso, spinta da Lockla che teneva ancora la gamba tesa, il giaguaro poggiò un ginocchio per terra e la vespa urtò il suo corpo, irremovibile quanto una roccia, cosa che la portò a cadere.
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QUINTA ALBA
PengembaraanSole. Giungla. Morte. Pericolo. Ankar è pronto ad affrontare tutto ciò senza paura, ma se queste cose fossero l'inizio di ciò che davvero attende questo guerriero. Il destino. ATTENZIONE:La storia presenta scene di violenza.
