IL FARDELLO DEL COMANDO

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Ankar osservava intorno le diverse tribù divise fra loro, tutte quante intente a chiaccherare con il risultato di un brusio.

Il posto in cui tutti si trovavano era lo stesso dove il lupo aveva urlato contro la sorella adottiva tempo addietro, era stato scelto un luogo lontano da tutti i villaggi in caso i nemici li avessero scoperti.

Il canide rosso puntò gli occhi verdi su Micah che era stato esonerato dal primo attacco, in molti non lo avevano voluto.

Poi le pupille finirono sulla madre intenta a parlare con la primogenita, a giudicare dal modo in cui le due muovevano la bocca, e dai movimenti del corpo, la più anziana era serena, ma Lika era tutto l'opposto.

"Che succede?" chiese il secondogenito appena fu vicino ai familiari.

"Nostra madre vuole venire al prossimo attacco."

La lupa anziana era stata anch'essa esonerata dall'attacco.

"Madre, ne parleremo dopo, ora dobbiamo risolvere un altro problema."

Ankar mise una mano sulla spalla destra di Akhena, tuttavia quest'ultima non aveva modificato il suo volto.

"Ankar, voglio combattere... Questa è anche casa mia-"

"Madre, ti prego-"

"Ankar, voglio combattere."

"Mad-"

"VOGLIO COMBATTERE!"

L'urlo della madre zittì l'intera area come se una falce invisibile avesse tagliato le voci tutte intorno, i figli del canide avevano fatto un passo indietro per lo spavento.

Ora era chiaro da chi, i due, avevano preso il loro carattere autoritario.

"Va bene." dissero in coro intenti ad annuire totalmente travolti dall'autorità materna.

Il lupo rosso diede una pacca sulla spalla della sorella e si avviò al centro.

"Silenzio!"

Il vociare, che da poco era rinato, scomparve nuovamente.

"Penso che sia inutile spiegare perché tutti noi siamo qui, quindi passerò direttamente al punto... Ci serve un capotribù."

"Lo abbiamo."

Il canide chiuse per un attimo gli occhi e sospirò rumorosamente dalle narici, odiava quella voce e disprezzava ancora di più la proprietaria.

Adda.

Poteva essere definita come Ember... Se la coniglietta gentile fosse nata con il corpo robusto che tanto voleva.

Il problema? Era arrogante, irrispettosa e irritante... Molto irritante.

Ankar si voltò e osservò la cacciatrice seduta su un piccolo masso con un piede poggiato su di esso, il sinistro, mentre l'altro toccava il terreno.

Il suo sorriso era la parte peggiore da sopportare: sembrava dire "Non mi importa di niente, se non di me stessa".

Gli occhi verdi del canide si spostarono di lato e osservarono la coniglietta dal pelo blu che si addestrava con Kawab poco più in là, era ovvio che fosse stata esonerata per il corpo esile e il fiato corpo.

Ma, ovviamente, la giovane cacciatrice non aveva intenzione di stare con le mani in mano durante la guerra, perciò si allenava per migliorare il fisico.

Ankar tornò a fissare Adda, era letteralmente il contrario di chi finora aveva osservato.

Infatti il suo pelo era rosso.

QUINTA ALBA La tua prossima ossessione. Scoprilo ora