Xante camminava lentamente in mezzo alla giungla, dietro di lui Rohan stava al passo e fissava il simile.
Lo sciacallo più maturo riusciva a muoversi in mezzo a tutti gli ostacoli naturali nonostante la cecità, sembrava un pesce che nuotava nel bel mezzo del mare.
Il capotribù toccò due volte una roccia con una mano e sorrise, usò l'estremità degli arti superiori per sentire la larghezza di essa e, infine, si sedette intento a lasciare spazio al nipote.
Gli bastò picchiettare la superficie ancora libera per far capire al canide di venire accanto a lui, il più giovane si affrettò e in pochi istanti i due erano l'uno di fianco all'altro.
I loro respiri furono gli unici rumori emessi per diversi secondi.
"Sai..."
Il cacciatore cieco voltò la testa verso Rohan.
"... Tuo padre conobbe tua madre molto tempo fa, non ero presente, ma lui mi ha detto che si era inoltrato nella giungla alla ricerca di una preda... Invece fu il suo cuore a diventare preda di quella tigre".
Xante perse il leggero sorriso apparso durante il racconto e sospirò dalle narici.
"Quando tuo padre e tua madre furono uccisi io ho pregato ogni giorno, ho pregato ogni notte, persino quando sono diventato capotribù ho continuato a pregare... A sperare che non ti trovassero mai, ho rivolto le mie suppliche persino al Dio Morte e alla Dea Discordia, non mi interessava chi vegliasse su di te volevo solo che nessuno sapesse della tua nascita."
Poggiò il muso sulle mani.
"Ogni sciacallo che caccia per la prima volta è costretto a giurare davanti al Dio Morte di unirsi solo ai suoi simili altrimenti lo incontrerà".
Rohan fissò il canide al suo fianco e, per un attimo, guardò a terra prima di alzare nuovamente gli occhi.
"Io non ho giurato".
Fu allora che il più anziano sorrise, era proprio quello il punto.
"Rohan...".
Mise le braccia sulle spalle del nipote.
"... Quando questa guerra giungerà alla fine, che io sia vivo o no... Voglio che tu prenda il mio posto come capotribù, voglio che tu cancelli la legge che ha ucciso tuo padre e tua madre".
Il più giovane spalancò gli occhi e il cuore batté velocemente, ogni parola sembrò sparire nella gola.
"X-Xante, io non-"
"Voglio che tu lo faccia! Non hai mai giurato quindi puoi farlo!"
Prima che lo sciacallo davanti a lui potesse anche solo pensare a una risposta fu abbracciato dal più maturo, poco dopo anche le braccia del simile furono usate per copiare il movimento precedente.
Rohan non aveva mai pensato di fare una cosa simile con uno sciacallo, e non poteva sapere che qualcuno aveva appena assistito all'intera conversazione.
L'ennesimo cacciatore fu steso sul terreno con un pugno.
Maron rideva.
"Non c'è nessuno qui che vale la pena di sconfiggere?" chiese il giaguaro intento a muoversi nel cerchio in cui si trovava, il suo sorriso svanì quando incrociò lo sguardo del fratello.
"Vorrei tentare".
Liam avanzò verso la simile di classe che recuperò l'espressione superba.
"Tentare non nuoce, peccato che con me non sia garantito".
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QUINTA ALBA
AcciónSole. Giungla. Morte. Pericolo. Ankar è pronto ad affrontare tutto ciò senza paura, ma se queste cose fossero l'inizio di ciò che davvero attende questo guerriero. Il destino. ATTENZIONE:La storia presenta scene di violenza.
