LA GRANDE CACCIA

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Ankar era seduto sull'albero usato come vedetta mentre fissava il mare piatto e quasi immobile, un filo di vento leggero faceva ballare i suoi capelli.

Non era lì per chiedersi cosa fosse nascosto nell'enorme distesa d'acqua salata ma pensava alla Grande Caccia.

Consisteva in un vero e proprio sorteggio al quale partecipavano i cacciatori, a sedici anni si veniva riconosciuti come tali, si credeva che gli dei scegliessero chi fosse degno di andare nella giungla per circa quindici giorni.

Lo scopo era cacciare e di conseguenza raccogliere carne per la tribù, il tutto per evitare un'eventuale carestia, il lupo desiderava parteciparvi da quando  aveva stretto la lancia per la prima volta.

Purtroppo neanche una volta aveva perso parte a questo evento straordinario che ai suoi occhi sembrava come toccare il cielo con le mani... una cosa lontana ma così visibile.

Il suo sguardo notò il simbolo del sole sulla casetta dove viveva la madre, e dove viveva lui prima di innamorarsi di Enola, sorrise mentre il cervello proiettava una storia raccontata dal padre stesso.

Insta, così si chiamava.

Nonostante fossero arretrati dal punto di vista iginieco e tecnologico, rispetto agli Europei dei quali non sospettavano l'esistenza, potevano avvicinarsi a scoprire la data di un parto: Ankar sarebbe dovuto nascere il trentuno maggio, secondo il calendario che si sarebbe usato secoli più avanti, ma non fu così.

Passarono tre giorni senza il minimo cambiamento ma la sera del quarto Akhena entrò in travaglio: fu lungo e per la lupa sembrò una battaglia finché non lo sentì... un piccolo vagito dettato da due grandi polmoni.

Suo figlio era lì intento a piangere per il freddo provato mentre gli occhi erano serrati, non appena la madre lo strinse nel suo braccio il piccolo lupo si calmò mentre Insta lo copriva con un panno fatto da lui stesso, era un regalo per la moglie ma non esitò un attimo a usarlo, Lika aveva appena cinque anni e osservava il fratellino con mille domande.

Il sole illuminò la famiglia allargata... il nuovo arrivato era nato all'alba del cinque giugno ossia il quinto giorno.

Quinta Alba.

Era questo il soprannome del lupo rosso che ora sorrideva mentre un po' di nostalgia percorreva il suo animo.

Poggiò la schiena sul tronco mentre osservava la luna che si rifletteva in entrambe le sue pupille.

L'ora era quasi passata, la voce del padre riecheggiò nella sua mente.

"Vedi Ankar? Quella è la luna ed è stata la Dea Luna a crearla, ci illumina di notte e grazie a lei puoi sapere l'andamento del tempo".

Il canide tornò al presente e osservò il piccolo bastone posto al centro di un cerchio disegnato sulla terra che aveva dei numeri vicino ai bordi, non immaginava neppure che i greci avessero inventato un modo simile di tenere sotto controllo il tempo.

Scese dall'albero e raggiunse la casetta dove Lika e Talia vivevano dal loro primo bacio, scambiato un anno prima circa, bussò con cautela ma decisione come un soldato semplice che andava a chiamare un suo superiore durante la notte fonda.

La porta si aprì: Lika sorrideva alla vista del fratello mentre quest'ultimo osservava i capelli della lupa scompigliati, sembrava che sulla sua testa ci fosse il mare in tempesta, dovette trattenersi dal ridere mentre il canide all'interno della piccola abitazione in legno copriva il petto con il solito pezzo di stoffa ma non era legato intorno al corpo e perciò lo teneva con la mano sinistra mentre con la destra toccava l'interno del pezzo di legno appena spalancato.

QUINTA ALBA La tua prossima ossessione. Scoprilo ora