INCONTRO AL VERTICE

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Tagan camminava nella giungla: lesta come una saetta ma, allo stesso tempo, vigile alla pari di una sentinella.

Akhena aveva insistito per aspettare, di non lasciarsi guidare dall'impulsività, il cane, però, era partito senza indugio.

Non poteva aspettare, non poteva attendere e sperare, mentre Ankar era lì fuori e in pericolo contro l'arciere, muoveva gli occhi rapidamente alla ricerca dei cerchi verdi che creavano lo sguardo del lupo.

"Dove sei?" sussurrava preoccupata, puntava la lancia ovunque le sue pupille guardassero.

"Ti prego" continuò a parlare sottovoce, mentre un leggero affanno disturbava il suo tono.

Non aveva intenzione di fermarsi, il suo cuore batteva forte in quel momento eppure non era neanche la metà dei battiti che poteva raggiungere alla sola vista del suo capotribù.

Mentre continuava a muoversi, sballottata dall'uragano creato dalle sue emozioni, finì per ripensare alla prima volta che i suoi occhi avevano incrociato quelli del simile di classe.

Non li notò molto, onestamente non pensava nemmeno di rivederlo, la volta seguente li fissò con odio... Poi con tolleranza, con rispetto, con amicizia e, infine, con amore.

Avvertì un rumore alle sue spalle e si voltò come se una forte folata di vento l'avesse colpita, la punta di pietra quasi toccò il muso di Ankar che sorrise.

"Buonsole anche a te".

Il lupo fu colto di sorpresa quando Tagan lo cinse in un forte abbraccio, come se avesse paura che il cacciatore potesse dissolversi da un momento all'altro.

Poggiò la fronte sulla sua e le labbra crearono un'espressione serena.

"Non farlo mai più".

Il leader trattenne a stento una risata ma le palpebre aumentarono la distanza l'una dall'altra quando la femmina lo baciò.

La scena romantica veniva fissata da qualcuno non molto distante, sbirciava da dietro un altro e sorrideva.

"Questa sfida sembra interessante" sussurrò con le unghie che lasciavano segni sul tronco.

"Per le zanne del Dio Mare!" imprecò Lockla appena si rese conto dell'assenza della figlia.

Strinse la lancia e chiuse un occhio prima di toccarla con l'altra mano, i tagli sul palmo erano in via di guarigione ma ancora presenti.

"Magari non torna più" sussurrò Adda.

La coniglietta rossa sorrideva, aveva parlato così a bassa voce che persino Denai, seduto al suo fianco, non aveva sentito bene, ma gli bastò guardare la faccia per capire il concetto.

Se odiavano Ankar di sicuro Tagan era al secondo posto, per la lealtà al lupo e da quando l'amore li aveva uniti le emozioni negative verso di loro erano peggiorate.

"Prova a dirlo ad alta voce, se hai coraggio".

Zet teneva le braccia incrociate e fissava il duo maligno, lo sguardo severo non li mollò per un attimo, nemmeno mentre il lupo bicolore iniziò a camminare lontano.

"No, non lo farai mai, i serpenti sanno solo strisciare e mordono appena ti volti... Troppo codardi per farlo sotto lo sguardo degli altri".

Il roditore e il canide ricambiarono lo sguardo anche se il cacciatore non mostrò nessuna esitazione o paura, era così concentrato a fissare i due che urtò Jonas.

"Scusa!"

Si affrettò a dire, la serietà crollò sotto una frana di imbarazzo e la lince sorrise.

"Allora, cosa hanno fatto stavolta?" chiese il felino intento a guardare Adda e Denai.

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