FACCIA A FACCIA

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Non passò nemmeno un istante da quando l'agguato notturno era stato sventato, la luna illuminava la strada riempita dalla presenza di Ankar intento a fissare il cadavere di Korva.

Tagan lo raggiunse poco dopo armata nuovamente di lancia, tenuta in modo orizzontale, si fermò davanti al lupo.

"Abbiamo cacciato insieme." sussurrò delusa senza smettere di pensare a ciò che stava per fare.

L'avrebbe uccisa, l'avrevbe uccisa senza esitazione come una preda incontrata nella giungla.

"La vendetta toglie gli occhi e li scambia con l'oscurità del Dio Morte." rispose il canide rosso con in bocca le parole di suo padre.

Zet osservava i due in silenzio mentre sollevava il manto di foglie steso vicino ai suoi piedi.

Era per metà disfatto, sembrava che fosse in fase di creazione e quei buchi sparsi qua e là i pezzi mancanti.

"Non siamo soli." disse Ankar.

Fissava alla sua sinistra: gli ultimi due che erano intenzionati a ucciderlo, erano in piedi a circa dieci passi dal loro obiettivo.

Riconobbe subito quello alla sua destra per via del rosso, ormai asciutto, presente al centro della zona che comprendeva il volto.

Gli aveva rotto il naso durante il primo agguato, i canidi strinsero le armi.

"Zet, resta alle nostre spalle e previeni un attacco da dietro."

Il lupo che aveva appena parlato si voltò quando non udì nessuna risposte.

"Zet?"

Il simile con la voglia era scomparso.

"Ankar!"

Quando Tagan lo avvertì, agitò d'istinto l'arma come fosse una spada, in modo orizzontale e molto svelto come per tranciare, ciò portò l'aggressore di destra, il più alto, a saltare all'indietro con alcune foglie che lasciavano il manto.

Allo stesso tempo il cane venne aggredita dal secondo che le saltò addosso, finirono a terra con la lancia della cacciatrice intenta a tenere lontano l'ignoto come fosse un giaguaro affamato.

Il lupo, nel mentre, fissava il suo avversario intento a pensare, per un istante guardò il canide e l'altro assalitore combattere sulla terra.

"Pensi in che modo vedrai il Dio Morte? Fidati, non sarà piacevole."

"Tu sei il padre di Boka e Sota."

All'affermazione appena sentita colui che era in piedi davanti al lupo dal manto rosso perse la parola, ciò diede la conferma finale.

I fratelli erano dei tori e un manto di foglie non serviva a nascondere la stazza, poco dopo il camuffamento venne rimosso.

Ora c'era un toro a fissare Ankar, robusto quanto il primo figlio ma con i colori del secondo.

"Hai ucciso i miei figli."

"Sarsa!"

L'altro aggressore, che si rivelò essere una femmina data la voce, fissò per un attimo l'amico e questa distrazione permise a Tagan di metterla sul terreno con il bastone della lancia premuto sul collo.

"Tagan! Falle rivelare il volto."

"Cosa?"

Il cane fissò il simile di classe con fare interrogativo.

"È la sorella di Roz, sappiamo chi c'è sotto quelle foglie."

D'istinto la mano della cacciatrice rimosse il fogliame sul volto e rivelò uno squalo dalle fattezze femminili, la cicatrice che sembrava tagliare il naso in modo diagonale non lasciò dubbi.

QUINTA ALBA La tua prossima ossessione. Scoprilo ora