Ankar aprì gli occhi e si ritrovò steso nella giungla, la nuca premeva sul terreno e ciò permetteva agli occhi di fissare gli alberi, questo bastò a farlo riflettere: era caduto di faccia quindi perché ora poteva guardare il cielo?
Alzò il busto e le pupille verdi fissarono una schiena lontana forse dieci metri, le palpebre si allontanarono rapidamente quando notò il colore del pelo che la copriva... Grigio.
Era così familiare, molto familiare, il lupo si alzò di scatto e camminò verso l'individuo chinato, visto il cerchio di pietre molto probabilmente voleva accendere il fuoco.
Non dovette arrivare vicino a lui per riconoscerlo, emise un respiro smorzato appena due secondi dopo che l'identità del lupo davanti a lui era stata confermata.
"Padre" sussurrò mentre le ginocchia affondavano nella terra.
"Padre" ripetè quando il canide si voltò e sorrise, non vedeva quell'espressione da anni, da poco prima che il genitore morisse.
Le lacrime uscirono velocemente e scesero sul pelo rosso.
"Ankar" disse a bassa voce il più vecchio mentre apriva le braccia.
Il cacciatore più giovane non esitò e si mosse rapidamente sul terreno senza cambiare l'ultima posizione assunta.
"Ankar".
Insta strinse subito il figlio quando lo abbracciò intento a pianger, quest'ultimo aspettò qualche istante per aprire gli occhi e fissò la faccia del simile.
Quel sorriso era ancora là, tuttavia il volto mutò molto velocemente, come un soffio di vento improvviso, e la felicità divenne preoccupazione.
"Ankar!" urlò con la voce di Tagan.
Il cacciatore aprì nuovamente gli occhi e sentì la guancia destra sporca di terra, il brusco risveglio lo aveva lasciato con il fiatone.
L'attenzione, però, fu subito rivolta al cane che era inginocchiato proprio di fianco a lui con gli occhi vagamente lucidi.
Aveva visto il suo petto alzarsi e abbassarsi a ogni respiro, si era accertata che il cuore battesse, eppure il peso sul suo spirito non era svanito fin quando non aveva visto gli occhi rossi fare spazio al verde.
Appena il lupo alzò il busto lo abbracciò, una fitta di dolore lo attraversò ma trattenne ogni reazione finché il canide non ruppe il contatto.
"Co-"
"NON TI AZZARDARE A FARLO ANCORA!"
Ora era lei a perdere acqua dagli occhi, mentre ogni parola veniva distrutta dai singhiozzi, Ankar la osservò e fu così che notò altre presenze.
Xante, Rohan e Ras, il secondo alzò una mano timidamente per salutare.
"Come mi hai trovato?"
"Xante, è privo della vista ma nessuno è più bravo di lui a seguire le tracce nella giungla".
Il cieco, nonostante gli occhi grigi, sorrise verso il lupo.
Il leader si alzò ma non ebbe nemmeno il tempo di alzarsi che serrò i denti per il dolore che attraverso il corpo, principalmente sul busto.
Cadde in avanti e Tagan bloccò la caduta con una rapida mossa, l'amato era decisamente più pesante di lei e sorreggerlo la fece sudare dalla fatica.
Molto probabilmente era stato l'enorme sforzo che il suo corpo aveva sostenuto per liberarsi dal ghiaccio a causare tutto quel dolore.
"Ankar" sussurrò preoccupata mentre sistemava l'amato con un braccio sulle sue spalle.
Ras stava per aiutare, ma il canide scosse la testa... Doveva farcela da sola.
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QUINTA ALBA
AvventuraSole. Giungla. Morte. Pericolo. Ankar è pronto ad affrontare tutto ciò senza paura, ma se queste cose fossero l'inizio di ciò che davvero attende questo guerriero. Il destino. ATTENZIONE:La storia presenta scene di violenza.
