Ankar poggiava i piedi sulla nuova strada di quel villaggio, camminava lento intento a osservare ogni minimo dettaglio.
Era un comportamento che, di solito, usava verso il nemico.
Sapeva di non essere ben accolto da molti dei suoi abitanti.
Eppure tutta la tribù intorno a lui continuava la quotidianità delle cose come se nulla fosse.
Si accostò vicono a una delle case realizzate con la pietra, strisciò il palmo sinistro sul muro solido fino ad arrivare alla fine di esso... Una lancia gli sbarrò la strada.
Usciva dalla parte coperta dalle piccola mura e, di conseguenza, il proprietario non era visibile.
L'arma era a mezz'aria e se qualcuno fosse passato avrebbe pensato di vedere una magia divina.
"Vieni allo scoperto, so che sei tu." sussurrò il lupo.
I suoi sospetti erano fondati, Tagan si mise davanti al simile di classe e mise la propria asta eretta.
"Mi sbarri il passo."
"Non sei il benvenuto qui." disse con severità mista a odio.
Ankar, tuttavia, non venne scalfito da quelle parole e proseguì a camminare con il volto impassibile.
D'altronde era abituato a pensare in base alle circostanze e l'essere respinto da qualcuno, sopratutto dal cane, era in cima alla lista creata con la mente.
La sua spalla venne urtata, osservò colui che l'aveva toccato con quella forza.
Camminava verso la figlia del leader come se nulla fosse ma si voltò per un istante.
Era uno sciacallo e mostrava il solito pelo scuro e violaceo di quella tribù disprezzata dal canide.
Lo osservava più curioso di sapere come mai fosse in mezzo a quella tribù che sorpreso di vederlo davanti a sè.
Il canide del deserto lo osservò con uno sguardo simile a quello della cacciatrice poco lontana da lui prima di riprendere a camminare.
"Lui è Rohan."
Il cane tornò a una distanza ravvicinata con il lupo.
"Sì, è uno sciacallo."
Bastarono pochi istanti al cacciatore per capire la faccenda.
"Il genitore che faceva parte degli sciacalli ha subito uno scherzo della Dea Amore?"
"Si chiamava Armen, una volpe robusta come il più forte dei cacciatori e bella quanto la più giovane delle dee."
Per un istante il suo sguardo cambiò da accusatorio a nostalgico.
"Capisco."
Ankar continuò il suo cammino, gli sciacalli non perdonavano se uno di loro osava innamorarsi di qualcuno che non fosse della stessa specie.
Tagan osservò il nuovo arrivato intento ad allontanarsi.
Quest'ultimo continuava a muoversi come un bambino che si aggira per il cortile scolastico alla prima ricreazione di tutto l'anno, silenzioso ma attento a chi lo circonda.
"Non posso."
La testa si voltò verso due degli abitanti.
Uno era di spalle e sembrava leggermente nervoso nei confronti dell'orso a un passo da lui.
"Si tratta solo di cibo."
L'istinto fece muovere il lupo che, infine, raggiunse il centro della discussione e vide il giovane di spalle.
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QUINTA ALBA
ActionSole. Giungla. Morte. Pericolo. Ankar è pronto ad affrontare tutto ciò senza paura, ma se queste cose fossero l'inizio di ciò che davvero attende questo guerriero. Il destino. ATTENZIONE:La storia presenta scene di violenza.
