GATTO TRAVESTITO DA AGNELLO

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Micah usava la lancia per sostenere il peso, la punta di pietra si incastrava nella terra e ciò dava un appoggio perfetto.

L'unico occhio aperto dava una visuale abbastanza buona per camminare, le costole facevano male, sopratutto quelle sul lato sinistro, e il sangue che colava dalla narice destra si era bloccato.

Il rosso scarlatto era caduto fino al mento in una linea che macchiava il pelo candido.

I suoi vecchi compagni di caccia non ci erano andati piano con lui, sicuramente volevano fare una cosa simile da innumerevoli giorni.

Il dolore era un ottimo modo per ricordare.

"Basta! Basta!" ordinava Ankar.

Erano in troppi i volontari per il pestaggio e se avessero partecipato tutti quanti per il gatto non sarebbe finita bene.

Così il capotribù aveva optato per un metodo che lui conosceva molto bene: un pugno chiuso e diverse pagliuzze strette in esso.

Al sorteggio parteciparono tutti i membri della sua vecchia tribù, ognuno con un motivo per far schiantare le nocche sul suo corpo.

"Dio Sole, Dea Giungla, Dea Luna, Dio Guerra, Dea Discordia, Dio Mare, Dio Fiume, Dio Cielo, Dea Amore, D..."

Frenò la lingua prima di nominare l'ultima divinità, il cervo nero che lo voleva morto, era sempre stato rispettoso verso coloro che vivevano oltre il cielo e guardavano i mortali dalla punta della piramide che era la catena alimentare.

Ma il Dio Morte non meritava più la sua fede, strinse i piccoli oggetti naturali con forza e ciò creò un unico rumore identico a quello di un enorme osso che veniva rotto.

"... Aiutateci a scegliere coloro che proseguiranno su questa via".

Quattro, erano le pagliuzze che avrebbero dato ad altrettanti cacciatori la possibilità di vendicarsi del gatto e di contribuire al piano del leader.

"BASTA!" urlò con rabbia quando notò che nessuno l'aveva ascoltato.

Liam fissò il suo amico per poi dare un calcio al felino steso sul terreno che emise un leggero verso di dolore.

Micah si alzò lentamente, sembrava fatto di legno visti gli scatti che emetteva a ogni movimento.

"Mi aspettavo di peggio".

Finì nuovamente steso a terra dopo una ginocchiata sui genitori da parte di Lika.

"Lika!"

La lupa si voltò verso il fratello.

"Sembrava deluso".

Ras era rimasto a braccia conserte dietro l'opposto di classe, aveva sferrato solo un pugno dritto sull'occhio ed era bastato per chiuderlo e ricoprirlo di viola.

Non poteva perdonare facilmente ciò che il cacciatore dal pelo bianco aveva fatto a sua figlia, ma sapeva che se avesse continuato a colpire non si sarebbe più fermato.

Perciò aveva trattenuto le mani in quella posizione per evitare ogni tentazione, Akhena stringeva Sophira e poggiava la propria schiena contro un albero.

La gatta si era calmata ma fino a poco prima era una furia, per colpa del simile aveva tradito la sua tribù e la sua famiglia.

Sapeva di mentire a sé stessa, era stata lei a cadere nella sua trappola come un tapiro e questo la faceva infuriare così tanto da sentire il sangue ribollire come il magma di un vulcano.

Per questo aveva preso l'oggetto che teneva i capelli legati in una coda e lo aveva legato intitno alla mano destra, con quell'arma improvvisata aveva colpito un paio di volte Micah sulle costole prima di essere tirata via dalla madre.

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