Canzone per il capitolo: king shit (nsty remix)
Z A Y N
5.09 di sera
Tirai la corda sui miei polsi fino al momento in cui il materiale bruciò contro la mia pelle. Liam era dietro di me, eravamo schiena a schiena e lui stava cercando di liberare la sua caviglia dalla stretta insopportabile. Ci avevano privato di tutte le nostre armi eccetto una. Le nostre menti.
"Cazzo, Zayn, questa è la tana del diavolo," Liam grugnì dalla frustrazione.
Sibilai e tirai la corda un'ultima volta prima di respirare pesantemente sul punto di arrendermi. "Ne sono consapevole, amico. Abbiamo mezz'ora prima che tornino. Chi avrebbe mai pensato che quell'idiota dai capelli viola avesse un cervello?" Sbottai.
"Un secondo," scattò Liam improvvisamente. "Perché stiamo cercando di spezzare la corda da ore quando siamo entrambi abbastanza forti da sfondare questo legno duro?"
Un'onda di irritazione attraversò il mio corpo. "Perché non ci hai pensato prima, stronzo?!" Lo rimproverai quasi subito. Per due ragazzi che facevano parte del mondo degli affari quasi dalla nascita, mi sentivo un'imbecille.
"Neanche a te è venuto in mente prima di adesso, amico, quindi lamentati quando saremo fuori di qui." Ribatté Liam, muovendosi sul posto. Era pronto a lasciare quell'appartamento demonico che occupavamo da settimane.
La mia agitazione era stabile. L'orologio era stato impostato a ventisette minuti. Nella mia mente, ticchettava sempre più forte. Il suono prolungato mi stava facendo impazzire dalla rabbia, e quella rabbia portò i miei muscoli a sforzarsi mentre ci sistemavamo per rompere il legno.
Non esisteva momento migliore per fuggire. C'erano meno uomini in giro dato che si stava dirigendo verso la sede del loro capo. Ovunque essa fosse. Il loro capo era senza dubbio furioso. Non sarebbero riusciti ad allontanare Harry da Catalina se avevano serbatoi ed esplosivi.
Ringhiai a causa della stretta sui miei polsi mentre Liam mi spiegava la sua idea.
"Dobbiamo alzarci con le sedie e riabbassarci con molta forza. Si spera che si piegheranno e che le corde intorno a noi si allenteranno." Mi disse brevemente, sembrando convinto che avrebbe funzionato.
Accettai, credendo che fosse meglio avere un'idea invece di non averne proprio. Io e Liam lo facemmo ripetutamente. Saltammo, spingendo con le gambe e le sedie si sollevarono dal pavimento sporco di un centimetro, poi le abbassammo con forza.
Quando sentii il rumore di qualcosa che si stava spezzando, diventai eccessivamente compiaciuto. "Amico, sta funzionando."
"Lo vedo," Liam grugnì, usando molta forza, ovviamente.
Il secondo in cui una delle gambe della mia sedia si ruppe, una parte di quella di Liam si staccò. Questo ci fece finire a terra, spaccando il resto del legno con il nostro peso. La fortuna fu dalla nostra parte e le corde che ci avvolgevano senza pietà si sciolsero. Mi alzai con così tanta velocità che mi sembrò tutto surreale.
Liam si alzò insieme a me. Mi strofinai i polsi e mi scrocchiai il collo, piegando la testa. Serrai la mascella dalla furia ed anche se ero sollevato di essere libero da quelle sedie, non vedevo l'ora di mettere le mani su un uomo e sparare ai muscoli del suo cranio con una pistola.
Ero stanco di essere preso in giro mentre me ne stavo seduto lì impotente. E dal modo in cui Liam stirava le braccia e scrocchiava le nocche, potevo dedurre che eravamo pronti a farla a pagare agli uomini al piano di sopra.
"Trova le nostre fottute pistole, Liam." Gli dissi furioso ed impaziente di dare inizio allo spettacolo.
Senza un'altra parola, Liam camminò verso l'angolo di una stanza che conteneva un grande scaffale. Era consumato e sopra esso erano poggiati dei libri sporchi e polverosi.
Lui colpì i libri con le mani e li buttò dallo scaffale per rivelare un buco quadrato sul muro. Ci infilò le mani e tirò fuori le nostre pistole e le piccole munizioni che avevamo lasciato.
"
Come diavolo facevi a sapere che erano qui?" Gli chiesi.
"Mi sono svegliato prima di te quando siamo stati trasferiti qui. Diciamo che ero sveglio e me ne sono approfittato."
"Niente male." Borbottai, annuendo mentre mi lanciava la mia pistola.
Sentirla di nuovo contro il mio palmo riaccese quel fuoco dentro di me. Quella era tutta la mia vita. Per gli altri era vergognoso ed infernale. Io, però, mi sentivo benedetto a tal punto che non me ne fregava un cazzo di nessuno al di fuori della mia vita.
Liam caricò la sua pistola dopo di me e ci guardammo. Le sue labbra si curvarono in un ghigno e disse, "Solo qualche pallottola, usale con saggezza, amico."
Sbuffai, allungando la mano verso la maniglia ed iniziando ad abbassarla lentamente. "Ucciderò tutti quelli che si metteranno in mezzo."
E non potevo essere più onesto di così. Ero furioso. Essere stato sotto sorveglianza e preso in giro mi faceva arrabbiare. Non mi andava bene quando mi deridevano.
L'atmosfera cambiò. L'adrenalina scorreva nel mio corpo mentre Liam inspirava profondamente dietro di me ed alzava la pistola in aria. Feci lo stesso, percorrendo un corridoio vuoto come se il silenzio stesse aspettando di essere ucciso. Nessuna parola uscì dalle nostre labbra.
La nostra comunicazione silenziosa diventò una chiave. Vidi degli uomini, seduti ad un tavolo, lanciare carte e banconote da cinquanta dollari. Serrai la mascella e li guardai da dietro l'angolo. Varie donne nude erano sedute sulle loro gambe, sprecando la loro bellezza su uomini come loro. Come noi.
Stupide femmine.
Scossi la testa e lottai contro l'impulso di sparare a tutti. Liam mi diede una gomitata, catturando la mia attenzione e segnalandomi silenziosamente che lottare contro di loro e lasciare che fossero consapevoli del fatto che fossimo scappati, non era l'idea migliore, era meglio tenere un basso profilo.
Il secondo in cui raggiungemmo la porta principale dell'appartamento, la scrutai velocemente. Nessun detector in vista. Liam agitò la mano, toccando lentamente la superficie della porta finché seguii il mio istinto e la aprii.
Non sentivo niente a parte i nostri piedi correre velocemente lungo il corridoio. Un minuto dopo, raggiungemmo l'uscita con il fiatone. Rallentammo per un secondo. Infilai la pistola nella mia tasca posteriore, nascondendola dal pubblico per il momento. Liam fece lo stesso.
"E adesso?" Chiese.
Fissai la strada, scuotendo la testa e sospirando. "Troviamo quei figli di puttana che lavorano ancora per il signor Gates e facciamo loro delle domande."
"Sembra un piano. E Harry e Catalina?"
"Hanno tempo per trovare Ray. L'unico vero e schifoso problema è che non sappiamo dove sia il nostro capo."
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sexy
Domanda:
Volete più bene a mamma o papà? (HAHAHA)
questa domanda mi ha rovinato l'infanzia.
comunque, voglio più bene a mamma quando papà è arrabbiato ed a papà quando mamma è arrabbiata.
goodnight, cuties.☆
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Dust Bones (Punk Harry Styles) [Italian translation]
FanfictionLavorando per un leader mondiale della mafia, Harry sa come uccidere, come cercare le sue vittime, e come evitare compagnie di qualsiasi tipo. Lui è il migliore in ciò che fa. Ed ogni cosa che fa diventa problematica quando gli viene assegnato di pr...
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