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"Harry, sono preoccupata. È solo che...niente di tutto questo ha senso."
"Non hai niente di cui preoccuparti. Ti sto proteggendo. Mi sto occupando di te. Di tutto. Lo sto facendo per te. Non puoi semplicemente capirlo? Cazzo, ti ho dato il mio tutto la scorsa notte e te la senti ancora di interrogarmi?"
Mi schiarii la gola e spostai lo sguardo sul pavimento per un momento molto breve e poi alzai di nuovo gli occhi su di lui per accorgermi che i suoi mi stavano guardando.
Non smise mai di guardarmi. Aveva parlato mentre mi guardava attraverso. E la cosa mi spaventava perchè anche se aveva fatto tutto ciò che poteva per me, non potevo fare a meno di sentirmi insicura ed iniziare a riflettere.
Il silenzio tra di noi era teso.
Si passò le mani fra i capelli e chiuse gli occhi con un sospiro. "Sono andato contro ogni regola che mi sono imposto in tutta la mia vita...per te. Ed odio il fatto che tu non riesca fottutamente ad usare quel tuo cervello e pensare."
"Ci sto provando," insistei. "Davvero. Non puoi biasimarmi per avere dei dubbi, dato che hai continuamente degli sbalzi d'umore. Prima mi rispondi male e poi...ti importa di me e mi chiami piccola, ma poi torni ad essere insensibile."
Harry si massaggiò la mascella con le labbra dischiuse, pensando prima di dire, "Non sono cresciuto nello stesso modo in cui sei cresciuta tu, va bene? Non mi è stato dato tutto su un piatto d'argento." La sua mano cadde lungo il suo fianco. "Non sono abituato a dare così tanto ad una persona."
"Harry, --"
"E quando do tanto, ottengo un fottuto interrogatorio come se fossi io il cattivo," ribatté, scuotendo la testa.
Portai le mani sul viso, cercando in qualche modo di liberarmi della frustrazione che non riusciva a lasciare il mio corpo. "Non sto dicendo che sei il cattivo. Sono preoccupata perché ci sono delle cose che non mi dici."
"Okay, il tatuaggio? Ce l'ho da molto tempo, va bene? Non sono pronto a dirti da dove viene. Se vuoi che io cambi per te, lasciami fare un solo passo alla volta. Cazzo, non è facile per me," affermò con fermezza e rimasi sorpresa quando le sue mani rimossero le mie dalla mia faccia.
Lo guardai con i polsi tra le sue mani. "Mi dispiace," gli dissi, "È solo che...volevo aiutarti, ma tutto quello che ho fatto è stato aggiungere questo ad uno dei problemi."
"Sei stata una vera rottura di palle, sono contento che siamo entrambi d'accordo," ammise, fregandosene di come avrei reagito, ma eravamo entrambi d'accordo sul fatto che ultimamente mi stavo agitando, specialmemte verso qualcuno che aveva tante cose in testa. Sapevo che era sotto pressione e lui odiava mostrarlo, ma avrei dovuto essere meno insistente per ottenere quello che volevo.
E pensavo così tanto a lui che quasi mi faceva male la testa. Aveva questi sbalzi d'umore che mi facevano agitare. Ma ormai era finita. Stava cambiando per me e non potevo chiedere di più.
I miei occhi si spostarono tra di noi mentre diceva, "Ma tu sei la rottura che mi influenza di più e non posso perderti a causa di questi maledetti bastardi, che hanno diverse intenzioni."
Harry continuò a parlare, lasciando i miei polsi ed allungando le mani verso il mio viso. Il suo pollice accarezzò giusto sotto il mio labbro inferiore. Non capivo perché, ma quel gesto mi rassicurò. Ogni parte della mia pelle che lui toccava, finché era lui, era perfetta. Mi chiedevo perché doveva essere lui.
"Il mio lavoro non è più proteggerti, quello è il mio istinto." Aggiunse. "Il mio lavoro ora è aiutare a tenere in vita l'organizzazione e localizzare tuo padre."
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Dust Bones (Punk Harry Styles) [Italian translation]
FanfictionLavorando per un leader mondiale della mafia, Harry sa come uccidere, come cercare le sue vittime, e come evitare compagnie di qualsiasi tipo. Lui è il migliore in ciò che fa. Ed ogni cosa che fa diventa problematica quando gli viene assegnato di pr...
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