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Le mie labbra si curvarono in un ghigno soddisfatto quando le mie braccia bloccarono il corpo di Sam, una ragazza con la pelle scura che dedicava (piuttosto generosamente) molto del suo tempo all'insegnarmi a combattere. Le sue lezioni di kickboxing erano diventate degli allenamenti privati solo per me. Suo figlio di tre anni giocava con i suoi giocattoli e ignorava le donne senza fiato che ridevano sui tappetini blu. Mi sentivo viva ogni volta che la mettevo k.o. perché era una lottatrice qualificata.

Novembre doveva essere molto importante per me. Mi ero separata dai pensieri riguardanti la mia famiglia, rimanendo ogni tanto in contatto con mia nonna. Paige si rifiutava di parlarmi per qualche ragione. E anche se mi mancava il tocco affettuoso e amoroso che Harry offriva, mi mordevo l'interno della guancia ogni volta che iniziava a mancarmi.

Non so quando decisi di... non disturbarmi a trovarlo. Volevo lasciar perdere tutto... letteralmente tutto. Sfiducia dopo sfiducia e bugie. Bugiardi. Anche la mia famiglia era composta da bugiardi. Non potevano dirmi niente, evitavano di dirmi tutto per non mettere la mia vita in pericolo. La mia mente si rifiutava di pensare a qualsiasi questione connessa a Harry o alla mia famiglia.

Respirando pesantemente, Sam strinse l'elastico intorno ai suoi capelli grandi e ricci, per poi sbuffare. "Okay, okay... è la terza volta che mi stendi. Sono piuttosto sicura che tu possa fare il culo a chiunque, se riesci a farlo a me."

Risi e spostai una ciocca di capelli biondi dietro il mio orecchio. "Voglio dire... se ti dicessi quanto vorrei fare il culo a qualcuno, ne rimarresti sorpresa."

"No... mi sento un po' come te. Voglio dire, come pensi che sia scappata dal padre violento di Tyler?" Mormorò, assottigliando gli occhi per poi alzarli al cielo, come se il passato del suo matrimonio fatto di abusi non fosse niente di colossale. "L'unica ragione per la quale ho creato una classe per sole donne è perché odio sentir dire quanto siamo indifese."

Non le risposi subito. Fui immediatamente attaccata dai flashback della mia vita. Tutte quelle volte che mio padre aveva voluto che qualcuno mi difendesse perché non pensava che sarei sopravvissuta. Mi faceva sentire ristretta. Ero cresciuta in un posto dove la donna aveva un ruolo e l'uomo un altro. L'uomo aveva più forza e dominanza. Mi sembrava che, avendo Sam come amica, potessi relazionarmi con cose più grandi e migliori.

O quando Harry mi chiamava fragile e io ci credevo perché venivo trattata così tutto il tempo. Harry credeva veramente che fossi fragile e sentiva il bisogno di proteggermi. Anche se era chiaro che lo amavo, e lo facevo tuttora, so che non aveva intenzione di prendere il comando. Era solo che se lo sentiva dentro. Per tutti ero fatta così. Per Fray ero ridicola. In quel momento, volevo ridere a loro spese.

Sam aggrottò le sopracciglia, i suoi occhi color nocciola mi guardarono attentamente. Schioccò le dita davanti a me. "Stai bene?" Chiese.

Sbattei le palpebre rapidamente e scossi la testa. "Sì, stavo solo pensando."

"A cosa?" La sua mano afferrò una bottiglia d'acqua prima di scuoterla, mischiando il ghiaccio. Premetti le labbra in una linea e lei sospirò. "Sai che puoi dirmelo, Catalina. Non c'è nessuno fuori a prenderti."

"Beh, nel mio passato volevano farlo tutti," le assicurai, scrollando le spalle. Mi appoggiai al muro ed espirai profondamente. "Se te lo dicessi... perderesti la testa. Probabilmente mi cacceresti. Mi porto dietro una linea molto lunga piena di pericolo ovunque io vada."

Sam si passò una mano sotto l'occhio, sedendosi sul tappeto e incrociando le gambe. Mi guardò attentamente e piena di speranza. "Ne ho passate tante. Sono successe delle cose a entrambe. Puoi fidarti di me, ragazza. Non ho nulla da nascondere. Niente contro di te o qualcun'altro."

Dust Bones (Punk Harry Styles) [Italian translation]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora