"Cata," sussurrò una voce vicino al mio orecchio. Mi accigliai quasi subito per essere stata svegliata, i miei occhi non riuscivano a vedere molto bene a causa della luce fioca presente nella stanza e bruciavano per la stanchezza. Fui accolta da Harry, che indossava i suoi soliti vestiti neri. Era attento e consapevole.
"Ora andiamo," aggiunse velocemente, senza aspettare che reagissi completamente mentre afferrava i miei polsi e mi faceva sedere. Spalancai i miei occhi stanchi e cercai di rimanere concentrata sul suo comportamento brusco. "Non abbiamo molto tempo," disse con tono fermo, sembrando quasi arrabbiato con me.
Inspirai bruscamente e mi avviai silenziosamente verso il comò. In un istante, indossai un paio di jeans chiari ed una maglietta grigia con una felpa sopra, infilandomi un paio di anfibi con un po' di sforzo a causa di una perdita d'equilibrio.
Mi strofinai gli occhi con le mani, cercando disperatamente di rimuovere quella posizione lenta e stanca. Lasciai i miei capelli ribelli in onde disordinate e lo raggiunsi mentre organizzava le cose sul letto.
Harry afferrò il borsone con la mascella serrata, concentrandosi solo sul silenziatore che stava bloccando nella volata della pistola. Il mio primo istinto fu quello di prenderne una per me, ma lui mi precedette e mi lanciò una pistola con la sicura ancora in sessione.
"Non spareremo a meno che non ci vedranno. Preferirei non essere visto, quindi dobbiamo muoverci il più in fretta possibile," spiegò con monotonia.
Annuii, capendolo. "Okay," sussurrai. "E le telecamere di sicurezza? I sensori di movimento?"
"Li ho disattivati per qualche minuto. Ne abbiamo a disposizione cinque per andarcene dal retro. In fondo alle zone rurali ci aspetta una macchina che ho parcheggiato ieri," mi informò, tenendo la pistola rivolta verso il pavimento. I suoi occhi verde chiaro trovarono i miei.
Non provai molto a nascondere la mia paura e le paranoie. Lui sapeva che avevo paura e non avevo più nessuna ragione per negarlo. Mi limitai a stringere la mia pistola, le mie nocche erano bianche prima che lui facesse un cenno con la testa, facendomi capire che fosse meglio andare.
Guardai l'orologio. Erano le tre del mattino. La mia ultima occhiata alla camera da letto fu breve e disinteressata. Ero disposta a lasciare quel confinamento nella speranza di trovare delle condizioni migliori viste le circostanze della nostra situazione.
Harry indicò la strada da seguire, facendo piano e tenendo la sua tranquillità ad un livello eccessivamente alto per una situazione del genere. La pelle d'oca coprì il mio corpo, facendomi rabbrividire ed avere freddo per il nervosismo.
La mia mano iniziò ad intorpidirsi due minuti dopo. Ce l'avevamo fatta a scendere le scale, i nostri passi erano silenziosi. C'erano degli uomini al computer che guardavano lo schermo con disinteresse. Molti di loro erano troppo concentrati sulla replica di una partita di calcio in televisione.
Seguii Harry con il cuore in gola, gli occhi spalancati e sull'attenti. L'adrenalina mi tenne in piedi mentre Harry camminava con molta autorità ed un po' di preoccupazione. Mi guardavo indietro molto spesso, ma mi calmai una volta che vidi l'uscita sul retro della casa enorme che era diventata la mia prigione.
L'aria dell'esterno era abbastanza calma, ma allo stesso tempo secca e umida. Chiusi la porta e mi ricordai di esercitare un po' di pressione per eventuali laser che avrebbero percepito la porta aperta, facendo scattare l'allarme.
Harry mi guardò mentre lo facevo e subito dopo, mi sorprese leggermente quando afferrò la mia mano. Corremmo lungo una collina, arrivando a discese e salite. Le mie cosce iniziarono a fare male ed i miei polmoni a bruciare per il lavoro eccessivo.
Boccheggiai mentre lui mi guidava attraverso gli alberi alti e grandi. Pensavo che le mie gambe si sarebbero arrese, ma lui smise di correre in tempo. Andammo ad una velocità che non era troppo lenta, ma più veloce di una semplice camminata.
Ero senza fiato. I nostri respiri si sentivano attraverso la notte silenziosa ed il fruscio del vento che faceva muovere gli alberi ed i cespugli che sfiorammo. La mia mano strinse la sua nel tentativo di trovare un po' di rassicurazione. Era troppo facile.
"Quanto è lontana...la macchina?" Dissi in un respiro, sentendolo intrecciare le nostre dita.
Senza guardarsi indietro, mormorò, "Adesso solo un minuto. Non sarà molto facile dato che ci controllano ogni due ore."
"Sono passate due ore dall'ultima volta che ci hanno controllato?" Domandai con le sopracciglia aggrottate.
"No. Non ci controlleranno per almeno un'ora e mezzo. Comunque, saremo ancora in Italia quando lo faranno," disse fermamente.
Non feci altre domande. Le mie gambe furono premiate un minuto dopo con il sedile di una macchina, come lui aveva promesso. Sospirai pesantemente mentre lanciava il borsone nei sedili posteriori. L'auto era una BMW e sapevo benissimo che apparteneva a mio padre.
Mentre ci allacciavamo la cintura, dissi, "Questa è una delle auto di mio padre. Le persone possono trovarci per mezzo della targa."
"Sono due passi avanti a te, Bambolina." Affermò Harry, guardandomi per un attimo. "Ho rimosso la targa e l'ho sostituita con quella del furgoncino di un ragazzo."
Annuii lentamente, pregando mentalmente per quel povero uomo a cui avrebbero dato la caccia per una sostituzione di targhe.
Harry accese velocemente il motore, superando grandi alberi e parti oscure del terreno rurale. I fari ci guidarono nel buio e mi fu permesso di respirare un momento, senza sentirmi osservata.
"Se dobbiamo fermarci per qualcosa come cibo e bagno, devi metterti il cappuccio della felpa," ordinò, e la cosa era comprensibile. "E non parlare a meno che non ne abbia davvero bisogno. Non lo farò nemmeno io."
"Dove andremo una volta fuori dall'Italia?"
"Barbados," fu tutto quello che disse. "Non possiamo stare qui per molto dato che quando troveranno il furgoncino del ragazzo, scopriranno la sua identità e la targa che abbiamo. Posso continuare a cambiarle, ma sarebbe solo fastidioso."
Non ero mai stata alle Barbados, ma qualsiasi cosa era meglio di stare nella stessa stanza per ore e giorni. La mia vita sociale girava solo intorno ad Harry, ma non avevo nemmeno tempo per essere pienamente consapevole della scomparsa della mia vita sociale.
Desideravo poter smettere di correre avanti e indietro. Ma l'ansia era inaspettata.
"Cosa ci aspetta alle Barbados," borbottai tra me e me, però Harry pensò che l'avessi detto intenzionalmente a voce alta.
Mi guardò, una sua mano stava reggendo il volante mentre l'altra teneva la mia. Alzò le sopracciglia ed affermò, "La tua sicurezza."
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Che palle, è da quando hanno fatto sesso per la prima volta che vi dico che Catalina non rimarrà incinta. È proprio escluso. E ve lo ha pure spiegato quando ha detto esplicitamente che assume farmaci per non rimanere incinta. Quindi basta commentare certe stupidaggini. Ogni volta che avete fame aspettate un bambino?
Domanda:
Ossessione del momento? (qualsiasi cosa)
L'ultimo balletto di Magic Mike XXL. Lo cerco su youtube ogni giorno e lo guardo più volte.
Viva i doppi aggiornamenti.☆
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Dust Bones (Punk Harry Styles) [Italian translation]
FanficLavorando per un leader mondiale della mafia, Harry sa come uccidere, come cercare le sue vittime, e come evitare compagnie di qualsiasi tipo. Lui è il migliore in ciò che fa. Ed ogni cosa che fa diventa problematica quando gli viene assegnato di pr...
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