...She'll look at you and smile
And her eyes will say
She's got a secret garden
Where everything you want
Where everything you need
Will always stay...
- Buongiorno dormiglione?
- Ho dormito tutta la notte?
- Anche tutto il giorno in realtà.
- Che ore sono?
- Quasi le 20. Come ti senti?
- Meglio.
- La febbre è scesa, buon segno. Hai appetito?
- Un po'
- Ti vado a preparare qualcosa allora - Mi alzai
- No aspetta... resta un po' qui.
Allungò il suo braccio per prendermi, gli presi la mano e mi sedetti di nuovo.
- Va tutto bene Ziva?
- Andrà tutto bene quando ti sarai ripreso e sarai di nuovo a casa.
- Saremo...
- Non è così facile Tony.
- Perché non vuoi che lo sia.
- Ti vado a preparare qualcosa. Il dottore dice che se mangi è un buon segno.
Andai in cucina, aprii il frigo e lo trovai ben fornito. Prima di andarsene Noah aveva veramente pensato a tutto... Come potevo pensare anche solo di ringraziarlo per questo dopo tutto quello che era successo però non lo capivo.
- Che fai Ziva? - Chiese McGee
- Tony si è svegliato e ha detto che ha fame.
- Buon segno no?
- Sì, buon segno...
- Cosa prepari?
- Qualcosa di leggero - dissi mentre mettevo a cuocere della carne e della verdura a vapore.
- Non sapevo che eri anche una cuoca...
- Non sono una cuoca Tim! - Mi strappò un sorriso, Tim con la sua innocenza da bambino era di una dolcezza disarmante a volte, imprevedibile nella sua spontaneità da sembrare goffo. - Mi piace solo cucinare. Però sono tante le cose che non sai di me.
Gli feci un occhiolino e sorrise anche lui.
- Ma noi invece? Ci dobbiamo arrangiare da soli? Di nuovo uova... e non c'è nemmeno il bacon!
- Se hai pazienza preparo qualcosa per tutti.
- Sono pazientissimo!
Mentre la cena di Tony si cuoceva, preparai del pollo con gli asparagi. Avevo scoperto che cucinare mi rilassava.
Finii di preparare la cena di Tony che tutta frullata non aveva un bellissimo aspetto, lo ammetto, e dissi a Tim di fare attenzione alla nostra che non si bruciasse. Non era difficile.
Gibbs era seduto con una birra e guardava la tv. Quando gli passai davanti per andare da Tony alzo lo sguardo ma non mi disse nulla. Non una parola di quanto ci eravamo detti prima.
Era buffo, sembravamo quasi una famiglia normale in attesa degli eventi. Solo che l'unica che doveva decidere a fare qualcosa ero io.
- Tony, ti ho portato la cena.
- Grazie
Mi sedetti sempre sulla stessa sedia ed appoggiai il vassoio sulle mie gambe.
- Ehm Ziva, non per criticare ma... devo mangiare quello?
- Tony, quasi quasi ti preferivo quando eri in preda alla febbre e non brontolavi su tutto.
Sorridemmo entrambi. Era proprio quello che ci voleva.
- Ora fai il bravo e apri la bocca.
- Sì mamma...
Mi bloccai.
- Ho detto qualcosa che non va?
- No no Tony tranquillo. Mangia.
Lo imboccai fino a quando non finì quasi tutto. Era quasi divertente.
- Comunque avrei potuto anche mangiare da solo eh!
- Certo Tony, puoi fare tutto da solo tu!
- Come te del resto, anche tu puoi e vuoi fare tutto da sola.
Ogni volta che rimanevamo soli e cominciavamo a parlare, poi arrivavamo sempre ad un punto che non riuscivamo ad andare oltre, perché farlo voleva dire mettere troppe cose in ballo. Tony mi conosceva bene, sapeva quali tasti toccare per provocarmi. Io non mi sentivo ancora pronta per questo e cercavo sempre il modo di allontanarmi.
- Ora vado a mangiare qualcosa anche io, ci vediamo dopo.
- Ok Ziva...
Mise la sua mano sulla mia che teneva il vassoio, mentre mi stavo alzando. Ci guardammo. Comunicavamo più con gli sguardi che con le parole. Sicuramente erano molto più sinceri di quello che ci dicevamo.
- ...Grazie
Mangiammo piuttosto rapidamente senza dire una parola.
- Grazie Ziva, era ottimo - disse Tim
- Sì, grazie - aggiunse Gibbs - Da dove pensi di cominciare a cercare quei documenti?
- Non lo so, non so da dove cominciare.
- Non mi piace questa caccia al tesoro fatta sulle nostre vite. McGee appena hai finito mettimi in contatto con la centrale. Voglio parlare con Abby.
- Ok Capo. Però visto quanto successo dobbiamo presumere che la linea non sia così sicura come credevamo dovrei fare delle modifiche per cercare di criptare il nostro segnale e non farlo decifrare da loro.
- Non mi importa a questo punto se sanno o no quello che diciamo. Possiamo anche giocare a carte scoperte.
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The Memory Remains
FanfictionZiva è a Tel Aviv, Tony a Washington con il resto della squadra. Sono passati 3 anni da quando lei decise di rimanere in Israele, ma un evento inatteso sconvolge le loro vite e le loro decisioni: Tony viene rapito e portato a Tel Aviv e solo Ziva ch...
