... I hope you do
I hope you suffer
I hope you do
Just like I've suffered...
- Michelle... - La salutai spostandomi dalla colonna dell'ingresso del suo palazzo, prendendola di sorpresa, mentre usciva di casa. Era freddo quella mattina, Natale si stava avvicinando e la neve ai bordi delle strade si stava accumulando sempre di più. Io però in quel momento non riuscivo nemmeno a sentire la temperatura rigida, forse perché dovevo essere io, ad essere ancora più glaciale della neve o non sarei riuscito ad arrivare fino alla fine di quella mattinata incolume, non fisicamente ma mentalmente.
- Tony hai un bel coraggio a farti vedere qui, sotto casa mia, questa mattina - Sentendola parlare non sapevo però se era più impaurita o più sorpresa.
- Sai, in questi giorni ho molto tempo libero, ne approfitto per andare a trovare i vecchi amici - cercavo di mantenere un tono di voce impassibile
- Anche senza invito a quanto pare. - Sapeva che ero stato nel suo appartamento
- Non mi inviti ad entrare?
- Devo andare a lavoro, e poi mi pare che entri anche da solo, no? - La conferma a quanto pensato prima.
- Ti conviene più parlare con me che andare a lavoro oggi. - Il mio tono era diventato più minaccioso. Mi fissò per qualche secondo e lessi come una traccia di smarrimento nei suoi occhi, subito ricacciata via.
- Se lo dici tu, allora andiamo. - Adesso voleva stare al gioco.
Tornò indietro e prendemmo l'ascensore per salire a casa sua.
- Cosa c'è Tony, pensi a quello che abbiamo fatto in questo ascensore? - Mi chiese maliziosa
- No. - Mentii. Far finta che un rapporto di 8 mesi non era esistito non era possibile e nemmeno cancellare i ricordi.
- Io invece ci penso spesso. - Mi disse appoggiandomi una mano in mezzo alle gambe - e mi ricordo tutto quello che mi facevi... - diventò più audace, stringendo la sua mano e tastandomi.
- Faresti meglio a non pensarci più - Tolsi la mano disgustato, allontanandola con forza.
Entrammo e le buttai le chiavi sul tavolo.ù
- Non pensi di usarle più? - Mi chiese sarcastica
- No.
- Sicuro che non ti va di divertirti un po' come ai vecchi tempi? - Si era avvicinata al mio collo e parlava sussurrandomi volutamente provocatrice.
- Non credo potresti farmi divertire in alcun modo.
- Peccato... Tu mi facevi divertire molto, invece... - mise il cappotto sull'attaccapanni e rimase con un tailleur nero, al suo solito quando andava a lavoro - Di cosa volevi parlarmi?
- Di quello che ho trovato qui.
- Non credo che lo potrai usare in alcun modo contro di me visto come l'hai preso. - Era perfettamente rientrata nel ruolo dell'avvocato senza scrupoli dopo che il suo tentativo di seduzione era miseramente fallito. Poteva veramente pensare di avere una chance con me adesso?
- Io sono entrato qui con le chiavi che mi avevi dato tu. E' un reato questo? - Lei era avvocato, ma la legge la conoscevo bene anche io, ed avevamo studiato tutte le possibilità.
- No, ma prendere delle cose da casa mia senza il mio permesso lo è.
- Erano in bella vista, sai è tutto opinabile... Ma comunque credo che nemmeno tu lo potrai usare contro di lei.
- Quindi sei venuto qui a parlare di lei? Pensavo dovevamo parlare del caso, non di lei. - Il modo in cui pronunciò "lei" era carico di disprezzo e disgusto.
- No. Sono venuto qui a proporti un accordo.
- Sarebbe?
- Ritira la denuncia contro la squadra e noi faremo cadere le accuse per Dunn su questo caso.
- Quindi lasci che chi ha picchiato la tua donna la passi liscia? Chi ha ucciso il tuo... bambino?
Era una guerra di nervi ma lo sapevo già da prima.
- Faccio quello che reputo più utile per la mia squadra.
- Però non mi hai risposto. Lasci impunito quello che è successo alla tua donna e a suo figlio?
- Sì - dissi strozzando le parole in gola.
- Pensavo che ci tenessi di più a lei e anche ad un vostro figlio, ma in fondo tu non sei un uomo da figli e da famiglia, no? Però conoscendoti credevo che saresti andato fino in fondo nonostante tutto.
- Tu non mi conosci così bene Michelle.
- A quanto pare no.
- Perché mi dovrei fidare di uno come te, Anthony DiNozzo? Perché mi dovrei fidare di uno che mi ha lasciata senza dirmi nulla, che è scappato dall'altra parte del mondo e ritorna qui con il suo vecchio amore?
- Perché sai che conviene anche a te. Noi ammettiamo di aver sbagliato con Roy Dunn alla luce di quanto emerso. - Evitavo ogni sua illazione sui miei sentimenti per Ziva
- Quindi alla fine farai pagare a Ziva per salvare tutti voi.
- Qualcuno di sacrificabile ci deve essere. Poi quello che accadrà tra noi e Ziva non saranno più problemi tuoi.
- Lei sa che sei qui?
- Sì
- Sa quello che mi stai proponendo?
- Sì
- E lo accetta di buon grado? Deve amarti proprio tanto quella donna da anteporre la tua carriera alla verità su chi la ha volontariamente picchiata per procurarle un aborto.
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The Memory Remains
FanficZiva è a Tel Aviv, Tony a Washington con il resto della squadra. Sono passati 3 anni da quando lei decise di rimanere in Israele, ma un evento inatteso sconvolge le loro vite e le loro decisioni: Tony viene rapito e portato a Tel Aviv e solo Ziva ch...
