7

24 0 0
                                    

L'aspetto dell'uomo e inquietante ma è sempre lo stesso che c'era oggi a scuola, le sue pupille sono azzurre chiare quasi trasparenti, dove dovrebbe esserci la parte bianca dell'occhio c'è un colore rosso scuro, il suo labbro sanguina e ha vari tagli e cicatrici sul viso. I capelli neri e bianchi sono come strappati e ha una ferita alla gamba quindi zoppica. Che gli è successo sta mattina aveva un aspetti decisamente migliore?

"Dov'è lei?" Urla l'uomo. La sua voce e forte e minacciosa ma si sente un filo di paura e pazzia. Io e Eva non osiamo né muoverci né parlare

"DOV'È LEI?" Urla ancora più forte.

"Me l'hanno portata via, la mia bambina, il mio fiorellino, sono stato in quel manicomio per anni lasciando che la mia piccola si allontanasse da me" sussurra l'uomo. Di colpo la paura mi sparisce e lascia posto alla curiosità.

"Lei chi?"

"Mia figlia"

"Come si chiama?" Chiedo io sempre più incuriosita

"Caterina" sussurra l'uomo

"Oggi lei è entrato in una scuola vero? Ha minacciato di uccidere una ragazza, si è rivolto a dei ragazzi per dirle che avevano un anno di tempo per trovarla... Era lei quell'uomo? Si riferiva a sua figlia?"

"Si... Sono stato io... Caterina... ragazzi...traditori" l'uomo sussurra a bassa voce che riesco a capire solo alcune parole

"Ha una sua foto?" Chiedo

"No." Dice alzando la voce

"Mi hanno tolto tutto! TUTTO! Non ho più nulla di lei, ne una sua fotografia ne un suo giocattolo. Mi hanno portati via tutto. Ma io sono tornato qui in Italia per riprendermela"

"RAGAZZE APRITE LA PORTA!" Urla Matt sbattendo i pugni sulla porta

"Non voglio farvi male... Ma quei ragazzi non troveranno mai la mia piccola... Cercatela voi... Vi prego"

"Ma non sappiamo nemmeno com'è fatta" dico io

"Loro sanno qualcosa" dice indicando la porta dove i ragazzi continuano a sbattere

"Ora io vado... Vi prego..." Dice e detto questo va giu dalla finestra e atterra sull'erba, poi corre verso la strada

"Ragazze! Aprite o sfondiamo la porta!" Urla questa volta Carter e appena finisce la frase con una spallata sfonda la porta

"Ragazze state bene? C'era qualcuno qua dentro?" Chiede Federico guardandoci preoccupato e quando io e Eva notiamo che Carter e Matt hanno una pistola in mano sbianchiamo di colpo, loro lo notano e se la mettono in tasca

"Perché avete una pistola?" Chiede Eva tremando

"Pensavamo ci fosse qualcuno e.... Lo zio di Federico vende armi in un negozio qua vicino e siamo andati a prendere delle postole" dice Carter

"Già è dovevate vedere la faccia di suo zio quando gliele abbiamo chieste" ride Matt. Io e Eva ci guardiamo poi lei si alza e va verso i ragazzi che stanno fermi passa dietro a Carter e gli appoggia il mento sulla sua spalla

"Oh sì certo è noi siamo così sceme da crederci" sussurra lei ma io riesco a sentire lo stesso

"Ma è vero" si giustificano loro

"Federico tutti sanno che tuo zio lavora in una fabbrica di vestiti" rido io

"Okay d'accordo le avevamo già per sicurezza"

"Perché? Ce qualche pericolo?" Chiede Eva

"No ma... Ragazze non sono affari vostri" detto questo escono dalla stanza sbattendo la porta. Io e Eva gli seguiamo e quando vediamo che sono davanti alla porta con i giubbotti rimaniamo ferme sulle scale

"Ve ne andate?" Chiede Eva

"Si" risponde freddo Matt e escono tutti tranno Matt, Carter e Federico continuano a guardarci

"Sofia" mi chiama Eva tirandoli per un braccio

"Che vuoi?"

"Creiamo un diversivo" dice lei è mi fa l'occhiolino, io annuisco e sorrido. I ragazzi sono girati di schiena, Eva sale le scale e sbatte una porta poi mi spinge e mi butta giù dalle scale, io faccio finta di cadere, Eva si precipita verso di me e fingendosi preoccupata mi scuote. I ragazzi si girano e corrono nella nostra direzione

"Che le è successo?" Urla Federico scuotendomi

"Non lo so c'era qualcuno l'ha buttata giù dalle scale ma appena mi sono girata per vedere chi era la sagoma era sparita e... Lei era per terra" dice ai ragazzi indicandomi

"Sofia stai bene?" Chiede Carter

"Si ho solo male la testa" dico mettendomi la mano sui capelli

"D'accordo bella messinscena abbiamo capito dobbiamo rimanere ma rimaniamo solo noi tre i ragazzi devono andare a fare una cosa per qualche giorno staranno via"

Io e Eva ci guardiamo e ci sorridiamo compiaciute

"Bel lavoro sorella" le dico a Eva sbattendo le la mano sulla spalla

"No, la tua caduta era da premio oscar" sorride lei

"Grazie mi sono esercitata" dico io ridendo. I ragazzi si guardano e roteano gli occhi al cielo.
Passano due ore e noi ci stiamo annoiando, siamo sul divano e non sappiano che fare

"Ragazzi io ho fame" si lamenta Eva

"Anche io" dice Federico

"Bene ordiniamo le pizze?" Chiedo Carter mostrando il suo bellissimo sorriso. Eva lo guarda e sembra che lo stia mangiando con gli occhi, io dico di sì per le pizze e mi alzo dal divano

"Io una diavola" dico stiracchiandomi, poi Federico mi prende per la vita è mi fa cadere sopre di lui sul divano. Si stende e mi mette sempre di lui

"Alle pulci fa male il salame piccante" dice ridendo. Io spuffo e appoggio la testa sui suoi addominali

"Quando la smetterai di chiamarmi pulce?"

"Quando gli asini voleranno" dice serio. Io mi alzo da lui lo prendo per la mano per farlo alzare e lo faccio mettere in piedi sul divano

"Ora salta" dico. Lui mi guarda strorto e poi salta

"Bene un asino ha volato ora smettila di chiamarmi pulce"

"1) io non sono un asino
2)non stavo volando e 3) va bene riccioli d'oro" dice. Io sorrido e mi risiedo sul divano. Poi Federico guarda l'orologio

"Oh devo andare. Eva, riccioli d'oro ci vediamo domani sera forse, ragazzi a dopo" dice Federico e esce di casa. Matt ordina le pizze che arrivano dopo mezz'ora, io e Eva mangiamo velocissimo in effetti è da tanto che non mangio e sto morendo di fame e i ragazzi ci guardano divertiti. Una volta finite le pizza i ragazzi lavano i piatti e io e Eva andiamo in salotto

"Bè, siccome tu dormi con Carter puoi cercare di estrarre qualche informazione su questa Caterina" dico io

"Vuoi aiutare quell'uomo?" Mi chiede stupita

"Si. Lo voglio fare sono curiosa quell'uomo ha un aria molto familiare" dico guardandola seria

"E va bene sto morendo anche io dalla curiosità, comunque cerca anche tu di estrarre qualche informazione da Matt"

"Si signore" dico guardandola e ci mettiamo a ridere

THE DREAM (Storia Sospesa)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora