Edward's POV
Camminavo col vassoio contenente quella merda tossica che ti danno giusto per tenerti in vita, ero preso a raggiungere il mio compagno di cella quando, a seguito di un urto, il così chiamato dalle inservienti "purea di patate" si riversò a terra.
«Merda, era l'unica cosa decente che oggi servivano!» imprecai.
Il guaio non era poi tanto grande, se non fosse per chi l'aveva provocato.
«Scommetto che l'hai fatto apposta, Brian.» lo fulminai con la voce più fredda che riuscii a fare.
«Sei tu che ti sei scontrato contro me, la prossima volta stai più attento.»
Lasciai cadere il vassoio a terra e spintonai Brian: «Cosa hai appena detto? Io devo stare attento?»
«Sì, a quanto pare hai difficoltà a stare attento, visto che hai combinato...» mi provocò.
«Ma me lo sta dicendo un assassino, giusto? E allora cos'è peggio: quello che ho fatto io o quello che hai commesso tu?» ribattei io, sapevo che ero al culmine.
«Che cazzo ne sai tu?»
«Qua girano velocemente le voci... e vuoi sapere cos'altro è veloce?»
Ovviamente non lo lasciai rispondere, e le nocche della mia mano incontrarono la sua mascella.
«Bennett!» mi richiamò una guardia, prima che altre due mi presero da dietro le braccia e mi trascinarono via.
«Mi può dire il perché ha tirato un pugno a Brian Ross, quando domani ha il processo?» a farmi domande era il direttore del carcere.
«Mi ha provocato quando lui ha fatto di peggio, e ha fatto stare male la mia ragazza uccidendo Colin Gray.» mi giustificai.
«Mi sta dicendo che non poteva evitarlo?»
«Sì, potevo ma non volevo.» sembrava essere ritornato piccolo con mia mamma che mi sgridava.
Susseguì un interminabile silenzio prima della successiva frase: «Giusto perché il tuo processo è così vicino, ho deciso di evitare di rendere pubblico il suo gesto.»
«Grazie mille, grazie, grazie, grazie.» gli strinsi freneticamente la mano come se avessi appena concluso un affare da un milione di dollari, ma non potei far a meno di sorridere perché per me ritornare da Daisy valeva di più di tutto quell'ammasso di soldi.
*the day after*
Non che ci sperassi troppo nell'uscire da quella cella, ero comunque colpevole, inoltre mi avrebbero rifilato un avvocato d'ufficio che, con la grande fortuna che ho io nella vita, non saprà nemmeno il mio nome.
Buttai fuori la più grande quantità d'aria che potei prima di varcare l'ingresso della corte.
Camminai a sguardo basso, ma quando incontrai quello del mio avvocato, mi si illuminarono gli occhi: «Grazie Katie, grazie.» le sussurrai.
«Siediti.» mi ordinò lei.
hola gente,
in questo momento sono in aereo per tornare in italia.
se vi va scrivetemi un commento sul mio profilo thiscrush:
http://www.thiscrush.com/~lvcrs
(lo trovate direttamente sulla bio del mio profilo).
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Teen Fictiondove una ragazza accetta una scommessa proposta dal proprio migliore amico, nella quale deve scrivere a tutti i suoi contatti quello che pensa di loro, ma senza inviare i messaggi. #1 in storie brevi,, 24|03|2017♡ #1 in storie brevi,, 01|05|20...
