Capitolo 14

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Pov's Caitlyn

Dopo aver parlato con Isabel passai le ultime tre ore nelle medesime lezioni. Incontrai Tay all'ultima ora salutandomi velocemente visto che doveva allenarsi per la partita e ricordandomi che Steve ci ha chiesto di ritrovarci domani pomeriggio dopo scuola a casa sua per i preparativi.

Tornai a casa e corsi a salutare la mamma visto che era l'ultimo giorno che la vedevo a casa. Poi l' avrei vista a sprazzi.
La trovai in cucina intenta a preparare il pranzo.

"Mamma." La salutai con un bacio.

"Tesoro, com'è andata a scuola?" Mi chiese mescolando qualcosa nella pentola.

"Il solito. Che prepari? Spero qualcosa di commestibile..." la presi in giro sbirciando da sopra la sua spalla.

Lei mi diede un colpetto alla nuca.

"Ahi!" Protestai massaggiandomi la testa.

"È quasi pronto e sarà una sorpresa, ora vai a farti una doccia su. Poi scendi."

Sbuffai ma sorrisi ritrovando un po' di normalità in questa giornata. Andai di sopra e feci una doccia super veloce e mi cambiai mettendomi dei pantaloni di una tuta grigi e una maglia a maniche lunghe. Mi raccolsi i capelli in una coda e scesi giù.

"Che profumo." Mi sedei a tavola appena in tempo per vedere mia madre che mi serviva sul piatto una bella porzione di lasagne.
Sorrisi.
"L'hai fatto davvero tu?"

Lei alzò gli occhi al cielo. "Guarda che sono una madre eh! Pure io so cucinare."

"Certo, certo." La derisi prendendo un boccone e soffiandoci sopra prima di ingoiarlo.

"Com'è?" Mi chiese in attesa.

Mugolai in segno di assenso. "È squisito ma."

Lei rilassò le spalle e sorrise compiaciuta.
Si mise davanti a me e mangiammo il pranzo fatto da lei.

Qualche ora più tardi io e la mamma andammo a fare una passeggiata per sgranchirci le gambe e digerire quello che avevamo mangiato.
Uscimmo fuori mentre un venticello mi soffiò in faccia facendomi lacrimare gli occhi.

"Che freddo." Protestò mia madre stringendosi la giacca.

Annuì e mi strinsi nelle spalle.
"Spero che non piova." Dissi dopo un po'.

"Speriamo, non abbiamo portato un ombrello. Se dovesse piovere dovremmo tornare a casa fradicie e inzuppate." Mormorò lei guardando il cielo come supplicandolo con lo sguardo.

Sorrisi a quella vista. "Che ne dici se corriamo un po'? Così non sentiremo poi tanto freddo..." le domandai e lei annuì in segno di assenso.

Ci inoltrammo nei vicoli e nelle strade serrate per restare un po' in disparte dal mondo intorno a noi. Ognuna persa nei propri pensieri. Non avevamo una meta ben precisa e questo mi fece riaffiorare molti pensieri in testa. Ma tra tutti questi pensieri, lui era a capo della mia lista, Dylan. Era lui che occupava il più delle volte la mia testa, era lui che alla fine mi stava facendo impazzire con tutti i suoi segreti... se avessi almeno un indizio, o qualcosa per fargli parlare...

Ma se te ne stai alla larga da tutta questa faccenda? Hai avuto anche tu molte complicazioni...e questo è troppo.
Mi ricordò la coscienza ma io la zittì anche se sapevo che aveva ragione. Non riuscivo a non pensarci...forse perché ero curiosa o forse perché questa storia mi aveva attirato, forse...pensai

Il brivido del rischio "illusioni e delusioni" [ Completato ]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora