Questa Oneshot non l'ho scritta per il concorso, ma fa parte del mio libro di Oneshot, che ha come protagonisti i personaggi di Rick Riordan.
Come avrete notato ho caricato su questa pagina un video da YouTube, che non è altro che una canzone.
Perché una canzone?
Questo, perché il racconto che avete qua sotto, va di pari passo con la musica, quindi leggere questa oneshot senza musica è come vedere un film senza attori principali. Insomma non ti lascia niente!
Quindi il mio consiglio è quello di cliccare sullo start e leggere con la musica di sottofondo. Sembrerà tutt'altra storia. ;-)
3° Oneshot
La neve cadeva in piccoli e soffici cristalli da ormai un'ora.
Alex Fierro distolse lo sguardo dal suo riflesso. Due occhi freddi la fissarono di rimando.
Occhi freddi, come il ghiaccio e distanti.
La ragazza venne percorsa da un brivido e subito posò il suo sguardo sui vasi di terracotta che erano sparpagliati per la camera.
Si passò una mano sui capelli e giocherelló con le sue ciocche verdi. Erano giorni che non usciva da quella stanza.
Erano giorni che aveva compiuto una missione in cerca del famigerato martello di Thor.
Erano giorni che veniva divorato e divorata da una malinconia crescente.
Erano giorni che i suoi occhi avevano quella sfumatura cupa e minacciosa.
La ragazza cambiò e si ritrovò a pensare con un sorriso amaro sulle labbra a suo padre Loki.
Strinse i pugni, per poi abbandonarli inermi lungo i fianchi.
Era stanco di quella sua tristezza inspiegabile, di quei suoi cambi di umore e di tutto...
Poi improvvisamente udì qualcuno bussare alla porta e una voce ovattata lo raggiunse:
-Alex so che sei lì dentro. Non credi che sia ora di uscire?-
Magnus Chase.
Il ragazzo sentì qualcosa mutare dentro di lui, ma comunque non si mosse e non rispose.
-Dai, vieni Magnus-
Alex sentì qualcun altro chiamare il semidio dal corridoio.
-Va bene... allora, ehm...ci vediamo- la voce del figlio di Freyr era titubante, ma poco dopo la ragazza udì i suoi passi allontanarsi.
"Il ragazzo ha ragione" le disse una vocina nella sua mente, ma infastidita Alex scacciò via quei pensieri.
Sarebbe uscita quando sarebbe stata pronta. Punto.
La sua crisi era solo una delle tante che aveva già avuto in passato, non doveva preoccuparsi, ma...
Ma qualcosa le diceva che era diversa, in qualche modo era differente da quelle precedenti.
Con frustrazione la ragazza si diresse verso il centro della camera dove una delle sue opere incompiute la stava aspettando.
Si mise a lavorare la terracotta. Quello era un passatempo che le consentiva di concentrarsi e rilassarsi.
Mentre le sue mani lavoravano automaticamente la terra, lei si perse nei suoi pensieri.
Magnus Chase.
Quel nome le rimase impresso nella mente. Chi era quel ragazzo per lei?
Una persona che giudicava e basta. Uno come tanti che si soffermava alle apparenze e ai pregiudizi.
Con un sospiro provò a scacciare l' immagine del semidio dai suoi pensieri. Ma inutilmente.
È un idiota. Si disse.
Non è nessuno.
Eppure era stato l'unico che era venuto a bussare alla sua porta...
Con un gesto deciso la ragazza mandò in frantumi il suo lavoro e frustata andò a stendersi sul letto.
Non sopportava non capire il suo umore, odiava essere una spettatrice esterna di se stessa.
Chiuse gli occhi e i ricordi le tornarono.
Una banda di ragazzini la scherniva e la spintonava.
Un altro ricordo ancora, la vedeva protagonista di prese in giro continue e di espressioni disgustate.
Alex si ritrovò a stringere i pugni.
Perché non veniva accettato?
Perché!?
Perché le uniche reazioni erano di ribrezzo o sorpresa?
Calde lacrime iniziarono a bagnarle le guance.
Ogni perché una lacrima.
Ogni lacrima un'ingiustizia.
-Alex?-
La ragazza aprì gli occhi di scatto.
-Stai bene?-
E poi per la prima volta rispose.
-Sí...- Magnus dall'altra parte del muro non rispose -Vattene!-
Per quanto si fosse sforzata la sua voce ebbe un leggero fremito.
-Stai piangendo?-
Come sempre il ragazzo era perspicace.
-No. Cosa vuoi?-
La ragazza si alzò dal letto e asciugandosi gli occhi si diresse verso la porta.
-Niente...insomma...ci stai facendo preoccupare un po' tutti...- ammise il figlio di Freyr.
-Beh. Sono libera di fare quello che voglio!- il suo scudo era tornato. Il suo compagno fedele.
Silenzio. Dall'altra parte della porta non giunse alcuna risposta.
La ragazza immaginó che il figlio di Freyr se ne fosse andato.
La semidea si ritrovò a imprecare tra sé e sé: ma perché rispondeva sempre così male? Perché doveva sempre respingere chi cercava di aiutarla? Perché?
Un altro ossimoro nel suo carattere. Da una parte si sentiva in colpa per aver scacciato Magnus in quel modo, dall'altra invece provò soddisfazione.
"Sei sola"
Questa volta la vocina nella sua testa la prese alla sprovvista.
No, non sono sola!
Ma proprio nel momento in cui lo pensó si rese conto che era una menzogna. Era sola e solo.
Lo era sempre stata. Un granello di sabbia nero in mezzo a milioni di conchiglie.
Insulsa.
Inutile.
Bugiarda.
Tremendamente in rabbia con se stessa e il mondo.
La ragazza appoggiò il viso al muro e sospirando si accasciò a terra.
Perché doveva essere tutto così complicato?
La figlia di Loki si guardò le mani. Le vene blu pulsavano a ritmo del suo battito accelerato. Le dita fremevano mentre le sue unghie lasciavano piccole mezzelune incise sulla pelle candida.
E poi, senza pensarci.
Con un passo solo.
Con gli occhi arrossati dal pianto.
Con le mani tremanti.
Alex andò ad aprire alla porta.
Non le importava se l'avessero vista e visto in quello stato.
L'unica cosa che contasse era trovare qualcuno che potesse aiutarla.
Aprendo la porta la semidea si ritrovò a fissare due occhi grigi. Intensi e sorpresi.
-Alex?-
La figlia di Loki arretrò, ma poi venne sospinta a soppesare quello sguardo. Quei pozzi di luce grigia.
E in quel momento venne attraversata da un brivido gelido e caldo allo stesso tempo.
Senza pensarci la ragazza si buttò tra le braccia di Magnus Chase.
Le lacrime iniziarono a scorrere su sentieri invisibili ormai tracciati da anni di lotta e fatica.
Il semidio non la scostó, anzi dopo un primo momento di esitazione la strinse ancora più forte.
-Idiota- boffonchió Alex scostandosi un poco dal figlio di Freyr.
-Grazie-
La figlia di Loki si sorprese e asciugandosi le lacrime guardò Magnus -Perchè mi ringrazi?-
Il ragazzo arrossí -Che mi hai permesso di aiutarti...-
La ragazza si sentì punta sul vivo.
Nessuno l'aveva e lo aveva trattato in quel modo. Nessuno.
-Nessuno mi ha mai aiutata- diede voce ai suoi pensieri.
-E io sarei Nessuno?- disse con un sorriso sghembo Magnus.
La figlia di Loki sorrise.
-Grazie-
E circondò con le braccia le spalle del semidio. Un abbraccio vale più di mille parole.
I due ragazzi rimasero in quella posizione per molto tempo.
E per la prima volta Alex Fierro si sentí realmente a suo agio.
Lasciò cadere la sua armatura, ormai arrugginita. Lasciò che si frantumasse, rompesse e scheggiasse.
La ragazza aprì il proprio cuore e permise che il ragazzo dagli occhi grigi ne afferrasse una parte.
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Fierro Chase e il Mondo Di Magnus [Completata]
Fan-FictionTra curiosità, una fan fiction completa, oneshots e notizie di attualità, pronti ad immergervi nel mondo di Magnus Chase? In questa raccolta non scriverò solo oneshot sulla Fierro Chase, ma mi occuperò anche della saga di Magnus Chase. Insomma quant...
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