Fierro Chase (parte 57)

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Scusate il ritardo ma settimana scorsa ho avuto tantissimi scritti da consegnare😫
Spero il capitolo vi piaccia. Buona lettura!

***

Niddoghr fremeva.
Il Serpente del Mondo lo sovrastava in altezza e le sue fauci erano il doppio di quelle del Divoratore.
Niddoghr aveva paura. Una marcia e primordiale paura.
La città era in subbuglio. Sembrava uno di quei formicai che i bambini crudeli si divertono ad allagare : le persone sciamavano come insetti allontandosi il più possibile da quel campo di battaglia e correvano, cercando la salvezza. Tutti stavano scappando dai due giganteschi serpenti. Tutti tranne un drago, che restava piegato scompostamente a terra.
I due mostri si guardavano negli occhi, incuranti del formicaio sotto di loro. Occhi gialli contro occhi gialli.
Passarono minuti interminabili.
E
poi
Jormungand
si
schiantò
su
Niddoghr.
Caos. I due mostri si intrecciarono in un caos fatto di squame e zanne. La lotta si fece subito violenta e sanguinosa. Furia omicida si sprigionava dai due corpi annodati l'uno all'altro. Caos e morte.
Gli enhjiari erano riusciti a ripiegare ed ad allontanarsi in tempo, ma molti purtroppo non erano stati così fortunati: numerosi corpi erano disseminati per la piazza e l'odore del sangue aveva già iniziato ad impregnare l'aria.
Ma in mezzo a tutto questo un piccolo drago restava immobile.
Era un miracolo che i due giganteschi serpenti non l'avessero ancora schiacciato. Un miracolo.
Il drago ebbe uno spasmo. Poi un altro e infine mutò.
Il corpo di una ragazza sostituí quello imponente della creatura.
L'esile figura crollò a terra. Difficile dire se fosse ancora viva.

***

Magnus sentì la pressione su di lui diminuire per poi sparire completamente. E poi percepì un corpo leggero come una piuma cadergli sopra.
Il sangue ricominciò a circolare normalmente e il suo cuore ritornó a battere con ritmo stabe. Riuscí a spalancare gli occhi.
La prima cosa che vide fu una chioma verde sul suo petto. Poi un braccio attorno alla sua vita e infine riconobbe il corpo esamine di Alex. Jack giaceva al suo fianco.
-Alex!- esclamò con voce strozzata.
Fece per spostarsi ma immediatamente percepì una sostanza viscosa inzuppargli il petto. Con orrore si rese conto che era sangue, tantissimo sangue che aveva iniziato a sgocciolare dalla schiena della semidea. Ci passó sopra una mano e quando la ritrasse la ritrovò ricoperta di sangue.
-Alex- provò a chiamarla di nuovo. Le spostò una ciocca e le accarezzò la fronte, -ora ti tiro fuori da qui-
Fortunatamente la ragazza respirava ancora, ma non ci voleva un medico per capire che era solo questione di tempo prima che il suo cuore smettesse di battere definitivamente.
Il figlio di Freyr cacciò indietro le lacrime e si concentrò sul proprio potere. Subito una fioca luce pulsante gli fece pizzicare le mani e posò entrambi i palmi sulla schiena della  ragazza. Seguì il contorno della ferita e inorridì quando i suoi polpastrelli toccarono qualcosa di duro e scivoloso: osso.
Si morse il labbro e si concentrò ulteriormente sul proprio potere.
Dai Alex, dai Alex, dai Alex. Sentì le ossa spostarsi, le cartilagini riformarsi, i nervi ricostituirsi e infine la pelle squarciata ricomporsi.
Non seppe dire quanto fosse passato: grondava di sudore e il cuore gli batteva all'impazzata. Era stanco, maledettamente stanco, ma almeno era riuscito a salvare Alex.
Solo ora si concesse il lusso di guardarsi attorno, era stato talmente preso dalla figlia di Loki che non si era reso conto di cosa lo circondasse.
Si accorse così della terribile lotta che stava avendo luogo nelle acque della baia. Strabuzzò gli occhi quando vide l'altro gigantesco essere avvinghiato a Niddoghr e lo riconobbe subito: era Jormungand, il Serpente del Mondo. Ma cosa ci faceva lì?
Magnus si issó lentamente sui gomiti, attento a spostare il meno possibile il corpo di Alex e poi, con un sforzo, riuscì a rimettersi in piedi prendendo in braccio la ragazza svenuta. Avvicinò la sua testa al petto e le fece da scudo con le proprie braccia.
Si guardò attorno. Dove erano finiti tutti? Individuò dei corpi sparsi a terra e trattenne un senso di nausea mentre la voragine nel suo petto iniziò ad aprirsi. Dolore, quanto dolore...
Stava ancora scannerizzando l'area con gli occhi quando un fragore colossale lo spinse a riportare l'attenzione sulla mostruosa lotta: Jormungand aveva spinto Niddoghr contro un palazzo, causandone il cedimento. Ora tutto l'edificio stava venendo giù e loro due erano proprio lì sotto.
-Corri, corri Magnus!- Jack gli strilló nell'orecchio.
E il semidio cominciò a correre. Sentiva il raccapricciante rumore dei calcinacci che cadevano come meteoriti dietro di loro e ad un certo punto tutto piombò nell'oscurità: il palazzo aveva coperto la luna che splendeva sopra di loro. L'intero edificio stava per schiantarsi.
Magnus mise ancora più forza nei suoi passi, e con la ragazza premura contro di lui fece un altro scatto. Andiamo, andiamo!
Con la coda dell'occhio vide qualcosa piombare al suo fianco, ma si costrinse ad andare avanti. Non stava correndo solo per la sua vita. Ma anche per quella della ragazza che amava e volendo anche per quella di Jakc, che rimaneva al suo fianco incitandolo a muoversi.
E poi tutto accadde.
L'ombra del grattacielo sotto di loro si fece più grande, inghiottendoli completamente. Ma allo stesso tempo un cavallo alato si smaterializzò al loro fianco.
-Saltate su!- urlò la paladina.
Senza pensarci due volte Magnus issò Alex sul dorso della creatura.
La valchiria strinse le braccia della ragazza attorno alla sua vita e porse una mano al semidio ancora a terra. Lui l'afferrò e il cavallo decolló in quello stesso istante. Sentì il sangue fruirgli alla testa e un senso immediato di vertigine.
Erano ancora sotto l'ombra del palazzo e solo allora Magnus arrischiò a guardare sopra di loro: una manciata di metri li dividevano dal diventare sottilette.
Ma erano troppo lenti, il carico era troppo pesante. La ragazza si voltò a guardarlo con il terrore negli occhi.
Poi il cavallo viró bruscamente e lei perse la presa.
Magnus la sentì urlare mentre lui cadeva verso il basso. Afferrò Jack e poi il palazzo si schiantò sopra di loro, inghiottendoli.
Ma non era finita.
Il ragazzo sentí Jack frantumare una finestra e poi si ritrovarono all'interno dell'edificio. Sotto di loro le mura si accartocciavano e impattavano contro l'asfalto.
-Piú veloce, dobbiamo salire su!- urlò Magnus.
Iniziarono a fare lo slalom tra i corridoi interni. La forza di gravità faceva piovere loro addosso scrivanie e sedie, ma almeno spalancava le porte. Sfrecciarono in un altro ufficio e per poco non vennero investiti da una macchinetta per il caffè.
Jack imprecò ma la schivó in tempo, Magnus invece non fu abbastanza veloce e la colpí con la spalla destra.
Sentì le cartilagini piegarsi, ma riuscì a mantenere la presa sull'elsa della spada magica. La spalla gli andava a fuoco, ma non c'era tempo per preoccuparsene: adesso dovevano uscire da lì prima che il palazzo si schiantasse definitivamente a terra.
Una poltrona volò loro addosso, ma entrambi si abbassarono contro il pavimento verticale. Altri oggetti continuarono a piovere contro di loro e poi finalmente la videro: una finestra e la luna risplendere dietro di essa.
-Ci siamo!- urlò Magnus e Jack frantumò il vetro. Le schegge aprirono profondi tagli sulle braccia e sulle gambe del ragazzo, ma l'armatura prevení qualsiasi uscita di sangue.
Si ritrovarono a volteggiare all'aria aperta. Sotto di loro giaceva il cadavere di un grattacielo, mentre sopra di loro brillava serena la luna.
Alla vista dell'astro un brivido lo colse. Poi spostò lo sguardo sullo skyline attorno a loro: Boston era completamente distrutta. In poche ore  si era trasformata in un cumulo di macerie. La sua casa.
Cercò la sagoma di un cavallo alato e sospiró di sollievo quando la vide poco distante da loro. La creatura si tuffó in picchiata e in pochi istanti li raggiunse.
-Non so come tu abbia fatto- gli urlò la valchiria, Beatrice, Magnus ricordò il suo nome, -ma è stata una delle cose più incredibili che abbia mai visto-
Il ragazzo si limitò ad accennare un sorriso stanco e poi puntò i suoi occhi su Alex. Con l'aiuto di Jack riuscì a montare a cavallo e avvolse subito le sue braccia attorno alla ragazza. Ce l'avevano fatta.
Attorno a loro tutto scomparve.
C'erano una valchiria, un pegaso e loro due. C'era una promessa che alleggiava nell'aria, sottoforma di una lotta brutale che stava per porre la parola "fine" al Ragnarok. I ragazzi  si lasciarono dietro i due mostri e puntarono al quartier generale.
Una promessa fatta di speranza.

 Una promessa fatta di speranza

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Nota autrice.

Ammetto che è stato impegnativo scrivere questo capitolo (è anche uno dei più lunghi 😂), ma è stato anche elettrizzante. Spero vi sia piaciuto, a presto!

Fierro Chase e il Mondo Di Magnus [Completata]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora