Tra curiosità, una fan fiction completa, oneshots e notizie di attualità, pronti ad immergervi nel mondo di Magnus Chase?
In questa raccolta non scriverò solo oneshot sulla Fierro Chase, ma mi occuperò anche della saga di Magnus Chase.
Insomma quant...
Magnus doveva trovare a tutti i costi un modo di evadere. Doveva subito avvisare gli altri di ciò che aveva scoperto. Di ciò che gli era stato raccontato. Aver sconfitto Loki non aveva ritardato il Ragnarok, anzi aveva lasciato spazio ad un'altra persona ancora più spietata. Il figlio di Freyr rabbrividí al solo pensiero della fine del mondo. Non poteva perdere tutto, non poteva perdere Alex Fierro. Per questo motivo doveva fuggire al più presto. Aveva iniziato a studiarsi la planimetria di quel posto, ormai era lì da giorni, e non ci aveva messo molto a capire che la pianta era quadrata. Ma questo non lo poteva aiutare molto, era cieco e non sarebbe mai riuscito a eludere la sorveglianza. Doveva architettare un piano. All'improvviso una luce lampeggió nella stanza e per poco Magnus non prese un colpo. Giró la testa verso la fonte luminosa, nella stanza c'era qualcun altro. -Magnus Chase- disse una voce femminile cristallina e pacata. Magnus si alzò -Chi è?- -Colei che ti aiuterà ad uscire- Il figlio di Freyr si accigliò - È impossibile uscire da qua- -Per un umano sì, ma per una dea tutto è possibile. Avvicinati figlio di Freyr- Magnus lentamente fece come gli era stato richiesto. Adesso davanti a sé poteva scorgere una calda pulsazione di luce rosata. -Mi avevano detto che eri stato accecato- il tono si fece fermo -È vergognoso che gli dei non vogliano venire a salvarti- -Cosa?- balbettò il ragazzo. -Gli Asi e i Vani discutono ancora. Tuo padre e tua zia sono fermamente convinti che debbano mandare qualcuno a salvarti, ma solo pochi li appoggiano- Magnus non era molto sorpreso, gli dei potevano essere meschini. -Perchè mi vuoi aiutare, e chi sei?- -Puoi chiamarmi Syn. Sono la Guardiana delle Soglie- la voce si caricó di un tono sicuro -Ti sto aiutando perché ho sentito le tue preghiere e perché è ora che io faccia la mia parte- Magnus si accigliò. Non aveva mai sentito parlare di una dea chiamata Syn. -Non dubitare Magnus Chase. Non mi conosci, anzi sono pochi quelli che ancora rammentano il mio nome. Sono stata per secoli isolata, ma gli accadimenti degli ultimi mesi mi hanno costretta a ritornare al mondo presente. Il Ragnarok non è raccomandabile per nessuno- In quel momento il semidio sentí una sorta di affetto verso la dea. Era l'unica che aveva deciso di dargli una mano e non sembrava vivere nell' atarassia come gli altri dei. -Come posso sdebitarmi?- Syn rimase in silenzio per un po' - Ricorda a tutti della mia esistenza - disse infine -Una divinità finisce di esistere se viene dimenticata- Il semidio rimase colpito da quelle parole -Certo- promise e in quel momento si rese conto che gli dei non erano così invincibili come volevano far credere. -Posso farti uscire da qui- Syn si avvicinò -Ma una volta là fuori dovrai vedertela da solo. Non posso aiutarti in quel campo, la mia giurisdizione rimane solo negli ambienti chiusi- Il ragazzo annuì. Era sempre meglio di stare rinchiusi e sotto le grinfie di uno spietato assassino -Devo subito avvisare gli altri- disse alla dea -Lui è molto potente e non si fermerà davanti a niente pur di scatenare il Ragnarok- Magnus si prese la testa fra le mani e strinse con forza gli occhi -È un mostro- Syn taceva, solo allora il ragazzo di accorse che la luce era scomparsa. Era rimasto solo. Si risdraió sulla brandina e si chiese se per caso non si fosse immaginato tutto. Comunque sia, si disse, adesso ho qualcosa in cui sperare
***
Alex si pietrificó. Era stata scoperta. Doveva saperlo che nessuno poteva lasciare il Valhalla senza essere visto. Imprecò mentalmente, ormai era inutile fingere, avrebbe affrontato il suo destino. Hunding, il custode, era nello studio del direttore e la stava guardando mentre si arrampicava sull' Albero. Helgi era con lui, ma per fortuna era girato di spalle. -Sono fregata- Alex digrignó i denti. Era partita presto quella mattina, dopo aver lasciato un biglietto indirizzato ai suoi compagni di piano e a Sam, con lo zaino in spalla aveva iniziato ad arrampicarsi sull'albero della sua stanza, e in poco tempo tempo aveva raggiunto il tronco principale. Lo scoiattolo non si era ancora fatto vedere, ma purtroppo lei si era fatta vedere. Adesso Hunding la fissava a bocca aperta. Passarono attimi interminabili, poi il guardiano fece una cosa del tutto inaspettata: abbassó il capo e fece finta di niente. La figlia di Loki era incredula, ma poi si ricordò anche dell'occhiolino che le aveva indirizzato il giorno prima. Hunding aveva sempre saputo quello che voleva fare, anzi l'avrebbe aiutata se necessario ed Alex capì perché: Magnus era sempre stato gentile con lui, e come un amico, anche Hunding non voleva vederlo rinchiuso per l'eternità. La semidea si riscosse velocemente e continuò la discesa. Sapeva dove stava andando. La voce del sogno era venuta a farle visita una seconda volta quella notte e con indicazioni precise.
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