Fierro Chase (parte 45)

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Il mondo esplose.
Un'ondata di energia di propagò per la baia di Boston, seguita da un vento gelido che iniziò a soffiare con così tanta violenza che in poco tempo un uragano iniziò a prendere forma. I tetti di molte case vennero spazzati via e iniziarono a vorticare in aria come impazziti. Ora, lamiere e tegole piovevano dal cielo.
Una seconda ondata di energia si schiantó sulla città, e questa volta Magnus venne colpito in pieno.
Il semidio volò all'indietro e andò a sbattere contro una macchina parcheggiata. Il colpo gli mozzò il fiato e vide le stelle per alcuni istanti.
Poi il vento gelido sembrò avvolgerlo e Magnus vide le sue dita farsi blu per la temperatura.
-MAGNUS!-
Il ragazzo giró la testa e vide Halfborn gesticolare con foga verso di lui.
-GIÚ!-
il semidio fece appena in tempo a comprendere quelle parole che qualcosa gli saettò a pochi centimetri dalla testa.
Quell'oggetto volante andò a schiantarsi contro una vetrina e schegge di vetro iniziarono a sollevarsi per aria. Il ragazzo non se lo fece ripetere due volte e si allontanò dalla macchina per andare a rifugiarsi in un vicolo lì vicino.
Ad ogni passo lampi neri gli saettarono davanti agli occhi e quando si appoggiò al muretto di mattoni aveva il fiatone.
Halfborn lo raggiunse poco dopo, braccia e gambe ricoperte di graffi e schegge di vetro conficcate nelle mani.
-Per Odino! Cosa sta succedendo?- Halfborn guardò con occhi spalancati l'inferno che li circondava.
-Non ne ho idea- Magnus strinse i denti e un bagliore dorato li circondò.
In pochi istanti le schegge, i graffi e le contusioni dei due ragazzi sparirono.
-Dobbiamo trovare gli altri-.
Il berserker annuì.
Un' altra ondata di energia li raggiunse, ma stavolta Magnus si tenne ben stretto al muro. Il ragazzo guardò Jack, ma sembrava che quella strana energia avesse mandato in corto circuito la sua spada. Era possibile?
Jack ora appariva come un semplice pezzo di metallo fra le sue mani, nulla di più.
Il freddo di quel vento soprannaturale gli soffió con tanta violenza in faccia che fu costretto a chiudere gli occhi.
Cosa diavolo stava succedendo?!
Quando riaprì gli occhi vide Halfborn con in mano due coperchi dei bidoni della spazzatura.
-Serio?-
-Hai idee migliori?- il ragazzone scrollò le spalle e gli porse uno dei due coperchi. -Dovrebbero proteggerci-
Due minuti dopo iniziarono a correre in mezzo alla strada. Ogni tanto qualcosa saettava loro vicino e più volte furono costretti a usare i coperchi per deviare le traiettorie di vari oggetti volanti. L'uragano soffiava sempre più forte nelle orecchie del figlio di Freyr: la città sembrava tremare e urlare tutt'attorno a loro.
Una brutta sensazione si impossessò del ragazzo. Iniziò a ragionare con più lucidità e si rese conto che quel cataclisma poteva essere solo la prova che gli Dei avevano fallito: Niddoghr era scappato dalla sua eterna prigione.
Urlò, ma il vento portò via la sua voce. No, non era possibile, non era possibile...
Continuarono a correre come due forsennati. E dopo un'infinità di svolte si andarono a scontrare con un corpo caldo.
Mallory cadde addosso a loro, e tutti e tre ruzzolarono a terra.
-Magnus, levati!- la ragazza strilló e lo spinse via.
Il semidio si alzò, ma nella fretta inciampò all'indietro, sarebbe finito ancora una volta rovinosamente a terra se due braccia non lo avessero afferrato al volo.
Magnus alzò lo sguardo e si ritrovò a guardare due occhi bicromi.
-Alex!- il sollievo lo investì e si raddrizzó.
Sam era dietro di lui (perché sì, Magnus era certo che ora Alex fosse un lui). La ragazza batteva i denti dal freddo e aveva le labbra viola. Lei era una mortale, quella temperatura doveva essere ancora più estrema per lei.
-Dobbiamo trovare un posto dove ripararci- urlò lei sopra il vento.
Il figlio di Freyr la guardò e si accorse solo adesso che era ricoperta di sangue scuro dalla testa ai piedi, come Alex e Mallory.
-I lupi hanno smesso di arrivare- disse Alex, -e poi c'è stata la prima ondata di energia- concluse.
Halfborn annuì con un grugnito e mise un braccio sulle spalle di Mallory.
-Dobbiamo spostarci da qui, prima che anche le macchine inizino a staccarsi da terra...-
Magnus afferrò la mano di Alex, -Sapete dove sono TJ e Luna?-
I tre ragazzi scossero la testa.
-Non abbiamo tempo ora per cercarli, TJ è in buone mani se c'è Luna con lui- Sam iniziò a tremare ancora di più.
-Andiamo, dobbiamo cercare un riparo-
Iniziarono a correre tutti insieme e dopo neanche duecento metri videro un grosso edificio sulla loro destra. Di tacita intesa si precipitarono verso il portone di ferro.
-È chiusa!- Mallory afferrò con forza la maniglia.
-Aspetta- Halfborn si allontanò di quattro passi e poi si schiantó contro il metallo. La porta stridette all'impatto, ma i cardini ressero.
Il vento urlava nelle loro orecchie ed era solo questione di attimi prima che qualcosa di accuminato li colpisse.
A quel punto Alex si girò con calma mortale verso sua sorella. -Dammi uno dei tuoi fermagli-
Magnus lo guardò con fare interrogativo. Cosa voleva fare?
-Ragazzino- il berserker grugnì, -Non è il momento di giocare al parrucchiere-
Il figlio di Loki gli rivolse un sorriso freddo, e scrollò le spalle. -Adesso vedrai-
Sam si sfilò uno dei fermagli con cui teneva il velo ben saldo in testa e lo porse ad Alex, anche lei non nascose la sua perplessità.
-ATTENZIONE!-
L'avvertimento di Mallory arrivò alle orecchie di Magnus un attimo prima che una bicicletta si schiantasse ad un metro da loro. La furia del vento l'aveva sbattuta contro il muro ad una velocità tale che il telaio di metallo si piegò e le ruote schizzarono in aria. Mancarono per un soffio la testa del semidio e iniziarono a vorticare come impazzite.
-Fai quello che devi fare, ma fai in fretta- Mallory incitò Alex con fare sbrigativo.
Il ragazzo allora si accucció davanti alla porta e iniziò a ravanare con la forcina e la serratura. In meno di un minuto si sentì un flebilissimo "click" e la porta si aprì davanti a loro.
Mallory sollevò un sopracciglio, -Non sapevo fossi uno scassinatore-
-E non lo sono- il ragazzo guardò Magnus, -Ma vivere per strada ti insegna alcune cose-
Magnus ricambiò lo sguardo dell'altro semidio, e in quei suoi splendidi occhi ci trovò una nota di afflizione e dolore. Ed era sicuro che lo stesso si potesse leggere nei suoi stessi occhi.
Entrarono nella struttura e iniziarono subito a guardarsi attorno. Era un magazzino, e tantissime casse di legno erano impilate in ordinate file.
-E adesso che si fa?- .
Sam, con le mani sotto le ascelle e i denti che battevano, guardò Alex con un'espressione talmente lugubre che Magnus rabbrividí. -Ora aspettiamo- rispose ed andò a cercare l'occorrente per accendere un fuoco.

Fierro Chase e il Mondo Di Magnus [Completata]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora