Fierro Chase (parte 11)

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Nota:

Da questo capitolo inizierò a fare più riferimenti al terzo e ultimo libro della trilogia. Spero lo abbiate letto tutti, non vorrei fare spoiler involontari.

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Alex era al secondo giorno di marcia e ancora non aveva visto ombra di quei tanto famosi cervi. Che la voce nel sogno l'avesse preso in giro?
Anche se non si era più presentata, la cosa non aveva importanza: aveva tutte le informazioni che gli servivano.
Le ore passavano abbastanza in fretta, per Alex il tempo non era mai noia, anzi era un'occasione per pensare e riflettere. Cosa stavano facendo gli altri? Cosa stava facendo Magnus? Cosa c'era dietro la scomparsa del figlio di Freyr?
Interrogativi su interrogativi che esigevano tutti una risposta. Il figlio di Loki era stanco di quelle domande sospese nel nulla...
Fu in quel momento che udí il rumore di una ramo che si spezza. Si fermò e drizzò le orecchie. Lo schiocco si ripeté. C'era qualcosa nelle vicinanze.
Con passo felpato seguì il suono, passò di ramo in ramo e finalmente giunse ad una piccola radura formata da un intricato incrocio di tronchi. Su quella piccola terrazza naturale stavano brucando quattro meravigliosi cervi.
Li ho trovati! Alex venne invaso dalla gioia e ringrazió mentalmente chi aveva ascoltato le sue preghiere.
Gli animali avevano eleganti corna di cristallo e il manto dorato chiazzato da quelle che sembravano essere pietre preziose. Gli zoccoli parevano fatti di argento puro e scintillavano con il resto creando un'atmosfera quasi magica. Alex rimase imbambolato da tale spettacolo, poi uno dei cervi, quello che aveva la pelliccia con più rubini parlò.
-Amici miei, un umano ci sta guardando-
Gli altri tre esemplari sollevarono la testa e uno di essi sbuffó -Cosa vuole?-
-Dainn, non è così che si trattano gli ospiti- lo riprese il primo cervo -Chi sei forestiero?-
Alex non vide molte alternative e sgusció fuori dal suo nascondiglio -Vi stavo cercando-
-Un figlio di Loki!- strilló uno dei due cervi che ancora non aveva parlato e muggí indignato.
-Non essere scortese Duneyrr- disse l'altro cervo -vediamo cosa ha da dire questo giovane argr-
Alex si irrigidì. Non gli piaceva quel termine, preferiva gender-fluid, ma si riscosse in fretta -Mi hanno detto che sapete e vedete tutto-
-È così- Dainn sollevó la testa con fare fiero -Noi siamo i Quattro: Dainn, Dvalinn, Duneyrr e Durabor. Ci chiamano anche i Quattro della DI, se ti può interessare-
-Non credo che l'umano sia qua per farsi sentire dire come ci chiamiamo- disse il cervo pieno di rubini -Lo sai che c'è un prezzo per quello che chiedi?-
Il semidio lo aveva immaginato  -Cosa volete in cambio delle vostre informazioni?-
-Mmm- quello che doveva essere Dvallin si fece pensieroso -tempo fa, mentre dormivamo un umano ci ha tagliato metà corno a testa-
Solo allora Alex si accorse che i quattro animali avevano un corno di cristallo più basso dell' altro -Se potessi recuperare quei quattro pezzi, riceverai in cambio tutto quello che chiedi-
Fantastico. Questo gli avrebbe fatto perdere tempo -Almeno sapete dove posso trovare il ladro?-
Durabor annuí -Qui vicino c'è un ingresso per Nidavellir. Il ladro si è nascosto là, non ti sarà difficile trovarlo, si chiama Fafnir-
-Quindi devo cercare un cosidetto Fafnir?-
-Esatto- i Quattro lo guardarono con occhi di zaffiro -Rendici le nostre corna e ti aiuteremo-

***

Il figlio di Freyr aspettava e aspettava. L'ultima conversazione con Niddoghr lo aveva riempito di terrore puro e con le sue parole cariche di odio in testa si addormentò.

Si trovava in una radura, ma il bosco era secco e morto. Non c'erano foglie né alcun tipo di vegetazione. Con un tuffo al cuore si rese conto che non era solo: Alex, che in quel momento era decisamente un maschio, stava camminando sopra quella sterpaglia marrone.
Magnus avrebbe voluto gridare, ma la lingua non rispose al suo volere. Fece per corrergli incontro, ma non si mosse di un millimetro. Era imprigionato nel sogno
Come un automa Magnus seguì Alex attraverso la radura. Il semidio si era sfilato la garrota dalla cintura e si guardava attorno con circospezione. Cosa stava cercando?
All'improvviso si sentì un ruggito scuotere gli alberi. Uno stormo di corvi si libró in cielo con un gracchiare sinistro, seguito da un secondo ruggito.
Vide Alex stringere la presa sui capi della garrota. Era teso.
Con passo deciso si diresse verso il punto da cui erano volati via i corvi e Magnus lo seguì. Giunsero davanti ad una grotta scavata in un cumulo di roccia. Anche nel sogno si poteva sentire il puzzo tremendo: in confronto la discarica di Boston era un campo di rose profumato.
Il figlio di Loki trattenne una smorfia e si affacciò all'ingresso della piccola caverna. La visibilità si perdeva quasi subito, l'ingresso infatti, dopo un paio di metri veniva inghiottito dal buio totale.
Il ragazzo prese un respiro e si buttò nell' insenatura. Dentro l'odore era ancora più persistente e disgustoso. Magnus non sapeva con quale forza di volontà Alex continuasse a procedere nel buio inperterrito.
Finalmente il cunicolo si allargò in un ambiente più vasto e luminoso, in cui si poteva stare tranquillamente con la schiena ritta. La grotta era alta e decine di stalattiti pendevano dal soffitto roccioso. Si sentivano delle gocce d'acqua cadere a intervalli regolari e una leggera brezza soffiare dal piccolo tunnel dal quale i due semidei erano appena sbucati. Sul soffitto dei buchi facevano intravedere l'azzurro del cielo.
All'improvviso si sentì un rantolio rieccheggiare per le pareti della caverna e qualcosa si mosse a ridosso di una parete in ombra.
Il figlio di Freyr trattenne il respiro e guardò con terrore cosa stava spuntando dalle tenebre: una chiostra di denti affilati, due occhi gialli, delle squame rosse. Un drago.

 Un drago

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Fierro Chase e il Mondo Di Magnus [Completata]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora