E vien di tenebra,
Il drago che vola,
La serpe scintillante
Da sotto Nidafjoll.
Porta tra le sue ali,
sulla pianura vola.
Niddoghr, i morti.
Ora si inabissa.
Alex si riscosse quando sentì una mano posarsi sulla sua spalla. Si girò e non fu sorpresa di vedere Sam appena dietro di lei.
-Tutto bene?- chiese la sorella.
Alex indicò la vista davanti a loro: molte macchine stavano lasciando la città in fretta e furia, cariche di bagagli e piene di facce sgomente dietro ai finestrini. -Direi che l'idea di Magnus ha funzionato-
La Valchiria annuì -Entro qualche ora tutti avranno abbandonato la città-
-Giá- Alex strinse le labbra in una linea sottile pensando al Rifugio e ai molti senzatetto che si stanno spostando in quel momento.
-Secondo te abbiamo qualche possibilità?- Sam si affiancó a lei guardando la fila di auto.
-Credo di sí- ammise Alex, -ma è meglio non farsi troppe illusioni-
-Hai ragione- li interruppe TJ avvicinandosi alle due ragazze. Scrutava il cielo, dove il sole sembrava essersi bloccato nella volta celeste e dove poco distante si poteva intravedere la sagoma della Luna. Da quando il dio era stato ucciso l'astro solare sembrava essersi fermato in mezzo al cielo. Era da cinque ore che non dava segno di spostarsi.
Ma guardando TJ, ad Alex non fu difficile immaginare a chi stesse pensando e sorrise tra sé e sé.
Dietro di loro, sempre più semidei stavano uscendo dai portali. Erano tutti armati fino ai denti e Alex fece scorrere lo sguardo su quella fiumana di gente: c'era chi si guardava attorno spaesato; chi si costringeva a sorridere nonostante tutto; chi aveva un'espressione ferma e non degnava di uno sguardo gli altri; poi c'erano persone con gli occhi rossi e le mani tremanti e infine c'erano ragazzi come loro: il viso tirato, ma gli occhi vigili e svegli. Gli enhjiari si stavano dirigendo a gruppi in un campo di tende fissato lì vicino, dove avrebbero ricevuto le direttive dalle Valchirie e poi, sempre a gruppi, si sarebbero sparsi per la cittá, non solo per controllare che tutti i cittadini se ne fossero effettivamente andati, ma anche per costituire una difesae più capillare di Boston.
Magnus non era ancora arrivato e Alex si sentì stringere il cuore.
-Sam! Sam!- una voce si stava facendo largo tra la fiumana di gente.
Alex si voltò contemporaneamente alla sorella, appena in tempo per vedere Amir Fadlan correre verso di loro.
La sorella di Alex aprí la bocca sorpresa. -Amir! Cosa ci fai qui?- esclamò andandogli incontro.
-Ho ricevuto il tuo messaggio, mi hai detto di lasciare la città ma...-
-Devi andartene- Sam aveva una voce spaventata e Alex si avvicinò cautamente alla sorella.
-Ciao fidanzatino- salutò velocemente Amir.
-Ciao Alex- rispose lui, ma tornò subito a guardare Sam. -So che tutto questo riguarda il tuo mondo di dei Norreni- fece una pausa, -è una parte della tua vita, e lo capisco, ma ora riguarda anche me. Ho bisogno di capire quello che sta succedendo- terminò con voce tremula.
Alex si sorprese: Sam non aveva detto niente ad Amir?
L' altra figlia di Loki si morse il labbro preoccupata. -C'era una possibilità di evitare che tutto questo accadesse. Ma abbiamo fallito-
Amir si avvicinò a Sam un po' esitante. -Avresti dovuto parlarmene. Lo sai che mi puoi dire tutto-
Alex lanciò un'occhiata a TJ. Forse era meglio lasciarli soli.
La ragazza fece per andarsene, ma Sam le mimó un muto "resta".
Alex sospirò: sua sorella era una guerriera formidabile, che non tremava davanti a niente, ma che era capace di farsi un sacco di paranoie per questioni d'amore.
-Ti ostini a portare tutto il peso sulle tue spalle- stava dicendo Amir. -Come se tutte le responsabilità fossero tue e come se tutto dipendesse da te-
-Ma è così- protestò debolmente Sam.
-No- Amir le rivolse un sorriso che avrebbe potuto sciogliere un ghiacciaio. -Hai una famiglia, hai degli amici e hai me- l'ultima parola fu poco più di un sussurro.
Alex vide Sam arrossire e abbassare la testa.
-Amir- Alex si schiarí la voce andando in soccorso di Sam. -Ci sei solo tu o anche la tua famiglia è rimasta a Boston?-
-Se ne sono andati tutti via- rispose continuando a guardare Sam. -Sono rimasto solo io-
-Non c'è proprio modo in cui io ti possa convincere ad abbandonare la città?- tentó Sam alzando lo sguardo.
-No-
-Allora è deciso- Alex si avvicinò e diede una pacca sulle spalle di entrambi. -Ma non azzardarti a morire o a metterti in pericolo- si rivolse ad Amir, -non vorrei mai vedere la mia sorellina distrutta dal dolore. Intesi?-
Amir la guardò registrando le sue parole e poi annuì.
-Bene- Alex fece l' occhiolino a Sam. -Che ne dici di andare a vedere se Magnus, Halfborn e Mallory sono arrivati?-
Non erano ancora arrivati, ma in compenso aveva fatto la sua comparsa Luna. La dea stava parlando con TJ quando la raggiunsero.
Indossava un' elaborata armatura di metallo che la ricopriva da capo a piedi. La falce sulla sua schiena scintillava alla luce di quel sole innaturale e un diadema anch'esso scintillante creava un netto contrasto con i dread della dea.
-Luna- Alex la salutó con un cenno.
La dea la guardò per un momento, poi si schiarí la voce e si rivolse a tutti.
-I nemici si stanno raggruppando- disse, -non abbiamo molto tempo-.
Sam annuì. -Ci stiamo preparando- ed indicò i gruppi di enhjiari che si stavano allontanando.
La dea fece un cenno d'assenso. -Anche noi- e guardò in alto, dove il sole splendeva debolmente.
Alex aguzzò la vista e in effetti iniziò ad intravvedere qualcosa. Sembrava che tante piccole figurine si fossero materializzate dal nulla e vagassero per il cielo di Boston. Gli dei.
E poi arrivò.
Una scossa fece tremare il suolo mentre edifici e alberi iniziarono ad ondeggiare pericolosamente. Alex cadde a terra e sentì la terra sotto di lei tremare violentemente. Cosa stava succedendo?
Poi, come la scossa era arrivata, se ne andò, lasciando un silenzio innaturale dietro di sé.
-State bene?- Alex fece per alzarsi, ma proprio in quell'istante una spinta la fece cadere a terra, seguita dal suono di uno schianto vicinissimo a lei.
Si voltò perplessa e spalancò gli occhi quando vide Halfborn a pochi metri da lei. Aveva la faccia rossa per lo sforzo e tutti i capelli e i vestiti ricoperti da calcinacci. Teneva le braccia distese sopra di sé, cercando di reggere un masso piombato dal cielo. Al suo fianco Mallory aveva gli occhi spalancati per la paura e guardava un punto poco distante da loro.
Alex seguì il suo sguardo e vide per la prima volta il danno del terremoto: pezzi di intonaco cadevano dai palazzi come coriandoli, ma coriandoli di pietra e mattoni e soprattutto, coriandoli letali. Alex capì che Halfborn l'aveva salvata dall'essere schiacciata da uno di quei pezzi di case ed edifici che ora precipitavano verso il suolo a velocità vertiginose.
Un secondo, ma se i due ragazzi erano arrivati, Magnus non doveva essere con loro?
Si girò fulminea e con sollievo notó che tutti gli altri ragazzi si erano già messi in piedi e guardavano sconcertati lo spettacolo di distruzione che li circondava. Oltre a sezioni di edifici interi che crollavano nel vuoto, c'erano alberi caduti a terra, case con i tetti sfondati, strade percorse da spaccature.
-Alex!- la ragazza si voltò verso il suono della voce. La sua voce.
Magnus era lì, che la stava cercando tra le macerie.
-Magnus!- la ragazza urlò, ma immediatamente si prese la testa fra le mani. Una fitta lancinante alla testa l'aveva lasciata senza fiato. Si guardò la mano e vide del sangue rosso sulle dita. Non fece in tempo ad alzare lo sguardo verso la voce che la stava chiamando, che si sentì cadere all'indietro, mentre una cortina di fumo nero la avvolgeva e la faceva sprofondare nel buio.
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Fierro Chase e il Mondo Di Magnus [Completata]
FanfictionTra curiosità, una fan fiction completa, oneshots e notizie di attualità, pronti ad immergervi nel mondo di Magnus Chase? In questa raccolta non scriverò solo oneshot sulla Fierro Chase, ma mi occuperò anche della saga di Magnus Chase. Insomma quant...
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