Fierro Chase (parte 17)

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Finalmente, dopo un paio di ore il canion cominciò ad allargarsi e più luce inizió a filtrare dagli stretti interstizi tra le rocce. E dopo un'oretta la gola si aprì completamente su un'estesa vallata.
La vegetazione era sempre di ferro, ma dopo un giorno chiusa in quello stretto Alex tirò una grande boccata d'aria.
E poi le voci: venivano tutte da lì, da quella valle. Doveva esserci uno strano effetto acustico in quel canion, che l'aveva ingannata a pensare che ci fosse sempre qualcuno dietro l'angolo.
Poi si ricordò le parole di uno dei Cervi "Là vivono mostri e creature pericolose" e deglutí: chiunque avesse incontrato poteva non essere amico.
Poi all'improvviso una voce le arrivò al cuore come un defibrillatore, provocandole una scossa. Una voce che conosceva bene. Magnus!
Si mise a correre, ma così perse completamente la percezione di quello che le accadeva intorno.
Non si accorse perciò di un pesante rombo di passi poco distante di lei né fece caso ai movimenti alla sua sinistra.
All'improvviso si sentì sollevare per la vita e in pochi attimi si ritrovò a venti metri da terra.
Incredula guardò quell'uomo gigante che l'aveva afferrata: il suo corpo si alzava per decine di metri dal suolo, la pelle dell'uomo era cosparsa di funghi e licheni e inoltre era unta. La testa, in confronto piccola è ancora più brutta, si apriva su due occhi di un azzurro intenso, poco sotto, il naso era aquilino e sulle labbra spaccate si apriva una chiostra di denti marci.
-Un semidio!-
La potenza della voce raggiunse Alex come una martellata ai timpani.
-Una semidea- corresse un po' frastornata.
-Un agr, allora- asserì il gigante.
Alex sorvolò sul termine e puntó i suoi occhi in quelli azzurri dell'uomo. Proprio adesso che era così vicina a Magnus doveva farsi catturare?
-Cosa vuoi?- chiese minacciosa.
L'uomo la guardó di rimando. -Un amico-
Questa risposta fece un po' svaporare la rabbia di Alex. -Non posso essere tua amica-
Il gigante la guardò deluso, con un'espressione molto infantile.
-Ma...ma io credevo che tutti volessero essere amici di Hvedrungr-
-Hvedrungr?- la voce della semidea si alzò di un'ottava. -come uno degli epiteti di Loki?-
Hvedrungr sbuffò -Sí, mia madre pensava di onorarlo chiamandomi così-
Il cervello di Alex iniziò a ragionare velocemente -Chi è tua madre?-
-Angrbode, la prima moglie di Loki-
Alex sarebbe scoppiata a ridere: suo padre riusciva a tormentarla anche fin laggiù.
-Quindi tuo padre è...-
-Loki- terminò il gigante con un tono mesto che non sfuggì alla semidea.
-Devi lasciarmi andare- disse più pacatamente.
-No, non posso-
Alex si divincoló -Se non lo fai qualcuno morirà! Sono venuta fin per una missione, e non me ne andrò finché non l'avrò portata a termine-
Gli occhi di Hvedrungr si fecero più grandi -Stai parlando dell'altro semidio?-
La ragazza si sentì mancare il fiato -Hai visto Magnus?-
-Un ragazzo biondo?-
-Sí-
Hvedrungr annuì. -Stamattina, l'ho percepito-
-Percepito?-
-I semidei non passano inosservati da queste parti. Comunque sì, l'ho percepito e poi l'ho visto-
-Quindi sai dov'è?- lo incalzò la ragazza.
-Si trova nel giardino di Helga, ma non posso portarti. Se gli altri giganti mi vedessero mi ucciderebbero-
Per un attimo Alex fece cadere la maschera della spavalderia e si sentì un po' più vicina a ... bè a suo fratello.
-Perchè dovrebbero ucciderti?-
Hvedrungr scosse la testa -Non è una bella storia. Comunque non posso rischiare di perdere la mia unica amica-
-Ma io non sono tua amica- la semidea decise che poteva fare un atto di fiducia. -Sono tua sorella-
Il gigante trasalì e per poco non perse la presa su di lei -Figlia di Angrbode?-
-No, figlia di Loki-
Gli occhi di Hvedrungr si spalancarono -Allora ti ha mandata per punirmi-
Per un secondo Alex fu tentata di ingannarlo e costringerlo a portarla da Magnus, ma poi si riscosse. Non era come sua madre.
-No, sono una nemica di Loki- assicurò.
Suo fratello si tranquillizzó e delicatamente la posò a terra -Quindi sei qui per salvare il tuo ragazzo?-
-No, non è il mio...-
L'uomo gigante fece un gesto vago con la mano - Non ha importanza: morirà presto, ammesso che non lo sia già-
-Come?- il cuore di Alex sprofondò.
-La famiglia di Helga fa parte di quei giganti che si nutrono della carne dei semidei e dei mortali che capitano qua per caso. Credo che quel Magnus sia già stato mangiato- lo disse come se nulla fosse.
-Mangiato?!- Alex strilló.
-Per questo non posso portarti, è troppo pericoloso-
-E invece dovresti. Se io e il mio...- la voce le tremò -amico riusciamo a fuggire potresti venire con noi-
-E dove? Questa è la mia casa-
-Il Bosco di Ferro?- chiese lei scettica.
-Jarnvidr-
-Jarn...che?-
-E così che sia chiama questo  bosco-
-Ah, e sei sicuro che sia la tua unica casa? Se venissi con me potremmo portarti al ValHalla-
Hvedrungr ebbe un fremito -No, lassù odiano quelli come me-
-E allora potrai andare nel Regno dei Giganti- tentò di convincerlo la ragazza.
L'uomo scosse la testa -Nessuno mi vuole-
-E qui ti sbagli: a Jonuntheim potresti vivere tranquillamente, farti amici e una famiglia-
La semidea pensò che stava esattamente parlando come Magnus. Comunque non aveva importanza, perché quelle parole fecero breccia nel gigante.
-Va bene- si arrese. -Peró dovrai farti trasportare da me. Così forse arriviamo in tempo per salvare il tuo amico, ammesso che non sia già nelle pance della famiglia di Helga-
E su questa nota felice Hvedrungr prese Alex in mano e cominciò a camminare a grandi falcate.

Dopo pochi minuti arrivarono in uno spiazzo arruginito. Al centro c'era una bambina gigante intenta a giocare con delle Barbie attorno ad un tavolo giocattolo, che per lei doveva essere in miniatura, ma per Alex era di dimensioni normali.
L'uomo si avvicinò alla bambina -Ciao Helga-
Lei, che sicuramente li aveva sentiti arrivare, si prese tutto il tempo prima di rispondere.  Non alzò neanche lo sguardo, almeno così non si accorse di Alex.
-Non dovresti essere qua, lo sai cosa ti farebbe mia mamma se ti vedesse?  Lo sai zio Hvedrungr, vero?-
Zio Hvedrungr?
Ma cosa aveva fatto il gigante per inimicarsi anche la nipote?
Poi all'improvviso una delle bambole cadde con un tonfo da una delle sedie.
La figlia di Loki guardò il fantoccio a terra e per poco non prese un infarto quando si mosse.
Il suo cuore sembró fermarsi.
Vide quella che pensava fosse una bambola alzarsi.
I suoi inconfondibili capelli biondi, l'aria da smarrito.
Magnus!
Dentro di lei cinquanta leoni ruggirono contemporaneamente squarciandole il petto.
Al diavolo le precauzioni ! E si libró in aria tramutandosi in aquila.

Al diavolo le precauzioni ! E si libró in aria tramutandosi in aquila

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Nota autrice.

Scusate se mi sono fatta attendere, ma purtroppo Wattpad ha deciso di cancellarmi il capitolo, quindi ci ho messo un po' a riscriverlo... (ero abbastanza infastidita e afflitta :/ )

Nel frattempo però ho terminato il capitolo sui nomi e i loro significati, che troverete scorrendo ;)

Fierro Chase e il Mondo Di Magnus [Completata]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora