Quattro giudici, trentadue concorrenti, undici gare, un solo vincitore. Chi sarà l'autore con il WatFactor? Scopritelo insieme a noi in questa competition! E tu, sei pronto a farti conoscere?
Copertina a cura di @koreleven
Piccola premessa da giudice, ma prima di tutto da lettrice e scrittrice dilettante: i miei giudizi sono oggettivi, basati su esperienze personali in questo campo, e ogni giudice ha un proprio metodo. Critiche ed eventuali appunti negativi vogliono solo essere consigli per farvi prestare attenzione ai dettagli nei vostri testi. Errare è umano e niente di ciò che scrivo vuole essere un insulto alle vostre opere o alla vostra persona. Non mi permetterei mai, perciò prendete ogni parola con le pinze. Per ultima cosa: difficilmente lascio commenti lungo la lettura quando sono io a dover fare da giudice. Ebbene sì, preferisco tenere i commenti personali per una seconda lettura, se trovo la storia interessante, fuori dal concorso. Perciò, in caso di errori, troverete le mie segnalazioni direttamente nella recensione.
Ho avuto comunque il piacere e la fortuna di trovare storie intriganti, che meritano di essere lette, perciò mi complimento con voi. Grazie per esservi uniti a me in questa prima manche e, soprattutto, per la fiducia.
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Partendo da ciò che nei primi capitoli spicca della trama, ovvero la dura perdita di Alexandra e il suo cambiamento per il futuro, il racconto è promettente per quanto riguarda l'argomentazione. Mi è piaciuta la buona dose di introspezione che ho trovato: ha reso il dolore della protagonista reale nei primi paragrafi, nonostante parlare di un argomento così forte come la morte non sia per niente semplice. I personaggi sono stati ben introdotti da descrizioni essenziali, che non appesantiscono la lettura. Non ho potuto non adorare Daniel, il fratello della protagonista, per il loro stretto rapporto (solitamente i fratelli litigano e... litigano). L'ospite misterioso, Nicholas, l'ho trovato invece un po' stereotipato per come è stato introdotto: mi ha fatto venire in mente subito il classico "bello e dannato". Non che sia uno sbaglio, ma toglie qualche punto all'originalità. Le descrizioni sono essenziali, ben inserite e non forzate. Arricchiscono il testo senza renderlo pesante. Lo stile dell'autrice è molto semplice, il testo è scorrevole anche grazie all'utilizzo della prima persona. Uno stile adatto a chi ha voglia di leggere una storia mentre si rilassa davanti a una tazza di caffè. Ho invece molti appunti da fare per quanto riguarda la grammatica, partendo dal titolo. I puntini di sospensione sono tre, non quattro. Non si usa l'apostrofo per sostituire l'accento. Attenzione alle d eufoniche, ai tempi verbali e alle ripetizioni. Ho trovato numerosi errori di punteggiatura, tra cui virgole di troppo, spazi che precedono i punti, spazi mancanti dopo i puntini di sospensione, punti e virgole assenti. Mi è davvero impossibile riuscire a segnalare tutto. Alla base di un buon racconto ci deve comunque essere una grammatica buona, altrimenti il testo risulta fastidioso anziché piacevole. Ho notato inoltre la tendenza a ripetere più sinonimi uno dopo l'altro nella stessa frase (immagino per ribadire un concetto) e sembra solamente un modo per "allungare il brodo" che non aggiunge nulla di più alla trama, rendendo anche il testo ancor più ripetitivo. Trovo davvero strano che non sia mai stato segnalato alcun errore tramite commenti. Per concludere, a parte qualche stereotipo già sentito (che può però essere reso originale dall'autrice), questo racconto ha comunque un grande bisogno di un'attenta revisione per renderlo buono.