Quattro giudici, trentadue concorrenti, undici gare, un solo vincitore. Chi sarà l'autore con il WatFactor? Scopritelo insieme a noi in questa competition! E tu, sei pronto a farti conoscere?
Copertina a cura di @koreleven
Il sipario si apre su una visione onirica ove Brian è il protagonista; seppur breve rispetto agli altri capitoli, rende partecipe il lettore e fa nascere un grande dilemma: quello del piccolo cowboy è un sogno premonitore? Nel sesto capitolo ripiombiamo alla cruda realtà: Nora, la madre, nel pieno di una sfuriata al povero Brian già reo di aver lasciato la sorellina in balia della notte di Halloween e logore dell'abbandono di Mark, viene interrotta dall'arrivo dello sceriffo. Nolan Dandford, reduce da una notte insonne dovuta alla ricerca del bulloMarck, chiede di conferire con il protagonista perché ultima persona ad averlo visto. Inizia così un "interrogatorio" che vede il pensiero di Brian vertere contemporaneamente sulla "menzogna perfetta quando si è sotto torchio". Solo sul finale di capitolo il pensiero dello sceriffo lascia intendere che Brian sia stato colto in flagrante dalla bugia ben confezionata, anche fin troppo. Lo stile autore è come sempre strutturato eccelsamente, la narrazione, i dialoghi, gli stati d'animo e i luoghi sono costruiti con maestria. Perfetti sono la sintassi e il lessico, sebbene ci siano delle ripetizioni di particolari parole ( da basso ). L'originalità è il cardine ove tutto ruota: lo scrittore alterna con la giusta misura suspance e riflessioni, ansia e apprensione, meccanismi e dubbi.
Trama: 20/20 Lessico/grammatica: 30/30 Stile autore: 20/20 Originalità: 30/30
Totale: 100/100
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Premetto, tanto che sono letteralmente rapita da questa storia; la trovo interessantissima a livello di dinamiche e mistero, ma partiamo per gradi. Il quinto capitolo vede Leila al ritorno dall'annuncio carica di gioia e alla porta di casa trova ZB ( il robot domestico) ad attenderla; provo uno spassionato affetto per questo robot che, alla notizia dell'ammissione, canticchia gioioso per poi piangere, adorabile. Successivamente è il dialogo con la zia a mettere e far nascere delle domande: i "privilegiati" ammessi all'accademia non solo statanno 3 anni lì ma saranno impossibilitati dal vedere e sentire le loro famiglie. Ora una domanda sorge spontanea: faranno mica dei lavaggi del cervello? Pregne di mistero sono anche le frasi a inizio capitolo e l'identificazione del soggetto, che le esprime con Studente stanza 134, per citarne uno. Ma ancor più interessante è capire le dinamiche poste in essere dall'inizio del conflitto tra gli Esterni e l'Europa: chi sono questi esterni? Quale Massacro è stato compiuto? Perché c'è il monopolio di tutto? Insomma, tutti interrogativi che albergano nella mente del lettore e anche nella mia. Lo stile autore è di tipo narrativo/descrittivo egregiamente strutturato, vi è la giusta alternanza di diaogo: descrizione di luoghi e cose, di riflessioni introspettive e di avvenimenti. L'originalità... beh, non posso che riconfermare la mente geniale che ha ideato la storia, SEI UN GENIO! Io ribadisco di adorare ogni singola parola, oggetto personaggio: ZB; il ring-phone; i nomi delle aziende con il monopolio, l'intero organico della storia lo rendono di una originalità rara. Complimenti!