Quattro giudici, trentadue concorrenti, undici gare, un solo vincitore. Chi sarà l'autore con il WatFactor? Scopritelo insieme a noi in questa competition! E tu, sei pronto a farti conoscere?
Copertina a cura di @koreleven
Torniamo da Elara, sempre molto ironica, ma questa volta alle prese con un serio colloquio di lavoro in un night club. Non è di certo ciò che spera di fare nel futuro, siccome il suo sogno è fare la scrittrice, ma per fortuna riesce ad avere, almeno, una possibilità di lavoro. La trama inizia a prendere davvero vita, siccome evita Destan per due giorni per i sensi di colpa nei suoi confronti, dato che l'impiego proviene da un annuncio "rubato" a lui. Rivediamo anche Moreen, la sua migliore amica, con cui esce a fare acquisti e che la invita a una festa di beneficenza. In serata la protagonista inizia il suo primo turno di lavoro e qui vengono anche presentati alcuni colleghi; ho come la sensazione che, nei prossimi capitoli, ne vedremo delle belle. In questi capitoli, in confronto ai precedenti, ho trovato i personaggi inseriti in modo ottimale: le descrizioni fisiche sono più presenti, ben scritte e il carattere di ognuno spicca perfettamente. Mi ha incuriosita particolarmente Katherine tra le nuove conoscenze, forse perché incute leggermente ansia trattandosi della barista più professionista, o forse perché non mi ispira troppa simpatia (a pelle, come si dice spesso). La grammatica è sempre buona, anche se ho notato, anche qui, quei piccoli errori di cui ho parlato nella recensione precedente: attenzione alle d eufoniche e alla punteggiatura. Generalizzando su questa lettura, ho notato maggiore originalità in confronto ai primi capitoli, probabilmente perché si entra nel vivo della storia. Lo stile dell'autrice mi piace sempre molto: rende la lettura scorrevole e leggera, accompagnata da una buona dose di introspezione ironica.
TRAMA:18/20 LESSICO/GRAMMATICA: 28/30 STILE AUTORE: 20/20 ORIGINALITÀ: 28/30 TOTALE: 94/100
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Fiamma è ora alle prese con la sua botta in testa, tra messaggi preoccupati di conoscenti e visite di amici, tra cui anche la mamma. Nonostante ciò, in questi capitoli c'è una buona dose di introspezione, in cui racconta di invidiare i suoi colleghi per gli allenamenti che lei non può fare e di essere quasi stanca di tutta questa preoccupazione per lei, ironizzando anche sull'accaduto. Non mancano nemmeno i bei ragazzi, che non guastano mai, tra cui Oliver che mette la protagonista in guardia per quanto riguarda David, descritto come ragazzo poco affidabile. Nemmeno a me questo tizio da una buona sensazione, chissà perché. ;) La trama si evolve di poco, ma sono due capitoli intensi per quanto riguarda l'amicizia, argomento che apprezzo particolarmente quando viene messo in risalto. Forse avrei evitato di parlare così spesso dell'argomento "botta in testa", ma questo solo per evitare ripetizioni nel testo. I personaggi sono sempre ben introdotti, trovo molta padronanza nel loro inserimento tra un pensiero della protagonista e l'altro, caratterizzati anche dai numerosi dialoghi in lingue differenti. Una scelta particolare che giova all'originalità. Sono più presenti anche le descrizioni (argomento a me molto caro), molto semplici ed essenziali, ma ben fatte. La grammatica è molto buona, non ho appunti da fare. L'unico consiglio che do è di fare attenzione ai termini dialettali, non tanto perché sono errati, ma perché non tutti i lettori li capiscono (anche se intuibili). Lo stile dell'autrice, come sempre, mi piace perché è semplice, mai pesante e a tratti anche leggermente ironico. Ciò che ho apprezzato di più in questa lettura sono sicuramente i momenti in cui gli amici si riuniscono, nel bene e nel male, a presenziare nella vita della protagonista.