Ci svegliammo nella tiepida luce del mattino, ancora abbracciati sotto le coperte. Sarah sembrava di ottimo umore, non appena mi vide sveglio mi baciò con trasporto.
«Uhm, buongiorno anche a te» scherzai.
I suoi occhi brillavano. Ebbi l'impressione che mi stesse guardando in modo diverso, e infatti... pochi secondi dopo il suo bellissimo buongiorno, mi stupì con due semplici parole.
«Ti amo».
Un sussurro vicino al mio orecchio che mi diede dei piacevolissimi brividi. Non me l'aveva mai detto, prima d'ora. Doveva essere accaduto in questi giorni trascorsi insieme... In fondo era stupido pensare che solo i miei sentimenti sarebbero cresciuti a tal punto.
Le sorrisi e la strinsi forte, emozionato all'idea che mi amasse, ma anche preoccupato. Adesso le sarebbe stato ancora più difficile dirmi addio.
«Ti amo anch'io, amore mio. Più di ogni altra cosa al mondo» le sussurrai di rimando.
Affondai il viso sui suoi capelli setosi, godendo della nostra nuova complicità fisica e mentale. Restammo abbracciati tra le coperte, nella tranquillità della domenica mattina, e in quel pacifico silenzio mi chiesi per la prima volta perché Uriel non mi avesse ancora portato via.
Mi stava regalando i giorni più belli della mia vita, ma probabilmente sarebbe stata Sarah stessa a pagarne le conseguenze.
Non sapevo nemmeno che cosa sperare...
Quel giorno insistei ancora più del solito affinché lei non restasse indietro con i suoi compiti, in modo da poter diminuire anche solo di poco i problemi che avrebbe dovuto affrontare in mia assenza. Le sue materie stavano diventando impegnative, in effetti, perché insieme all'estate si stava avvicinando il momento di alcuni esami "di maturità" a cui non aveva per nulla voglia di pensare. In ogni caso, molti di quegli argomenti mi erano familiari grazie alle mie letture di piacere, così riuscii ad essere d'aiuto anche nello studio.
Dopo aver fatto i compiti insieme, Sarah decise che era ormai arrivato il periodo giusto per alcuni lavori in giardino, sempre per quella necessità degli umani di controllare lo sviluppo della natura che io proprio non comprendevo. Preparò tutto l'occorrente, impugnò il rastrello e iniziò a spazzare via le foglie secche dei rampicanti sulla rete di confine, almeno fino a che qualcuno non interruppe il suo lavoro.
«Buongiorno Sarah».
David.
Di nuovo lui.
Di sicuro voleva qualcosa, era arrivato in silenzio e ora si stava comodamente appoggiando alla loro rete comune per parlarle.
«David. Ciao».
Un istante dopo ero già accanto a Sarah. Dovetti restare in silenzio, mentre David le proponeva di stare insieme "se non avesse avuto nulla di importante da fare", come se lei avesse potuto dirsi impegnata mentre spazzava via delle foglie da una recinzione. Probabilmente non era una coincidenza che fosse spuntato fuori proprio ora che non poteva rifiutarsi.
«Io vengo con te» decretai. E non avrei accettato un "no" come risposta.
*
Pochi minuti dopo, Sarah e il suo vicino erano seduti insieme su grandi sedie da giardino all'entrata della casa di lui. Io mi tenni un po' a distanza, appoggiandomi al muro a braccia conserte, ma non ero per nulla tranquillo. Ero pronto a scommettere che David si sarebbe informato su di noi e che le sue non sarebbero state affatto domande innocenti.
«Sembri felice» iniziò subito.
«Beh, hai ragione, lo sono».
Sarah gli fece uno dei suoi bellissimi sorrisi, incrociando fugacemente il mio sguardo. Sapevo cosa intendeva comunicarmi... era felice grazie a me. Il solo pensiero mi risollevò subito il morale.
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My Only Reason
FantasyAbel è un giovane angelo come tutti gli altri nel suo mondo, che a 18 anni ha già dovuto affrontare diversi ostacoli. Ha sempre vissuto accanto alla ragazza che amava, trovandosi a dover accettare di non essere l'angelo giusto per lei a causa del su...
