5 Angelo

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Kyo:

Quella notte, in quella strada vidi un volto, quel viso muliebre e angelico attirò subito la mia attenzione.
I suoi capelli neri le ricadevano lungo le spalle,i suoi occhi castani erano colmi di angoscia,le sue labbra erano di un rosso sangue. "un angelo",pensai vedendola. Era sopra il terrazzo della scuola che avevo davanti.
Stava sopra la ringhiera di quel terrazzo, voleva di sicuro suicidarsi, dai suoi occhi uscì qualche lacrima.
Rimasi del tutto affascinato da quel volto, ma allo stesso tempo provai paura.
Dei brividi mi percorsero la schiena e non me ne spiegavo il motivo.
Era da molto tempo che avevo smesso di provare paura,questo stato d'animo su di me era sparito e adesso era ricomparso all'improvviso. La mia testa entrò in confusione,tanti ricordi disconnessi mi vennero in mente.
Una ragazza che urlava "ti prego non mi uccidere!"
Il suo volto era sfuocato e si perdeva nel buio,riuscivo solo ad intravedere alcuni tratti del suo viso.
Poi le parole di Mayko "perché?".
Il suo era un perché disperato, ma al contempo colmo di rabbia, non afferravo il senso di quei ricordi così vaghi, dovevano essere avvenimenti accaduti prima della mia amnesia.
Prima della morte di Mayko, avevo avuto un incidente con la macchina, da quel giorno persi una parte della mia memoria.
I dottori avevano detto che il mio desiderio di dimenticare e la mia testa lesionata, facilitarono la perdita dei miei ricordi, ma seppelliti da qualche parte del mio cervello, essi stavano riemergendo.
Non sapevo se esserne felice o meno, sapevo che la mia amnesia celasse qualcosa di oscuro che c'era in me, non riuscivo ad immaginare cosa fosse e di certo non mi immaginavo che fosse qualcosa di veramente terribile, da quel giorno iniziò una nuova fase della mia vita. La ragazza che mi aveva fatto ricordare una piccola parte del mio passato,non si era ancora suicidata.
Io non volevo che lo facesse,forse per puro egoismo,per soddisfare un mio capriccio ovvero di conoscere il mio passato.
Quella ragazza mi forniva una visione del passato molto confusa, ma sapevo accontentarmi, così decisi di andare sopra quel terrazzo per fermarka. Entrai dentro la scuola con molta facilità,non dovetti forzare neanche un po' la serratura,la porta era aperta.
Salì in fretta le scale,sperando che non fosse troppo tardi, quegli scalini erano molto larghi e sembravano non finire mai, percorsi scalino dopo scalino, cercando di far in fretta, più andavo salendo e più gli scalini sembravano aumentare,non finivano mai.
Arrivato all'ultimo scalino del tutto sfinito,non avevo più la forza di camminare, ma mi feci coraggio e proseguì ,vidi quella ragazza messa di spalle sopra la ringhiera.
Mi avvicinai a lei cercando di fare meno rumore possibile, non si accorse neppure della mia presenza.


Yoko:

Volevo suicidarmi però mi mancava il coraggio per farlo, inoltre continuavo a chiedermi se ciò che stavo facendo fosse giusto o sbagliato, così facendo non riuscivo a prendere una decisione, alla fine smisi di pormi troppi problemi e decisi di buttarmi.
Mi buttai senza rifletterci, non sapendo a cosa andavo incontro, in fondo nessuno sa a cosa va incontro quando muore,mentre stavo per cadere mi chiedevo se esistesse una seconda vita dopo la morte o se in realtà non esisteva un bel niente, ma ero convinta che ben presto avrei ricevuto una risposta a quelle domande.
Stavo cadendo per sempre,una parte di me sentiva il disperato bisogno di fermare tutto, qualcuno esaudì quel desiderio: era stata una mano gelida che aveva afferrato la mia, lasciandomi sospesa tra la vita e la morte.
Aprì gli occhi per vedere il proprietario di quella mano, non riuscì a vederlo bene, perché faceva molto buio, la sua mano sollevò il mio corpo con molta facilità.
Ormai tornata sopra il terrazzo,fissai il mio salvatore con disprezzo anche se una parte di me gli era grata perché essa voleva vivere, ma l'altra che prevaleva non voleva continuare a vivere, per tale ragione mi infuriai. "Si può sapere perché l'hai fatto?!"gli chiesi con rabbia, lui non mi rispondeva,rimaneva impalato a fissarmi.

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