-Sei sicuro di voler uscire stasera con Alex?- mi chiese Davide, mentre mi cambiavo d'abito.
Lui era passato da casa mia quello stesso pomeriggio, non solo per stare un po' con me, ma anche per salutare Miriam; che adorava.
Si sentiva decisamente meglio e i dolori iniziavano ad affievolirsi.
-Mio caro Davide. Sono così felice che ti stai riprendendo bene.- Miriam gli era saltata al collo.
-Grazie. Già dalla prossima settimana potrò riprendere con il nuoto.-
-Bravo. Così il nostro Matt non si sentirà più solo.-
-Ti accompagno al ristorante e quando sei pronto chiamami.- Mi cinse a se.
-Non preoccuparti. Saprò cavarmela.- Lo rassicurai.
-Sicuro? Non voglio che ti succeda qualcosa.-
-Ma Davide. Lui è mio amico e so come trattarlo.-
-Non mi fido lo stesso.-
Gli accarezzai il viso. -Tranquillo...-
-Sì. Ma appena torni a casa mandami un messaggio.-
-Va bene, papà...- risi.
-Non prendermi in giro.-
Arrivato al luogo dell'incontro, trovai Alex all'ingresso del ristornate.
-Ciao Matt.- mi abbracciò. -Sono felice che sei potuto venire.-
-Anche io.- ricambiai il suo abbraccio.
-Entriamo?-
-Certo...-
Il ristornate che aveva scelto proponeva piatti tipici locali. L'arredamento era curato, ma non particolarmente elegante. Però tutto sommato era carino.
Ci accomodammo ad un tavolino accanto alla finestra. E mentre leggevo il menù, avvertii lo sguardo di Alex su di me.
-Sei diventato più bello Matt.-
-Alex. Ti prego fai il bravo.-
-Sono bravo e buono.- scherzò.
La cena proseguii senza troppi intoppi. Alex mi raccontò tutto quello che era accaduto da quando ero andato via. Senza tralasciare neanche il minimo dettaglio o pettegolezzo. Riuscì anche a farmi ridere, riportandomi alla mente vecchi ricordi.
A fine serata....
-Sono stato bene Alex. Mi ha fatto piacere passare del tempo con te.- Mi sedetti accanto a lui in macchina.
-Anche io.- Cercò di avvicinarsi per baciarmi, ma lo respinsi.
-Alex. No. Ti prego, non sarebbe corretto nei confronti di Davide.-
-Hai ragione, ma....-
-Non insistere....-
-D'accordo.- mise in moto.
Mi riaccompagnò a casa e appena varcai la soglia, Miriam mi venne incontro.
-Che ha fatto il tuo amico? Spero che non ti abbia violato.-
La guardai perplesso. -Violato? Miriam. Non siamo nel medioevo. E no. Non abbiamo fatto niente.-
-Ah. Bene. Sai Davide è un ragazzo d'oro.-
-Vero...- sospirai. Pensando a lui. Poi mi ricordai di mandargli un messaggio per farlo stare sereno.
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Al tramonto
Teen FictionMatt si è appena trasferito a Brescia e la convivenza con il padre, che non vede da quando era piccolo, non è idilliaca; una convivenza quasi forzata, poiché l'improvvisa scomparsa di sua madre grava sulla coscienza di Matt. Un giorno Matt farà la...
