-Entra pure Davide.- dissi, agitato.
-Permesso....- Si guardò intorno. -Sono arrivato per ultimo?-
-Pare di sì...- richiusi la porta. - Ma tranquillo. Sei in perfetto orario.- La mia ansia era palpabile.
In quel momento Miriam venne accanto a noi.
-Davide. È bello rivederti.- ci mancò poco che gli saltasse al collo, ma gli prese le mani, dandosi contegno in presenza di altri ospiti. -Volevo ringraziarti per quello che hai fatto ieri con il nostro Matt.-
-É stato un piacere...- mi fissò. Adoravo il suo sguardo. Era così provocante. Spavaldo.
Una volta entrato, Miriam lo presentò a tutti gli altri ospiti. I signori salutarono all'unisono, bicchieri alla mano. Mi sembrava la scena di un film d'altri tempi.
-Vieni a mangiare qualcosa. Ho preparato tutto con le mie mani.- Miriam lo prese per un braccio e lo condusse al tavolo del buffet.
Lui osservò con attenzione tutte le pietanze e stuzzichini. -Sono certo che sarà tutto squisito signora.-
-Ma caro. Chiamami pure Miriam. In questa casa non siamo molto per i formalismi.- Miriam prese in mano un piattino e glielo porse.
-Non l'avrei mai detto...- i suoi occhi si posarono su di me. Trattenendo una risata.
-Sei il solito spiritoso.- Di certo pensava al nostro primo incontro. Che non era stato idilliaco.
Lui si mise a ridere.
-Hai aiutato anche tu a preparare tutto questo ben di Dio?- domandò addentando una tartina salata alle verdure.
-Che tu ci creda o no, ho cucinato anch'io- mi vantai.
-Allora sono sicuro che i tuoi saranno i più buoni.-
Avvampai. -Esagerato...-
La serata proseguì piuttosto bene, eravamo tutti a nostro agio e le risate non mancarono all'appello.
-Mi permetti...- Davide si alzò in piedi. -Dove si trova il bagno?-
-In fondo al corridoio.-
Intanto che aspettavo il suo ritorno, decisi di mangiare ancora qualcosina.
-Dov'è andato Davide?- mi chiese Miriam.
-In bagno....-
Lei annuì. Poi rimase con lo sguardo fisso su di me per qualche tempo.
-Dimmi...-
-Sei raggiante stasera.- aveva un sorriso magnifico.
-Perché mi dici così?-
Fece spallucce. -Era per farti un complimento.- tornò a sedersi accanto ad Alfredo.
Vedendo che ci stava mettendo troppo tempo, decisi di andare a controllare Davide.
Lo trovai nella mia camera, intento a guardare la mia scrivania ricolma di libri, quaderni, penne ed evidenziatori.
-Benvenuto nel mio mondo incasinato.- entrai, lasciando la porta semiaperta.
-Adoro il caos....-
-Non l'avrei mai detto....- sorrisi, facendo riferimento alla sua battuta di prima.
-Hai davvero una bella camera.- ripose uno dei quaderni che stringeva tra le mani.
-Grazie, ma devo ancora finire di sistemarla.-
-Potresti mettere dei fiori.-
-Sei pazzo?- Risi.
-Sono serissimo....- si avvicinò. -Secondo me...- mi scostò il ciuffo sbarazzino di lato. -Se tu fossi un fiore, saresti una rosa.-
-Perché una rosa?- mi mancava il fiato.
-Perché sei delicato come una rosa....- mi prese il viso tra le mani e mi diede un bacio.
Ormai preda delle emozioni lasciai che le sue labbra, così morbide e delicate, si unissero con le mie.
-Caspita....- cercai di mantenere il respiro regolare.
-Non mi svenire di nuovo...- riprese a baciarmi.
Lo scostai di qualche centimetro. -Dobbiamo tornare di là.-
-Ok. Andiamo....- mi diede un fugace bacio sulla fronte.
-Eccovi. La serata sta per finire, venite a salutare i signori.- esclamò Miriam.
Ringraziammo gli ospiti e dopo che se ne furono andati anche Davide disse che sarebbe tornato a casa.
-Siamo stati felici di averti qui.- Miriam si appoggiò ad Alfredo.
-Ti accompagno alla macchina.- mi voltai verso Alfredo e Miriam. -Torno subito.-
Una volta in strada.
-Sono stato bene stasera.- Disse Davide, prendendo le chiavi della macchina.
-Vale anche per me...-
Si guardò attorno e nell'attimo in cui non passava nessuno mi baciò ancora.
-Vediamoci domani...-
-Non posso... devo andare alla festa di compleanno di una mia compagna di scuola.-
-Allora vediamoci la sera.-
-Dove?- chiesi, restando chiuso tra le sue braccia.
-Ci penso... ti passo a prendere alle venti. Va bene?-
Annuii.
Un altro bacio. -Ora sali....-
-D'accordo.- ero talmente inebriato da lui che stavo letteralmente perdendo la testa. Per la prima volta dopo tanto tempo potevo dire di essere di nuovo felice.
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Al tramonto
Подростковая литератураMatt si è appena trasferito a Brescia e la convivenza con il padre, che non vede da quando era piccolo, non è idilliaca; una convivenza quasi forzata, poiché l'improvvisa scomparsa di sua madre grava sulla coscienza di Matt. Un giorno Matt farà la...
