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Mark rientrò in casa alle 03:30 circa, dopo una lunga giornata di interventi. Aveva la schiena a pezzi, e non aspettava altro che arrivare in camera sua e riposare, sperando solo che il suo cerca-persone non lo svegliasse per una nuova emergenza.
Andò dritto nella camera da letto senza passare da Martina, probabilmente lei stava già dormendo e non voleva svegliarla. La sua stanza era buia, entrava solo la luce del corridoio che gli permise di vedere una sagoma sul suo letto. O forse le stanchezze gli facevano venire le allucinazioni? Quando chiuse la porta non vide più nulla. Quindi scrolló le spalle sempre più convinto di averlo immaginato. Tolse le scarpe, e con addosso ancora i suoi vestiti andò a coricarsi. Si mise su un fianco a osservare quello che riusciva a vedere della porta, aspettando solo che il sonno lo facesse addormentare.
Poi sentì una leggera pressione sulla schiena. Urlò, si rigirò più volte nel letto fino a cascare. Sentì una risata, quindi si accese la piccola luce dell'abat-jour sul comodino.
Sentiva ancora ridere, e non ci fu bisogno di guardare per capire si trattasse di Angel.
«Ti faccio così paura?» gli porse la mano per aiutarlo ad alzarsi ma lui la rifiutò.
«Che cosa ci fai qui? Sei uno stalker?»
«Non scherzare, Mark. Volevo solo farti una sorpresa.»
Il chirurgo lo guardava come se davanti avesse l'uomo più pazzo del mondo.
«Bellissima. Mi hai fatto prendere un colpo. Due, se consideriamo quando sono caduto.» si sedette sul letto, Angel stava ancora ridendo.
«Scusami. Ammetto che avrei dovuto lasciare la luce accesa, prima. È stato comunque divertente.»
«Se lo dici tu...» spostò Angel dall'altro lato e lui potè ritornare con la schiena sul materasso. Girò la testa nella sua direzione.
«A cosa devo questa sorpresa?»
Angel fece spallucce.
«Non lo so. Stavo guardando una serie tv, "Grey's anatomy"... ti ho pensato.» era consapevole che stava sembrando un adolescente impacciato, ma le cose erano andate veramente così.
«Oh.»
«Già. Poi, quasi fosse stato fatto apposta, un tizio si chiama Mark e... credo sia stato il destino a urlarmi di venire da te.»
«Oh.»
«Non sei Babbo Natale, smettila di dire soltanto "oh".»
«Non so che cosa dirti.» ammise Mark, risultando forse più impacciato di Angel. Da quando la loro relazione era finita, non era stato più con nessuno, neanche rapporti occasionali. Era tornato, in un certo senso, inesperto. O forse era solo Angel a fargli quello strano effetto!
«Che cosa... perché...?» si mise su un fianco e dopo anche Angel fece la stessa cosa.
«Continuo a non capire perché vieni a casa mia, anche di notte. È un modo per ricordarmi che sono stato una merda?»
«Stupido. È un modo per farti capire che voglio darti una seconda possibilità, sempre che tu lo voglia.»
Mark si alzò su un gomito.
«Eh?»
Angel sospirò e lo spinse leggermente fino a farlo coricare, poi gli si sdraiò sopra.
«Hai capito cosa ti ho detto.»
«Tu... ma...»
«Lo so. Hai sbagliato, ci hai abbandonati. Però posso capirti... comprenderti, almeno. Sei umano, come tale hai paura e commetti errori. Chi non lo fa?» lo guardava dall'alto.
Mark gli mise una mano sul fianco, sotto alla camicia.
«In tutto questo tempo, però, aspettavo il momento giusto per tornare da te. Non ho mai avuto il coraggio. Poi è arrivata Martina, la mia occasione. Adesso sono qui, sopra di te, a dirti che ho intenzione di darti una seconda possibilità. Dai una famiglia a Martina e a Marvin.

Damien si svegliò intorno alle cinque di mattina. Aveva passato la notte in camera di Chris, con lui- il suo letto lo avevano buttato, e in attesa di quello nuovo non poteva dormire a terra!
Si alzò e uscì dalla stanza, scendendo giù in salotto, dove si sedette sul divano.
Accese il suo telefono. Non si stupì dei messaggi che aveva ricevuto sia da parte dei suoi compagni -compresi ragazzi che non conosceva- che di Elia e Annie. Anche Jason e Jonathan gli avevano scritto. Ignorò tutti, eccetto Elia. Non li lesse tutti, erano veramente tanti. Da quando l'aveva lasciato aveva provato a contattarlo tante volte, e Damien aveva fatto finta di nulla.
Scorrendo, si accorse di quanto stava facendo soffrire quel ragazzo. Non aveva mai ricevuti messaggi così tristi da parte di Elia, che anche il giorno prima dell'operazione aveva il sorriso sulle labbra.
Stava per bloccare il telefono quando un messaggio attirò la sua attenzione, più degli altri:

LONELY 2Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora