Capitolo Venticinque

2.7K 158 15
                                        

«Questi come mi stanno?» Domandò la ragazza inforcando un paio d'occhiali rosa con le lenti a triangolo.

«Stanno bene sull'espositore.» Rispose la mora, sfilandole la montatura prima che qualcun altro potesse vederla. Se non era amicizia quella.

Camila ridacchiò per le labbra arricciate di Ally e gli occhi sgranati di Dinah. Entrambe tornarono a setacciare i modelli esibiti, sperando di stanarne uno che non affliggesse ma nemmeno ridicolizzasse Ally.

Non lo aveva detto a nessuno, ma aveva fissato più di un appuntamento con le due meccaniche. Dopo il primo incontro, si era fermate al bar dove avevano combinato l'incontro non solo per parlare ma anche per sorseggiare un drink. Dopo il secondo sorso, Camila aveva scoperto che Ally era molto compatibile con la sua parte un po' più austera, mentre Dinah rinfocalava la sua tenacia e il suo sarcasmo. Sapeva che la loro amicizia era basata su una bugia. Una bugia che lei stessa aveva inventato. Ma era confortante potersi allontanare dal mondo scintilloso e complicato della scuderia Jauregui per approssimarsi a quello più umile e spensierato della scuderia Nest, dove lavoravano loro. Anche il loro pilota vantava un posto in gare di non poco conto, ma il suo nome appariva solamente nella classifica e mai su riviste o giornali. Quel clima modesto e scarno di pressioni che Dinah ed Ally sapevano infonderle era come un vento fresco proveniente direttamente da casa.

Finalmente scovarono degli occhiali che anche Camila approvò appieno. Ally li indossò appena uscite dal negozio, anche se stavano ancora camminando nei corridoi del centro commerciale. Dinah roteò gli occhi al cielo, ma venendo colpita da un fascio di luce al neon invidiò l'amica per le lenti scure.    

Mentre attraversano il labirintico intreccio di cemento, Dinah scovò uno dei tanti poster di Lauren che tappezzavano la città. Camila si girò dall'altra parte, pretendendo di non averlo visto, ma l'amica non le lasciò scampo. «Povera ragazza,» scosse la testa Dinah, ineffabilmente dispiaciuta per la donna anche se sfoggiava un sorriso smagliante sulla carta. «Se sapessi che gente frequenta tuo padre, scapperesti seduta stante.» Sospirò voltandosi fiduciosa verso Camila, che purtroppo era già girata verso di lei per dare le spalle al manifesto.

«Ci sono novità?» Chiese Dinah trepidante.

Camila delgutì. Detestava mentirle, soprattutto perché l'audacia di quelle due ragazze voleva solamente aiutare Lauren, ma se avessero saputo la verità che occultava Camila, avrebbero tentato di distruggerla con la medesima audacia se non di più. «Purtroppo no,» recitò la parte la cubana, non solo dovendo celare la verità agli occhi speranzosi delle due, ma anche prodigandosi per eclissare i sentimenti contrastanti che provava per Lauren dalla sua mente e dal suo sguardo. «Continuerò a indagare, ma temo non ci sia niente di tanto eclatante sotto oltre una cattiva amicizia.»

Dinah ed Ally mugolarono incerte ma allo stesso tempo abbassarono lo sguardo annunendo. «Probabilmente ci siamo fatte dei film noi. Solo perché Mike passa del tempo con Sirius non significa che ci sia per forza qualcosa sotto.» Si strinse nelle spalle la prima, che però pareva quasi delusa da sé stessa.

Camila aggrottò le sopracciglia mentre si chiedeva perché adesso era la donna al suo fianco a non rivolgerò lo sguardo, allontandosi da lei proprio come Camila si era distanziata dal poster di poco fa. «Se ci fossero aggiornamenti, vi farò sapere.» Tagliò corto, e Dinah si girò verso di lei per sorriderle riconoscente, ma le sue iridi si erano velate di una tristezza sconosciuta che la cubana faticava a inquadrare.

Non ebbe tempo o modo di investigare oltre perché Ally cambiò argomento e il sospiro di sollievo che trasse Dinah la convinse che era la cosa migliore stornare conversazione.

Finish LineDove le storie prendono vita. Scoprilo ora