Piccolo spazio a me.
Ragazze mie, volevo dirvi che stò per pubblicare il capitolo della mia nuova storia, 'Middle of nowhere'. Come vi ho giá spiegato, sará totalmente diversa dai miei soliti standard, così per provare una cosa nuova. Con questo intendo che i personaggi rispecchieranno personalitá diverse anche se manterrò il mio stile. La storia mi sembra leggibile, anche se stará a voi giudicare. Spero mi seguirete anche in questa nuova avventura, passate a dare un'occhiata, io la amo giá. Non perché la scrivo io, ma per la complessitá dei personaggi e delle loro storie. E se ve lo state chiedendo si, ci sará Luke. Scusatemi, ma come personaggio lo amo e incarna bene le mie storie. Quindi traggo spunto dalla sua perfezione.♡
MIDDLE OF NOWHERE.
MIDDLE OF NOWHERE.
MIDDLE OF NOWHERE.
Spero nelle vostre letture.♥
Inoltre, senza dilungarmi troppo, vi dico che non mi sento degna di tutti i complimenti che mi fate. Insomma, chi avrebbe mai immaginato che tante ragazze mi avrebbero fatto migliaia di complimenti fino a farmi piangere per qualcosa che invento e scrivo? Io no. E davvero, non mi sento all'altezza di tutti i vostri complimenti, siete troppo gentili e dolcissime. Con i vostri commenti sapete sempre migliorarmi la giornata.Vi adoro.♥
Jess.♡
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"Noah? Perfavore potresti tenere la bambina?" chiedo esausta mentre cerco di finire di lavare gli ultimi piatti, cosa quasi impossibile con una piccola di un anno e mezzo che tira i pantaloni della tuta piangendo e aggrappandosi saldamente alla gamba.
"Arrivo! Mi stavo facendo la barba. Su dai, vieni mostriciattolo che tra poco Jessica ti cambia il pannolino puzzolente" afferma riuscendo a staccarla dai miei comodi pantaloni blu e vacendola volteggiare in aria terminando il suo pianto, tramutato ora in dolci e piccole risate. Mentre asciugo gli ultimi piatti li guardo giocare sul tappeto rosa con i pupazzi sonori, è una visione davvero bella, di quelle che ti donano emozioni indefinite.
"Ecco qui, ho finito, ora andiamo a fare il bagnetto dolcezza mia!" la piccola bambina mi guarda con grandi occhi verdi che ha preso dal padre e i suoi capelli marroni terminano con piccoli boccoli sulla nuca. Allunga le braccia verso di me e non posso fare altro che sorridere prendendola saldamente per poi posarla sul mio petto e cullarla dolcemente. Mi dirigo verso il bagno volteggiando per far sorridere la piccola Grace, che prontamente sorride mostrandomi due graziose fossette sulle sue guanciotte.
"Ei-ca" mi sciolgo nel sentirle dire uno steriotipo del mio nome e le lacrime riempiono i miei occhi dall'emozione. Sono stata brava ad insegnarle il mio nome, dopo averla assillata anche durante il sonno affinché lo ripetesse. La vedo indicare oltre le mie spalle, e quando ricordo mille ricordi tornano vivi nella mia memoria. La foto ritrae Lukey, e le lacrime solcano i miei occhi nel vedere i suoi così azzurri. Sospiro tirando su con il naso per cacciare via i brutti pensieri. Mi manca, davvero tanto. È rimasto con me per troppo poco tempo, avrei voluto difenderlo e prpteggerlo da tutto. Ma mi ha lasciata prematuramente a causa di una malattia. Avevo visto i suoi occhi spegnersi giorno dopo giorno, anche se io e il mio grande amore gli eravamo stati accanto fino all'ultimo momento.
"Rimarrà sempre con noi" guardo per un'ultima volta il gattino ritratto nella foto che avevo scattato pochi mesi prima, quando ancora sapeva divertirsi a graffiare la tenda del soggiorno e saliva sempre sul letto alla ricerca di coccole per farsi perdonare. Lukey, di secondo nome Dimple, il mio piccolo gattino ormai non è più qui da una settimana, lui che significava per me un amore nato tra le mura della casa del quartiere opposto, qui in Australia.
Dopo il bagnetto ritorniamo in salotto dove Noah compie ciò che da sempre gli dico di non fare.
"Scusami" mi piazzo davanti a lui con la bambina tra le braccia posando tutto il peso su di una gambae guardandolo starsene sul divano beato e la mia faccia si fa minacciosa "togli subito quei piedi dal mio tavolino" gli orgino impedendogli di guardare la partita alla tv. Lui sbuffa e ascolta i miei ordini, mentre me ne vado soddisfatta.
"Sei una lagna" mi urla dal salotto mentre preparo la piccola per la nanna.
"Non rivolgerti così a me signorino, dovrai sopportarmi ancora per un pò. E sai che so come vendicarmi, quindi porta rispetto" gli punto il sonaglio di Grace che mi guarda mentre mastica il ciuccio del biberon.
"E tu piccolina non guardarmi così, bisogna saper domare questi uomini di oggi. Ti insegnerò io come fare" la vedo sorridere mentre lancia il biberon con il latte a terra spargendolo sul pavimento lucido.
"Porca miseria! Guarda che disastro, avevo pulito prima. E tu, scansafatiche! Potresti anche aiutarmi!" suonano al campanello nell'esatto momento in cui Noah si alza dal divano, e così si dirige ad aprire la porta.
"Sono tornato!" I miei occhi si illuminano e, evitanto il bagnato a terra per non scivolare, mi dirigo verso colui che ho atteso per tutto il giorno con impazienza.
"Amore" mi sorride guardandomi e abbracciandomi stando attento a Grace.
"Luke, mi sei mancato" lo bacio dolcemente sulle labbra mentre mi accarezza il viso.
"Ehm, io vado" ci avverte Noah infilando la giacca di pelle nera ricevendo un saluto da parte mia e di Luke mentre esce dalla porta.
"Non mi piace quel ragazzo" sbuffa posando la chitarra accando al camino e togliendo la grossa felpa blu.
"Perchè il nostro vicino di casa ventenne non dovrebbe piacerti? Aiuta me a fare la babysitter a Grace per guadagnarsi qualcosa, oltre per la costrinzione della madre. Hai cinque anni in più di lui Luke, devi dimostrarti migliore" lo guardo nei suoi movimenti abituali. Ogni giorno, di rientro dallo studio musicale, compie queste azioni. E giuro di non stancarmi mai di vedergliele compiere.
"Quel nome.. mi ricorda troppo il coglione che voleva portarti via da me" scrolla le spalle e fa una smorfia di disapprovazione facendomi ridere leggermente.
"Aah piccolo mio Luke, ora pensa ad addormentare la piccola bambina del tuo migliore amico che a momenti Elena sarà qui" e dolcemente, stendendola tra le sue forti braccia, la culla cantandole una dolce ninna nanna, mentre io pulisco il disastro della piccola peste emozionandomi al dolce suono della voce del mio vero amore.
Elena è passata a prendere la piccola alle dieci di sera, e ora mi trovo a letto con il mio computer tra le gambe.
"Ancora a scrivere?" mi chiede Luke accomodandosi sotto alle coperte del nostro grande letto e posando la testa sulla mia spalla.
"Esatto, stò scrivendo l'ultimo capitolo della nostra storia. Da ora in poi, la vivremo solo noi" gli sorrido accarezzando i suoi soffici capelli biondi.
"E come si conclude questo piccolo pezzo che hai condiviso di noi?" chiede stringendomi la mano nella sua, facendo incrociare le nostre dita.
"Con me e te, che ci amiamo come il primo giorno, o forse un pò di più" chiudo il portatile e mi dedico a lui.
"Credo di più. E il frutto del nostro amore stà crescendo" mi accarezza dolcemente la pancia posandovi un bacio "fai la tua ultima confessione a tutte le tue fan amore" lo guardo, annuisco, mentre mi emoziono e sorrido dolcemente, troppo presa dalla gioia. Riapro il portatile e digito le ultime righe di un piccolo capitolo del nostro grande amore.
'Io e Luke aspettiamo un bambino e tra tre mesi, siete tutte invitate al nostro matrimonio'.
