Capitolo 13.

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LUKE'S POV.

Cosa avevo fatto? Volevo avvicinarla a me e invece avevo solo ottenuto il contrario. Ora l'avevo ferita, lo sentivo. Ho visto i suoi occhi diventare lucidi alle sue parole. Ma davvero Ashton le aveva parlato di quello che gli avevo detto? Non mi importa, ora devo risolvere con Jessica.

JESSICA'S POV.

Stavo tornando nella mia stanza quando andai a sbattere addosso a qualcuno. Ormai riconoscevo quelle braccia che mi avevano abbracciato tante volte e che mi strinsero subito dopo. Quel profumo fresco mi diede la conferma della persona che avevo davanti.

"Jessica, da chi stavi scappan

do?"

"Ash.." alzai il viso che si stava rigando a causa delle lacrime. Incontrai i suoi occhi marroni con le sfumature verdi.

"Che succede?"

"N-nulla, ho solo bisogno di stare da sola"

"Va bene, però non piangere, e sai che se hai bisogno di me ci sono. Ora dimmi solo una cosa, poi ti lascio andare. È stato Luke?"

"Perchè credi sia stato lui?"

"Ti ho vista uscire dalla sua stanza. Ora non ti chiedo cos'ha fatto. Ma sappi che ne riparlaremo." e se ne andò sciogliendo quell'abbraccio confortevole. Mi sentivo vuota, volevo rimanere sola ma anche avere Ash accanto a me. Certo che sono complicata eh, non so nemmeno io quello che voglio.

Arrivai nella mia stanza e mi buttai sul letto. Pinghi mi guardava dalla scrivania. Abbracciarlo mi avrebbe fatto stare meglio ma non feci in tempo ad alzarmi che sentii bussare alla porta. Aprii.

"Ora sono io a chiederti cosa ci fai qui."

Nessuna risposta. Solo un abbraccio, un abbraccio inaspettato. Non era come quello di Ash, era più vivo. Potevo sentire il suo cuore battere da quanto mi stringeva. Non vorrei dire una cavolata, ma non era un battito regolare, batteva più forte proprio come il mio che stava per esplodere. Era un abbraccio vero, non mi aveva mai stretta ed ora che lo aveva fatto ammetto che avevo immaginato tante volte come avrebbe potuto essere, ma non immaginavo così bello. Restammo così per vari minuti, nessuno osava parlare, diceva tutto da se quell'abbraccio.

"Mi dispiace Je. Posso entrare?"

"Certo vieni." ci eravamo sciolti dall'abbraccio e mi sentivo come spogliata di tutte le insicurezze.

"Cosa fai con il pupazzo tra le mani?"

"Ti presento Pinghi, il pinguino che hai salvato."

"Potrei prendere il brevetto di bagnino adesso!"

"Certo, chi non vorrebbe essere salvato da un bagnino così?" dissi sorridendo.

"Cosa intendi?" fece una faccia imbronciata ma si vedeva che non era serio.

"Farebbero tutte finta di essere svenute solo perchè tu faccia loro la respirazione bocca a bocca!"

"Mi trovi attraente?"

"Non posso dire che tu non sia un bel ragazzo!" arrossii e lui cambiò discorso tornando serio.

"Perchè è così importante per te?"

"Vedi, è l'ultimo ricordo che ho di mia nonna. Ero molto legata a lei anche se la vedevo poco, ricordo quando andavo a casa sua e mi dava sempre i biscottini. È venuta a mancare quando avevo sei anni e so che ne sono passati undici ma io non ho ancora superato del tutto la sua mancanza. Non ho nemmeno potuto salutarla un'ultima volta, ero piccola e non me ne rendevo conto." Avevo le lacrime che premevano per uscire, ma non volevo dimostrare di essere così fragile.

She sleeps alone.||Luke HemmingsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora