Ragazze, ormai pochi capitoli ci dividono dalla fine di questa piccola storia ormai divenuta parte di me, non sono pronta a dirle addio, ma sono pronta a raccontarvi come va a finire il piccolo viaggio che ho intrapreso con la protagonista verso anche un crescere interiore personalmente. I capitoli, se li scrivo lunghi come vorrei fare, che ci separano dal compimento di She sleeps alone sono due. Questo ed il prossimo. 55 Capitoli di me stessa che ho voluto condividere con voi, tra più belli e meno, tra più divertenti o commoventi. Non sono sicura che siano due, ma per ora è così. Quindi appena termino questa storia mi dedico a Crazy, stupid you and me. Anche se mi mancherà tantissimo. Ma non può essere infinita e io sono fiera del piccolo successo che ha avuto e di avere delle ammiratrici stupende con le quali, alcune, ho anche stretto amicizia. Non mi dilungo troppo, farò un 'capitolo' solo per dirvi tutto quello che penso, per i ringraziamenti. Sento come se una parte di me, concludendo She sleeps alone, mi lasciasse, dico davvero. Ma so di lasciarla a voi, perchè la leggiate, aprezziate o meno, mi metto in discussione e questo mi fa capire molte cose, mi fa migliorare. A voi il capitolo, buona lettura.
Quasi dimenticavo! Lo spazio pubblicità da ora lo inserisco su Crazy, stupid, you and me! Non voglio riempire troppo questi capitoli significativi, scusate, ma spero capirete.♥
Con affetto, Jess.♡
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"Mi spieghi che ti è preso? Mi hai lasciato solo a spiegare a cento persone che tu non c'eri, per cosa? Per un capriccio? Che ti è saltato in mente?" Il tono di Noah è leggermente alterato, ma Jessica continua a non sentire il peso delle sue parole. Ha la testa altrove, fa quasi fatica a sentire ciò che dice, i suoi sensi sono rimasti tra le braccia di Luke, la sera precedente.
"Ho solo preferito salutare degli amici che dovevano partire. Ci possiamo vedere ogni volta tu lo voglia, non vedo quale sia il grande reato nel mancare ad una noiosissima mostra" il tono di lei rimane pacato, indifferente. Anzi, quasi sorride rivedendo le immagini nitide di Luke viaggiarle tra la mente.
"Noiosissima mostra? È tutta la mia vita quella che tu chiami 'noiosissima', lo sai? Sembra che non siamo mai stati insieme, mi chiedo se tu mi ami o no" continua a camminare per la stanza nervoso, avanti e indietro, sul perimetro di due metri del quadrato che stà tracciando immaginariamente con i piedi sulle mattonelle grigie dell'appartamento.
"Me lo chiedo anche io" sospira la bionda continuando a non guardare il ragazzo davanti a lei. La loro relazione era durata un anno e mezzo circa, ma per tutto il tempo ha sempre saputo che non sarebbe mai riuscita ad amarlo davvero. Ci aveva provato con tutta se stessa, ma chi vogliamo prendere in giro, lei aveva ancora Luke che le scorreva tra corpo e anima. Aveva sofferto, ma solo perchè aveva donato a lui tutta se stessa, e non voleva farlo con nessun altro. Un amore così, non è destinato a finire e nemmeno ad essere sostituito.
"C-cosa?" lo vede perplesso, spaventato. Un pò le dispiace, accorgendosi che non le era mai piaciuto nulla di lui, senza mai aprezzarlo. Ha sempre odiato le sue manie di pulizie, di cibo salutare e di opere liriche o meno, di quadri e mostre. Lei non è fatta per quella vita. Jess ama la comodità, la semplicità. Lei ama tutto quello che le dava Luke e tutto quello che è lui.
"Non posso dirti che ti amo se non è così. In quest'anno e mezzo mi hai mai sentito pronunciare quelle parole? Mi sono sempre nascosta dietro ad 'anche io' detti con insicurezza. Ma non te ne sei mai accorto che stavo sprofondando, non ti sei mai interessato di farmi uscire dalle mie paure. Non mi hai mai consolata dopo gli incubi, dopo i pianti. Sei sempre stato troppo attaccato alle tue maledette manie. E io sempre zitta, ad amare in silenzio. Non te però. Io amo Luke! Dio se lo amo! E nonostante lui mi abbia cacciata e io abbia vissuto di dolore per gli ultimi anni, da ieri non riesco a smettere di sorridere per un suo abbraccio, per delle sue parole solo per me. Io non ho bisogno di questo" toglie l'anello e glielo porge "e nemmeno di vestiti firmati o cenette al miglior ristorante. Io ho bisogno di carezze, parole segrete e sguardi. Di gesti semplici. Perchè io con lui mi sono sempre mostrata per quella che ero. Tu, appena prima ti ho aperto la porta per entrare, nel momento esatto in cui hai visto che non ho un velo di trucco, che sono in pigiama e che ho i capelli raccolti disordinatamente mi hai detto 'sistemati, io ti aspetto qui, poi entro'. Dovresti accettarmi anche così, invece mi hai sempre fatto mascherare tutto. Me stessa, la mia semplicità. E hai cercato di impiantarmi in testa sentimenti che non provo. Sai, avresti dovuto provare con il cuore. Anche se ormai è troppo pieno di Luke per accettare altre emozioni che non siano le sue. È un atto di rigetto. C'è chi rigetta certe persone. Io rigetto i sentimenti che non siano i suoi" Noah tace, abbassando la testa davanti a tutte verità che sapeva e aveva represso. Jessica invece si sente libera, con la voglia di lasciarsi andare, forse anche sbagliando, a Luke.
