Ho cambiato punto di vista per due ragioni. Primo per farvi capire meglio tutto senza passare da un punto di vista all'altro. Secondo.. beh, lo scoprirete più avanti.
Buona lettura ♥
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Le mani gli si stringono in pugni velocemente, le nocche bianche, i nervi a fior di pelle, i vari tessuti che si stendono, il battito accellerato, il respiro reso pesante e dei piccolissimi veli lucidi invisibili proprio lì, tra la palpebra e l'azzurro più puro, ma non li avrebbe notati nessuno. Non perché i suoi occhi non fossero mai notati, anzi, ti prendono al punto tale che è difficile non ammirarli e contemplarli mentre affoghi dolcemente in essi. Ma perchè in quel momento nessuno sta guardando lui nel modo in cui egli guarda lei, nessuno gli sta dedicando attenzione, e nemmeno la vuole. È troppo preso a circondarsi di silenzio che nemmeno si è accorto che i due ragazzi davanti a lui si stanno ancora abbracciando. Ma la realtá lui non riesce a vederla, troppo afflitto dal rimorso. Non riesce a vedere che lei tiene le braccia stese lungo i fianchi mentre il moro cerca di stringerla di più a sè. Non vede gli occhi azzurri di lei puntati su un punto indefinito, spaesati. Non riesce a cogliere dai suoi gesti la voglia di smettere di fingere un amore troppo poco vivo in confronto a ció che aveva sentito per lui. Ma non lo avrebbe mai notato perchè ora i suoi occhi si stanno arrendendo, le palpebre sono troppo pesanti da sorreggere, preferisce fissare il pavimento su cui posano i piedi che lo sostengono invece di vedere l'appiglio che ha perso.
Jessica sente finalmente il moro staccarsi da lei e ne é quasi soddisfatta. Si sente afferrare la mano e riesce ad udire dei piccoli singhiozzi soffocati. Beatrice la guarda piangendo con una mano davanti alla bocca per non fare rumore, ma sorride. La bionda si fa trasportare e abbraccia sinceramente la ragazza che non vede ormai da anni, affondando la testa sulla sua spalla. E poi nel giro di pochi secondi alza la testa rimanendo in quell'abbraccio e il sorriso che ha sulle labbra si spegne con poco. Riesce a vederlo con le braccia tese lungo i fianchi e i pugni serrati. La testa china verso il basso e le spalle che si alzano e abbassano regolarmente. Poi, di colpo, mentre lo contemplava cercando di ricordare il suo volto e chiedendosi se fosse rimasto tale, ricordando il ragazzo australiano sorridente e timido, lo vede voltarsi senza lanciarle un'ultimo sguardo, niente. Ma forse è meglio così, é passato troppo tempo, non sono più le stesse persone che si levigavano gli angoli con un abbraccio, ormai sono troppo diversi.
"Bea, che ci fai qui?" chiede emozionata Jessica lasciandosi alle spalle gli istanti precedenti.
"Sono venuta con i ragazzi, é stata una sorpresa bellissima vederti su quel palco, loro non ne sapevano nulla e credo che sua stata una gioia anche per loro, ci manchi troppo" afferma sorridendo entusiasta.
"Come hai fatto a trovarmi qui?" la bionda incrocia le braccia al petto mente si dedica all'amica, non prima di aver salutato il suo ragazzo, e si accomodano nel divanetto beige lungo il corridoio.
"Mi è bastato seguire chi ha cercato di trovarti prima che lo facessi io" un cipiglio si fa strada nel volto di Jessica e l'amica accorgendosene continua "Luke é corso giù dal palco per seguirti.." lascia la frase così, sospesa a mezz'aria come se volesse dire tutto ma niente. Jessica abbassa la testa fissando i propri piedi scalzi e segnati di nero a causa del pavimento non abbastanza pulito. Alcuni segni rossi vi sono impressi, ma non ci fa caso. La passione è troppa per piccole ferite che si ridurranno subito. Il dolore interno, logorate e mille volte peggio, nulla in confronto.
"Per quanto ancora vuoi fingere?" Sbigottita alza lo sguarzo verso gli occhi verdi di Beatrice sapendo che in realtà lei l'aveva capita.
"Perchè cerchi di sostituirlo?" Sospira pesantemente portando la testa tra le mani lasciando i capelli biondi ricaderle davanti agli occhi.
