Quarta notte

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Un rumore improvviso svegliò Draco dal suo sonno pesante. La testa gli pulsava, sentiva ancora il rimbombo della musica nelle orecchie. Blaise aveva fatto cadere una pila di libri in bilico sul bordo della loro scrivania.

"Cazzo" biascicò il biondo, mettendosi seduto con difficoltà sul materasso.

"Scusa amico" si giustificò Zabini piegandosi in fretta per raccogliere i libri caduti.

Draco sospirò. In situazioni normali avrebbe riempito l'amico di improperi, ma era talmente stanco che trovò difficile anche solo alzarsi dal letto e mettere in fila una serie di parole che avessero un senso.

"Avete sistemato il casino di ieri?" domandò con la voce ancora impastata dal sonno. Si fidava dei suoi compagni, ma aveva bisogno di avere il controllo su tutti gli aspetti della sua vita e su ogni situazione che lo riguardasse anche solo in parte. Nonostante la risposta affermativa dell'amico avrebbe sentito l'impellente necessità di andare nella sala comune per accertarsene.

"Tutto perfettamente in ordine!" esclamò Blaise mentre toglieva la divisa per piegarla e riporla nell'armadio. Era la fine della giornata scolastica e Draco non si era nemmeno accorto del passare del tempo.

"A proposito della festa, dove sei finito ieri sera? Pansy ti ha cercato tutta la notte..." continuò scandagliando una pila di maglioni per scegliere quello da indossare.

"Avevo da fare-

"Lei è sempre di molte parole signor Malfoy" lo canzonò Blaise infilandosi nel bagno per farsi una doccia.

In realtà Draco non aggiunse altro semplicemente perché non gli andava di parlare della notte scorsa. I suoi ricordi erano frammentari e confusi, annebbiati dall'enorme quantità di alcol che aveva ingerito. Riuscì ad evocare un paio di immagini delle quali, però, non poteva dirsi totalmente sicuro. Si ricordò le labbra di Pansy, la loro voracità nell'esplorare il suo collo, si ricordò i bicchieri colmi di liquido trasparente, i cori che lo incitavano a bere. E poi gli passò per la testa una reminiscenza, non capiva se fosse reale o soltanto un gioco della sua immaginazione: un ballo un po' incerto e barcollante con una bella ragazza dai capelli scuri. Per un attimo associò al volto della ballerina quello della Moore, la sua compagna di ronda, ma allontanò subito quel pensiero malato. Non poteva essersi abbassato a tanto.

Con uno sforzo che gli parve eccessivo si sistemò prima di lasciare la stanza diretto verso la Stanza delle Necessità. Il suo piano malvagio doveva trovare compimento, per una volta sarebbe stato qualcuno.

***

"Dannazione" sbuffò Astra tra sé, il mascara le era finito sulla palpebra striandola di nero. Perché quella sera avesse deciso di truccarsi per il turno notturno di guardia rimaneva un mistero anche per lei. Non aveva mai prestato particolare attenzione al suo aspetto nelle nottate precedenti: la stanchezza rendeva il suo viso smunto e le occhiaie eccessivamente marcate. Fece scivolare qualche goccia di acqua di colonia sull'incavo del collo e sui polsi, pettinò i capelli e uscì dalla sua stanza. Daphne, intanto, era appena rientrata, ma non la degnò di uno sguardo.

00:00, orario di coprifuoco. Nessuno studente deve trovarsi nei corridoi dopo la mezzanotte.

Astra arrivò difronte all'ufficio di Silente con i suoi soliti minuti di ritardo e ovviamente non trovò Malfoy ad aspettarla, erano tornati alle vecchie abitudini.
Si avviò verso i corridoi scarsamente illuminati, ormai non aveva più paura del buio, ci aveva fatto l'abitudine. Si destreggiava tra i percorsi labirintici del castello con estrema facilità e, quando serviva, un "lumos" ben pronunciato la aiutava a illuminare anche gli angoli più oscuri.

Terminò il giro piuttosto orgogliosa del suo operato, era la prima volta che svolgeva il compito di controllare la scuola senza trovarlo terribilmente noioso. Non restava che aspettare, eppure la sua mano fremeva impaziente sul legno della bacchetta. Si ricordava dell'appuntamento con Malfoy, della sfida che la prima sera avevano ingaggiato e che prevedeva un piccolo duello silenzioso ogni notte per prepararla al meglio ad affrontare un eventuale pericolo. Aspettò, qualche volta le sembrava di udire i passi dell'odiato compagno, ma sempre troppo distanti. Lui non venne e l'orologio suonò l'una.
Astra si rimproverò: cosa mai si poteva aspettare?

Under Control (DRACO MALFOY)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora